I cinque aviogetti da combattimento più efficienti di terza generazione: MiG-25

Military Watch 18 luglio 2018

Il MiG-25 ha dimostrato di essere una piattaforma letale ogni volta dispiegato, con capacità e prestazioni che lo rendono forse il velivolo da combattimento più potente della terza generazione. Il velivolo fu l’aereo da combattimento più veloce mai entrato in servizio, con Mach 3,3, più veloce di qualsiasi missile da crociera in servizio oggi, e poteva volate a 20000 metri, ben al di fuori della portata di tutte le altre piattaforme di terza e quarta generazione. Una combinazione tra velocità, capace di evitare missili aria-aria AIM-7B e AIM-9, e quota hanno reso il MiG-25 invulnerabile a distanza agli altri caccia di terza generazione. È anche una delle poche piattaforme di terza generazione ad aver abbattuto un caccia di quarta generazione in combattimento, abbattendo un F-18 della Marina Militare statunitense nell’operazione Desert Storm e compensando l’addestramento di gran lunga superiore dei piloti statunitensi rispetto a quelli iracheni, con la potenza come piattaforma da combattimento aria-aria. Le dimostrazioni della capacità di sopravvivenza e di potenza del MiG-25 sono molte. Poco prima dello scoppio della guerra dello Yom Kippur, i Foxbat sovietici compirono diversi voli di ricognizione su territori israeliani pesantemente fortificati nella penisola del Sinai, con velocità e quote che li resero invulnerabili alle difese aeree israeliane con F-4 Phantom e avanzati sistemi di difesa aerea MIM-23 Hawk. Questo sviluppo raccolse molta apprensione nel blocco occidentale, come quando Israele mise in campo le più avanzate tecnologie occidentali che non poterono impedire ai sovietici di compiere operazioni simili su altri fronti, come Europa e Corea. Il decennio seguente, durante la guerra Iran-Iraq, i MiG-25 iracheni si rivelarono invulnerabili agli aviogetti F-4 e F-5 e ai sistemi missilistici MIM-23 iraniani, e l’Iran poteva contare solo sugli F-14 Tomcat di quarta generazione per contrastare l’aviogetto sovietico. Anche per l’F-14, che rimane l’intercettore più avanzato mai costruito al di fuori dell’Unione Sovietica, neutralizzare il MiG-25 si dimostrò una sfida considerevole. La gittata di 190 km dei missili AIM-54 Phoenix da Mach-5 dei Tomcat si dimostrò inestimabile nel contrastare il MiG-25.
Nei numerosi scontri della Siria con l’aviazione israeliana negli anni ’80, sebbene il Paese schierasse solo 12 intercettori MiG-25 nella flotta di diverse centinaia di caccia MiG-23 e MiG-21 modernizzati, furono responsabili della metà degli aerei israeliani abbattuti dal Aeronautica siriana. Dotati di missili a guida infrarossa R-40, si dimostrarono le piattaforme più letali nell’Aeronautica siriana anche dopo l’adozione del MiG-29, rappresentando la principale piattaforma del Paese nel combattimento aereo fino ad oggi. Negli anni ’90 anche i MiG-25 iracheni si dimostrarono di gran lunga la piattaforma più efficiente, con la velocità che consentiva di lanciare attacchi diretti contro le piattaforme aeree da superiorità aerea F-15 statunitensi, il caccia occidentale più potente mai costruito. Alla fine la microgestione del comando iracheno della propria Aeronautica, col relativamente scarso addestramento dei piloti iracheni e soprattutto l’assenza di moderni sistemi missilistici che gli impedirono di neutralizzare a distanza i caccia F-15. Il successo dei MiG-25 iracheni nell’evitare la reazione della massima superiorità aerea degli Stati Uniti evitandone i missili in numerose occasioni, fu comunque un’impresa di per sé, dimostrando la sopravvivenza della piattaforma. Il MiG-25 era il leader degli aerei da combattimento della sua generazione, e sebbene mancasse dell’avionica avanzata di MiG-23 e F-4, ciò fu più che compensato dalle fenomenali velocità e quota. Anche le varianti d’attacco e ricognizione come il MiG-25RB si sono dimostrate estremamente potenti. Il MiG-25 rimane in servizio nelle forze aeree algerina, siriana, nordcoreana e libica, oggi. A causa della grave negligenza che comporta la carenza su addestramento, manutenzione e modernizzazione, la flotta della Libia non operò efficacemente durante la guerra con le potenze della NATO e gli insorti da esse sostenuti, nel 2011. Gli aerei occidentali risparmiò l’intera flotta, messa a terra. Le decine di intercettatori in servizio in mani migliori si sarebbero altrimenti dimostrato una risorsa molto potente, ostacolando seriamente la capacità del blocco occidentale d’imporre la no-fly zone sul Paese. In fin dei conti il MiG-25 non è solo una risorsa letale oggi, 40 anni dopo l’entrata in servizio, ma il suo derivato più potente MiG-31, spesso definito Super Foxbat, rimarrà in servizio per decenni rimanendo una delle piattaforme di quarta generazione più potenti in servizio.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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