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Gli anti-chavisti e il loro boss s’incontrano per complottare contro il Venezuela

Orinoco Tribune. 22 febbraio 2021

Diversi capi dell’opposizione radicale venezuelana si incontravano a Bogotá con l’ambasciatore statunitense James Story. Il diplomatico sarà l’amministratore degli interessi di Washington a Caracas, ma lavora dalla Colombia. Questi incontri confermati si svolgevano con tutte le formalità, compreso di protocollo che proscrive un rigoroso programma di attività. Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea nazionale, avvertì su tali manovre. Questo fu confermato con le immagini ufficialo degli incontri. A tali incontri furono invitati Leopoldo López, Julio Borges, Manuel Rosales e Carlos Vecchio. Come accennato da Rodríguez, i cacicchi dell’estremismo venezuelano verrebbero a “prendere la linea”. “Pianificheranno nuove sanzioni contro il popolo del Venezuela, azioni cospirative e violenze”, disse Rodríguez. “Loro [i gringos] diranno se gli danno il permesso (o meno) di partecipare alle elezioni dei governatori”, avvertiva il capo del parlamento. L’incontro si ebbe all’Hotel Marriott di Bogotá, con un ordine del giorno, come si evince dai tweet del deputato chavista. I punti del 22 febbraio erano:
• L’opposizione può unirsi nella lotta per le condizioni elettorali?
• Come costruire un movimento di pressione civico-politica per poter negoziare una transizione da posizione di forza?
• Come espandere la coalizione democratica?
• Chi ci manca e come possiamo raggiungerli? Qual è il ruolo di ogni settore?
• Quali (sic) sono gli incentivi per un negoziato completo e di successo (carota e bastone)?
• Qual è il ruolo della Norvegia?
• Chi dovrebbero essere i garanti o mediatori internazionali?
• Chi sono gli interlocutori di entrambe le parti?
• eccetera.
Secondo i documenti pubblicati, i capi anti-chavisti incontravano vari funzionari di Washington, in particolare di Consiglio di sicurezza della Casa Bianca, Ufficio per gli affari dell’emisfero occidentale del dipartimento di Stato, dipartimento del Tesoro e dipartimento degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID), per discutere, tra l’altro, la strategia per costruire un movimento politico-civico, le condizioni in Venezuela e il ruolo della comunità internazionale.

L’opposizione tutorata
Rodríguez mise in dubbio l’atteggiamento “nazionale” di tale opposizione venezuelana, che va diligentemente da James Story “scodinzolando”. “Mai prima nella storia del Venezuela si ebbe il caso di una classe politica così… inginocchiata ai disegni di un rappresentante straniero, che persiste nei tentativi criminali dal periodo trumpista”, scriveva Jorge Rodríguez. Il documento coll’ordine del giorno delle riunioni fu ottenuto dal capo della legislatura da un funzionario di Duque “indignato dal fatto che questo accada nella sua patria”. Il sospetto che i piani contro il Venezuela siano concordati in tali incontri non è una speculazione audace. A seguito degli incontri di Leopoldo López di dicembre a Bogotá, fu elaborato un piano per piazzare esplosivi nell’Assemblea nazionale venezuelana. Quest’ultimo complotto fu sventato e il responsabile rivelò i dettagli del piano che cercava d’impedire l’insediamento del parlamento e assassinare i deputati eletti il 6 dicembre, giorno dell’inaugurazione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio