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Gli Stati Uniti complicano ulteriormente il ritorno all’accordo nucleare con l’Iran

Moon of Alabama, 25 febbraio 2021

Una settimana fa scoprimmo che il lento cammino di Biden verso il ritorno degli Stati Uniti all’accordo nucleare con l’Iran non ha senso se presumiamo che sia davvero il suo obiettivo:
“Perché Biden si crea il pantano iraniano?
L’amministrazione Biden chiede che l’Iran torni completamente sotto le restrizioni dell’accordo, di accettare l’estensione di alcune restrizioni dell’accordo e i colloqui sui suoi programmi missilistici e sul suo ruolo in Medio Oriente. Solo dopo, dice l’amministrazione Biden, gli Stati Uniti rimuoverebbero alcune loro sanzioni. Le richieste sono senza senso e non hanno assolutamente alcuna possibilità di essere soddisfatte. Sono gli Stati Uniti che violano l’accordo. Biden potrà semplicemente rientrarvi revocando le sanzioni imposte da Trump. L’Iran aveva promesso che avrebbe seguito rientrando nei limiti tecnici dell’accordo. Ma invece di accettare, l’amministrazione Biden cerca di complicare il processo coordinando le sue posizioni negoziali con Arabia Saudita, Israele e altri oppositori dell’accordo:…” Poi arrivò l’annuncio di un forte dispiegamento di forze NATO in Iraq coll’obiettivo ovviamente di fare pressione sull’Iran: “È probabile che gli Stati Uniti vedano le truppe aggiuntive in Iraq e Afghanistan come pressione da usare contro l’Iran nel tentativo disperato di rinegoziare l’accordo nucleare con l’Iran come documento di resa. L’Iran non si arrenderà. Le truppe della NATO saranno ostaggi delle politiche statunitensi e potrebbero subire vittime. Il motivo per cui i Paesi europei della NATO hanno deciso di mettersi in questa situazione senza possibilità di vittoria va al di là di me”.
Nel frattempo l’Iran ha raggiunto un accordo con l’AIEA che, in base all’accordo nucleare, ha il compito di ispezionare il programma nucleare iraniano: “In risposta all’omicidio da parte di Israele del principale scienziato nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh, il parlamento conservatore ha approvato una legge che obbliga il governo moderato del presidente iraniano Rohani a ridurre ulteriormente l’adesione all’accordo JCPOA. Con ciò, il governo iraniano ridurrà la capacità degli ispettori internazionali dell’AIEA di osservare il programma nucleare civile. Il parlamento iraniano aveva incaricato il governo del Presidente Rouhani di limitare l’attività dell’AIEA”. Ma il presidente vuole mantenere buoni rapporti coll’AIEA. Concordava un compromesso in base a cui le telecamere di sorveglianza dell’AIEA, installate in vari siti nucleari in Iran, continueranno a funzionare. I video e i dati acquisiti verranno archiviati per tre mesi prima di essere eliminati: “Il direttore generale dell’AIEA Rafael Grossi disse che le due parti avevano raggiunto una “intesa tecnica” temporanea dopo il suo viaggio in Iran, che aveva segnalato piani per ridurre la cooperazione coll’osservatorio nucleare globale… L’accordo provvisorio allevierebbe l’impatto dell’uscita dell’Iran dal protocollo aggiuntivo, ha detto Grossi. “Quello che abbiamo concordato è fattibile, utile per colmare questo divario che abbiamo ora, salva la situazione ora”, aveva detto.
Se gli Stati Uniti tornano all’accordo entro tre mesi, l’AIEA riceverà i dati memorizzati. Se non viene raggiunto alcun accordo, i dati verranno cancellati e l’AIEA perderà informazioni sul programma iraniano. Rouhani fu criticato dai conservatori nel parlamento iraniano per aver acconsentito ciò e aver così concesso altro tempo agli Stati Uniti. Ma né parole né fatti dell’amministrazione Biden mostrano un reale sforzo per tornare all’accordo. Presumibilmente non gradiva lo sforzo dell’AIEA di prolungare i negoziati prima che l’Iran adotti misure rigorose. Oggi iniziava gli sforzi per utilizzare l’AIEA per sabotare le relazioni: “Gli Stati Uniti chiedono ad altri Paesi di sostenere la censura formale dell’Iran per le sue attività nucleari in accelerazione, segnale che l’amministrazione Biden vuole aumentare la tensione diplomatica con Teheran mentre cerca di ripristinare il decadente accordo del 2015. Il consiglio dei governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica si riunirà a Vienna per discutere gli ultimi rapporti secondo cui l’Iran aumenta la produzione di combustibile nucleare mentre blocca le indagini sulla presenza di particelle di uranio in siti non dichiarati. I diplomatici statunitensi spacciarono un documento che elenca le lamentele di Washington e ordina all’Iran di cooperare pienamente cogli ispettori. La risoluzione proposta “sottolineerebbe forte preoccupazione per le scoperte dell’AIEA” ed “esprimerebbe la crescente preoccupazione del consiglio sulla cooperazione iraniana”, si legge nel documento visto da Bloomberg…. La censura proposta suggerisce che gli Stati Uniti aumentano la pressione. “Il mondo sa da tempo che l’Iran ha perseguito armi nucleari in passato”, secondo il documento. “Sappiamo anche che l’Iran conservava la vasta raccolta di documenti del suo passato programma nucleare. L’Iran deve ora cooperare pienamente coll’AIEA in modo che abbiamo la certezza che l’eredità del passato lavoro iraniano sulle armi nucleari non includa materiale nucleare non dichiarato in Iran oggi”. Il suggerimento che l’Iran fornisca informazioni incomplete ha conseguenze potenzialmente gravi, compreso un altro deferimento al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”.
L’Iran è ancora dentro l’accordo JCPOA. Ha superato alcuni limiti tecnici consentiti ai sensi del §36 del JCPOA se l’altra parte, Stati Uniti e Paesi europei, non rispettano i propri impegni. I vecchi documenti che l’Iran ha archiviato sono ben noti all’AIEA. I programmi descritti furono chiusi da tempo e le questioni relative ad essi furono chiuse quando fu firmato l’accordo nucleare. Che l’amministrazione Biden ora rinvanghi tali vecchie questioni all’AIEA è del tutto inutile se vuole davvero tornare all’accordo. “Daniel Larison @DanielLarison – 16:31 UTC · 25 febbraio 2021
Questo è assurdo. Distruggono l’opportunità per il successo diplomatico con acrobazie come questa. Ciò praticamente garantisce che l’Iran “acceleri” ulteriormente”. Molti sostenitori del JCPOA hanno dato a Biden e al suo team del dubbio che facciano la cosa utile su questo tema e che avevano solo bisogno di tempo per rappattumare le cose. Questo rapporto suggerisce che è un errore”.
Sono stati gli Stati Uniti a lasciare l’accordo e a creare precondizioni irrealistiche per rientrarvi. L’Iran è nei limiti dell’accordo che gli Stati Uniti hanno lasciato, ma essi vogliono censurare l’Iran all’AIEA. “Ali Ahmadi @AliAhmadi_Iran – 17:01 UTC · 25 febbraio 2021
L’Iran dice di scendere a compromessi e rientrare insieme, gli USA dicono di no. L’Iran dà accesso all’AIEA rischiando l’ira del Majlis, escalation di mozione di censura statunitensi. Non ci sarà un compromesso se Biden è spaventato da DC per contattarlo. Difficile sopravvalutare l’ipocrisia qui. Gli Stati Uniti violano completamente i loro obblighi, ma vogliono che l’Iran venga censurato per aver declassato la sua partecipazione in conformità agli articoli del JCPOA”.
Il tentativo degli Stati Uniti di abusare dell’AIEA per censurare l’Iran è probabilmente volto a portare gli europei dell’accordo JCPOA dalla loro parte spingendoli a sostenere il loro approccio all’AIEA.

L’Iran pensa che UE3, Gran Bretagna, Germania e Francia, volessero tale trovata dell’AIEA
L’Iran accusa Gran Bretagna, Francia e Germania, E3, di aver avviato i piani statunitensi per censurare Teheran presso l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA). Parlando ad Amwaj.media, fonti iraniane affermano che la Francia ora guida le accusa dietro le quinte contro Teheran alla riunione del Consiglio dei governatori dell’Agenzia. Avvertono ache tali sforzi metteranno a repentaglio la cooperazione dell’Iran coll’AIEA. Se la maggioranza dell’AIEA votasse per censurare l’Iran per il superamento dei limiti tecnici dell’accordo originale, la questione verrebbe portata al Consiglio di sicurezza dell’ONU. Là Cina e Russia imporranno il veto a qualsiasi misura.
Oltre alla mossa dell’AIEA, il dipartimento di Stato lanciava una minaccia ipocrita e vuota: “La pazienza degli Stati Uniti con l’Iran nel tornare alle discussioni sull’accordo nucleare del 2015 non è “illimitata”, aveva detto il portavoce del dipartimento di Stato Ned Price…. Alla domanda se ci fosse una data di scadenza dell’offerta, Price aveva detto che l’allontanamento dell’Iran dal rispetto delle restrizioni dell’accordo del 2015 sulle sue attività nucleari ha reso la questione “sfida urgente” per gli Stati Uniti. “La nostra pazienza non è illimitata, ma crediamo, e il presidente è stato chiaro su questo… che il modo più efficace per garantire che l’Iran non possa mai acquisire un’arma nucleare sia con la diplomazia”, aveva detto Price. E poi cosa?
Russia e Cina hanno oggi esortato gli Stati Uniti a porre fine a tale assurdità, a revocare immediatamente le sanzioni all’Iran e a tornare all’accordo: “Gli sviluppi sul programma nucleare iraniano sono a un “punto critico” e l’abolizione delle sanzioni contro il Paese è la chiave per sbloccare la situazione, aveva dichiarato il Ministero degli Esteri cinese. L’atteggiamento dell’amministrazione Trump verso il ritorno all’accordo sul nucleare sembrava estremamente ostile. Non è assolutamente necessario se l’obiettivo sia davvero riattivarlo. Gli Stati Uniti potrebbero semplicemente revocare le sanzioni all’Iran. L’Iran sarebbe quindi rientrato nei limiti tecnici dell’accordo e la questione sarebbe stata risolta. L’amministrazione Biden vuole un accordo peggiore e pretende di poterlo raggiungere con maggiori pressioni. Ma nonostante le sanzioni da “massima pressione”, Obama, così come Trump, non ottennero altre concessioni dall’Iran oltre quelle incluse nell’accordo originale JCPOA. L’equilibrio di potere degli Stati Uniti da allora non è migliorato mentre l’Iran ha saputo vivere sotto la “massima pressione”. Da quando accettò l’accordo ha ottenuto il sostegno di Russia e Cina. L’Iran non è disposto ad ulteriori concessioni. Ha anche la capacità di rendere la vita di Stati Uniti ed alleati in Medio Oriente molto più complicata e pericolosa. È l’Iran avrà il predominio nell’escalation, non gli Stati Uniti. Il che lascia ancora una volta la domanda su quale fine veda l’amministrazione Biden. La pista aggressiva su cui si trova attualmente punta alla guerra. Ma una guerra contro l’Iran non può essere vincente. Creerebbe enormi danni a Stati Uniti ed alleati.
Non ha assolutamente senso rischiare per delle richieste irragionevoli che l’Iran, come qualsiasi altro Paese sovrano, sicuramente respingerà. Insistere su tali pretese significa solo che gli Stati Uniti perderanno la faccia quando dovranno finalmente abbandonarle.

Traduzione di Alessandro Lattanzio