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Seguendo Trump, la “deterrenza” di Biden fallisce

Moon of Alabama, 03 marzo 2021I politici e le forze armate statunitensi amano affermare che ripristinano la deterrenza: “Quando il presidente ordinò illegalmente l’assassinio di Soleimani nel gennaio di quest’anno, i funzionari dell’amministrazione si misero in fila dietro la scusa che intendevano “ripristinare la deterrenza” contro gli attacchi missilistici delle milizie irachene sostenute dall’Iran. Anche se questi attacchi continuarono come prima, si tornava alla solite vecchie e stanche minacce di azioni militari in risposta ad attacchi che non sarebbero avvenuti se non fosse stato per le azioni sconsiderate del presidente… Se non fosse per la campagna di “massima pressione” del presidente, le forze statunitensi in Iraq affronterebbero meno rischi oggi, e il conflitto tra i nostri governi sarebbe assie meno probabile. Se non fosse stato per la decisione del presidente di ordinare l’attacco illegale e provocatorio che uccise Sulaymani e il leader della milizia irachena, le tensioni tra Stati Uniti e Iran non sarebbero gravi come sono ora. L’approccio di Trump all’Iran negli ultimi due anni e mezzo è stato scegliere lo scontro e accusare l’altra parte per aver risposto alle sue provocazioni. Lungi dal dissuadere gli attacchi delle milizie sostenute dall’Iran e dall’esercito iraniano, l’amministrazione Trump li ha provocati”. Il presidente Joe Biden e la sua amministrazione continuano, senza alcun cambiamento, le politiche dell’amministrazione Trump verso Siria, Iraq e Iran. Proprio come Trump Biden pretese che l’attacco aereo della scorsa settimana contro le forze di sicurezza irachene al confine iracheno-siriano fosse volto a scoraggiare ulteriori attacchi missilistici sulle forze statunitensi in Iraq: “Il presidente Joe Biden ha detto che l’Iran dovrebbe considerare la decisione di autorizzare gli attacchi aerei statunitensi in Siria come avvertimento di aspettarsi conseguenze per il sostegno alle milizie che minacciano interessi o personale degli Stati Uniti. “Non puoi agire impunemente. Fai attenzione”, aveva detto Biden quando un giornalista gli chiese quale messaggio avesse intenzione di inviare cogli attacchi aerei, che il Pentagono pretese avessero distrutto diversi edifici nella Siria orientale ma che non avevano lo scopo di sradicare i miliziani che li usavano negli attacchi in Iraq… Al Pentagono, [il portavoce John] Kirby disse che l’operazione fu “un attacco difensivo” su un valico usata dai militanti per spostare armi e materiali per gli attacchi in Iraq. Ma notò che mentre inviava il messaggio di deterrenza ed erose la capacità di colpire da quel complesso, le milizie hanno altri siti e capacità”. È ovvio che tali “messaggi” non hanno senso e garantiscono solo che la violenza si intensifichi. Come notammo dopo il recente attacco: “L’amministrazione Biden deve ancora imparare la lezione che Trump ha appreso quando si stancò di provocare l’Iran e i suoi alleati. È la resistenza che ha il dominio dell’escalation in Medio Oriente. Può controllare il ritmo dell’escalation. È disposto ad acuirla più degli Stati Uniti. Sa come usare questa capacità”.
Oggi gli Stati Uniti hanno la prova che il “messaggio” inviato non ebbe l’effetto desiderato: “Una base aerea che ospita forze statunitensi, irachene e della coalizione in Iraq è stata presa di mira da almeno 10 razzi, dissero dei funzionari della coalizione statunitense. La base aerea al-Asad fu colpita da razzi Gradi, dissero dei funzionari iracheni. Non ci sono segnalazioni di vittime o danni e alcuun gruppo l’ha rivendicato”. Il lanciarazzi fu trovato nell’area di al-Bayadir vicino al-Baghdadi, 80 chilometri a nord-ovest di Baghdad, secondo fonti militari della CNN. Sabereen news, delle milizie filo-sciite, pubblicava immagini sulla sua pagina Telegram affermando di mostrare il lanciarazzi che aveva attaccato la base”. Altre notizie dall’Iraq dicono che un mercenario statunitense della base è morto per infarto durante l’attacco missilistico. Il precedente attacco alla base statunitense di Irbil fu effettuato con tre razzi. L’ultimo attacco, dopo il “colpo di deterrenza” degli Stati Uniti, sull’obiettivo non legato al confine siriano, usò almeno 13 razzi di cui dieci colpivano l’obiettivo. La base è difesa da sistemi C-RAM, ma l’attacco dimostrava che possono facilmente sopraffarli. Se gli Stati Uniti dovessero insistere sull’escalation, il prossimo attacco utilizzerà più razzi.
È interessante notare che tutte le testate giornalistiche statunitensi omisero di menzionare i continui attacchi ai convogli logistici statunitensi in Iraq. L’ultima è avvenuta si ebbe nel sud dell’Iraq. Sebbene questi attacchi raramente causino più che danni materiali, sono il promemoria del fatto che molti iracheni vogliono che gli Stati Uniti se ne vadano. I gruppi che compiono questi attacchi non dipendono dall’Iran e non lo seguono. Sono iracheni che si vendicano dell’assassinio da parte dell’amministrazione Trump di due loro eroi. Dopo l’omicidio di Qasim Sulaymani e Abu Mahdi al-Muhandis, la maggioranza del parlamento iracheno votò la risoluzione che chiede a tutte le forze straniere di andarsene. Il governo iraniano annunciò che gli Stati Uniti, per punizione, avrebbero dovuto lasciare il Medio Oriente. Né i gruppi iracheni né l’Iran possono essere scoraggiati dal raggiungere questi obiettivi. L’unico modo per cambiare la situazione è combattere, sconfiggere e conquistare l’Iran. Ma Stati Uniti e Israele non sono disposti a pagarne il costo. Sono stati sconfitti dall’Iran e la sua potenza è il vero deterrente attivo. L’amministrazione Biden ignora le richieste di lasciare Iraq e Medio Oriente, ma a proprio rischio e pericolo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio