La Cina può imparare dal rispetto di Trump per la Russia

Global Times, 20/7/2018

Nella furia persistente dei media statunitensi sul vertice del presidente degli Stati Uniti Donald Trump col Presidente Vladimir Putin a Helsinki, la Casa Bianca annunciava che Trump aveva invitato Putin a visitare Washington ad autunno. L’atteggiamento di Trump è stato fermo nel migliorare le relazioni USA-Russia. Nonostante la ferma opposizione, è molto probabile che le relazioni USA-Russia non si aggraveranno durante la presidenza Trump. Trump ha ripetutamente sottolineato che Russia e Stati Uniti sono le due più grandi potenze nucleari del mondo, col loro arsenale nucleare combinato che rappresenta il 90% del totale mondiale, e quindi gli Stati Uniti devono vivere in pace con la Russia. Sulle relazioni USA-Russia, Trump è lucido. L’economia della Russia è debole. Il suo PIL non è tra i primi dieci del mondo, eppure le sue forze armate, in particolare quelle nucleari, ne mantengono lo status di nazione tra le più influenti del mondo. Russia e Stati Uniti hanno seri conflitti geopolitici in Medio Oriente ed Europa, ma Trump ha improvvisamente invertito la linea dura degli Stati Uniti e mostrato una reazione di basso profilo a Putin. Questo probabilmente perché, come ha detto Trump, la Russia è una potenza nucleare. Sappiamo che le relazioni USA-Russia non possono essere migliorate dall’oggi al domani perché è difficile per i due Paesi fare compromessi strategici in Europa e Medio Oriente. Anche se le loro relazioni migliorano, possono emergere altre frizioni, causando nuove fratture. Eppure il rispetto di Trump nei confronti della Russia è degno di nota. Trump è un uomo che apprezza la forza e attribuisce grande importanza alla forza militare, specialmente nucleare.
Gli Stati Uniti hanno definito la Cina concorrente strategico ed esercitano maggiore pressione. La guerra commerciale potrebbe essere solo l’inizio. Le tensioni tra le due nazioni possono dilagare in altre aree. Crediamo che in questo processo, la Casa Bianca continuerà a valutare anche l’arsenale nucleare cinese. La Cina non è la Russia. La Cina ha un’economia solida e ha molti strumenti a sua disposizione, il che è un vantaggio. Eppure le forze armate relativamente deboli, in particolare la forza nucleare, in ritardo rispetto agli Stati Uniti, è un importante punto dolente strategico. Un punto di vista popolare tra gli strateghi cinesi è che c’è bisogno di un numero sufficiente di armi nucleari. Troppe armi nucleari costano e possono scatenare allarme portando ad incertezza strategica. Chi sostengono questo punto di vista ritiene che la Cina non deve accrescere le armi nucleari strategiche e dovrebbe invece concentrarsi sulla loro modernizzazione per garantire al Paese la capacità del secondo colpo nucleare. Riteniamo che questa opinione sia una interpretazione errata della situazione nucleare dei principali Paesi. La Cina non è un Paese piccolo che ha bisogno solo di qualche arma nucleare per intimidire in una crisi. La Cina ha un’influenza globale, affrontando maggiori rischi e pressioni rispetto ai Paesi più piccoli. Va considerato ciò che significa “sufficiente” in termini nucleari.
Le armi nucleari della Cina devono non solo assicurare un secondo attacco ma anche svolgere il ruolo di pietra angolare nella formazione di una forte deterrenza in modo che le potenze estere non osino intimidirla militarmente. Una volta che i principali Paesi sono impegnati in conflitti militari, ciascuna parte deve valutare la determinazione dell’altra parte al conflitto. Il nucleare è il pilastro di questa determinazione. Uno dei motivi principali per cui gli Stati Uniti hanno usato il metodo di “affettare salami” per spingere l’espansione ad est della NATO ma rifiutandosi di aprire il conflitto su Ucraina e Siria con la Russia, è probabilmente perché preoccupato di come impiegherebbe Mosca il suo enorme nucleare arsenale. Solo osservando l’atteggiamento aggressivo degli Stati Uniti nel Mar Cinese Meridionale e la questione di Taiwan, sappiamo che la forza nucleare della Cina è “lungi dall’essere sufficiente”. Parte dell’arroganza strategica degli Stati Uniti deriva dall’assoluto vantaggio nucleare. Temiamo che forse un giorno Washington muti tale arroganza in provocazione militare, per cui la Cina dovrà affrontare sfide molto serie. La Cina deve accelerare lo sviluppo della forza nucleare strategica. Missili avanzati come il Dongfeng-41 dovrebbero apparire il prima possibile. Non solo dovremmo possedere un forte arsenale nucleare, ma dobbiamo anche far sapere al mondo che la Cina è decisa a difendere i principali interessi nazionali con la potenza nucleare. Naturalmente, non crediamo che lo sviluppo della potenza nucleare debba prevalere su altri aspetti o andare a scapito di altri importanti interessi. Ma questo lavoro deve essere una priorità assoluta. Dobbiamo riconoscere l’urgente necessità che la Cina rafforzi la sua potenza nucleare.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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