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Il segretario di Stato degli USA minaccia il Venezuela

Orinoco Tribune, 25 febbraio 2021

Durante la prima partecipazione del diplomatico dell’amministrazione Biden alle Nazioni Unite, il nuovo segretario di Stato nordamericano Anthony Blinken minacciava il popolo venezuelano, ironicamente al Consiglio per i diritti umani. Blinken era incaricato di richiedere il ritorno degli Stati Uniti al Consiglio nel 2022-26. Il diplomatico approfittava scioccamente della piattaforma dei diritti umani per scagliarsi contro Stati liberi e sovrani: “Continueremo a denunciare gli abusi in Venezuela, Nicaragua, Cuba e Iran”, affermava Blinken. Allo stesso modo, durante la videoconferenza parlò con tono ostile di Cina e Russia. “Quelli coi peggiori precedenti sui diritti umani non dovrebbero essere membri di questo Consiglio”, continuava gelido il funzionario, forse dimenticando che gli Stati Uniti sono riconosciuti come i peggiori criminali sui diritti umani nel mondo, insieme a molti loro alleati, come Regno Unito, Francia, Colombia, Australia, Arabia Saudita e Israele, tra gli altri.

Il lancio delle ostilità nell’era Biden?
Tali dichiarazioni chiaramente rivelavano che il governo Biden continuerà l’attacco degli Stati Uniti a Venezuela ed altre nazioni sovrane. Blinken confermava che la posizione interventista e suprematista degli Stati Uniti nei confronti dei Paesi progressisti continuerà. Secondo il massimo diplomatico statunitense Venezuela, Cuba, Nicaragua, Iran, Cina e Russia sono noti per le violazioni dei diritti umani. “Non vediamo l’ora di lavorare coi nostri partner in questo organismo e con le ONG di tutto il mondo per garantire che il Consiglio svolga il suo ruolo e contribuisca efficacemente al miglioramento dei diritti umani nel mondo”, affermava Blinken. Blinken affermò che gli Stati Uniti non revocheranno il blocco all’amministrazione del Presidente Nicolás Maduro fin quando non inizierà un dialogo. “A chi spera che revocheremo unilateralmente le sanzioni, questo non è una priorità perché quello che vogliamo è promuovere un dialogo tra le due parti, che porti a un risultato democratico”. Come i precedenti rappresentanti della Casa Bianca, il diplomatico si riferiva in modo sprezzante al governo bolivariano come “regime”. “Dobbiamo spingere il regime a sedersi coll’opposizione per negoziare una via d’uscita”, aveva abbaiato Blinken. Fiele imperiale nello spettacolo di cinismo e arroganza, Blinken chiese alle Nazioni Unite l’opportunità di tornare al Consiglio dei diritti umani, pur rappresentando i peggiori violatori dei diritti fondamentali nel mondo. “Sono lieto di annunciare che gli Stati Uniti cercheranno l’elezione al Consiglio dei diritti umani per il 2022-24. Chiediamo umilmente il sostegno di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite nel nostro tentativo di riguadagnare una posizione in tale organismo”, concluse Blinken. Pertanto, la nazione causa della maggior parte delle invasioni militari, violazioni dei diritti umani e colpi di Stato, con la più alta spesa militare, si presenta come sostenitore dei diritti umani. I 193 membri dell’ONU voteranno i 47 membri del Consiglio nell’Assemblea generale ad ottobre. Per il momento gli Stati Uniti partecipano a questo organismo internazionale delle Nazioni Unite come osservatori.

Traduzione di Alessandro Lattanzio