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Il disfattismo si è diffuso tra i terroristi grazie alle vittorie dell’Esercito arabo siriano

Intervista di Basma Qadur a Rabai Dibh, Syria Times 12 luglio 2018

Il corrispondente di guerra siriano Rabai Dibh notava che la cultura della sconfitta e della resa si è diffusa ampiamente tra i gruppi terroristici sostenuti dall’estero a seguito delle successive vittorie dell’Esercito arabo siriano in molte aree dal 2015. Nell’intervista all’e-giornale Syriatimes, Dibh dichiarava: “Durante la fase delle principali vittorie contro i terroristi nel Ghota orientale e occidentale di Damasco, l’Esercito arabo siriano intensificava gli attacchi alle basi dei terroristi spezzandone la volontà di combattere oltre ad aprire la via ai terroristi della resa”, chiarendo che il successo dell’Esercito arabo siriano spezzando la volontà di combattere dei terroristi si aveva dopo aver compreso che la vittoria dell’Esercito arabo siriano è inevitabile quando inizia un’operazione in qualsiasi area. L’Esercito arabo siriano ha seguito la strategia del blocco dei gruppi terroristici per impedirgli di trasferirsi in qualsiasi area, interrompendone le vie di rifornimento e portando avanti attacchi intensi contro le loro basi. Questa strategia coincise con le proteste popolari nelle aree occupate dai terroristi contro le loro azioni selvagge. “I manifestanti chiesero alle unità dell’Esercito arabo siriano di entrare nelle aree e salvarli dai terroristi. Quindi le aree erano divise in settori per le operazioni militari e per l’apertura di corridoi sicuri i civili, oltre a lavorare su accordi di riconciliazione (o reinsediamento)”. “Da due anni e fino ad oggi, c’è stata una differenza tangibile nella strategia e nella natura dei gruppi terroristici. Quando Esercito arabo siriano ed alleati avanzano, la guerra diventa più facile poiché lavorano sin dall’inizio a spezzare la volontà dei gruppi terroristici di combattere dandogli due scelte: arrendersi o morire. La resa è seguita dal trasporto ad Idlib, nel nord della Siria, o nel dargli uno status per aderire alla lotta ai terroristi”, dichiarava il corrispondente di guerra.

Equilibrio militare
Affermava che le armi avanzate inviate ai gruppi terroristici da Stati Uniti, Israele, Stati del Golfo e altri Paesi che sostengono il terrorismo in Siria non modificarono l’equilibrio militare nei campi di battaglia od impedito l’avanzata dell’Esercito arabo siriano. “Ad esempio, all’inizio delle battaglie a Dara, missili TOW statunitensi e israeliani furono consegnati ai gruppi terroristici attraverso il confine tra Siria e Giordania e il muro di separazione nelle alture del Golan, per cambiare l’equilibrio militare e fermare l’avanzata dell’Esercito arabo siriano. Ma ciò fu impossibile e i terroristi non poterono usare i missili a causa delle proteste popolari e dell’avanzata dell’Esercito arabo siriano”, indicava Dibh. Notava che i gruppi terroristici non avevano alcuna dottrina ed erano solo mercenari supportati dalle intelligence occidentali e regionali per distruggere la Siria. “I Paesi che sostengono il terrorismo hanno contato sui gruppi terroristici nel 2015 nella cosiddetta “Operazione della tempesta del sud” (Asafat al-Janub) al fine di separare il sud della Siria (Dara) dallo Stato siriano, ma fallirono.

Il 90% delle città di Dara su mise contro i terroristi
I sostenitori del terrorismo capirono che i loro mercenari non avevano alcuna possibilità di vincere l’Esercito arabo siriano e gli alleati a Dara, da investire politicamente, quindi li abbandonarono. “Quando iniziarono le battaglie a Dara, i capi dei gruppi terroristici scapparono in Giordania dopo aver venduto le armi ad altri gruppi armati. Mentre i capi di secondo piano dei gruppi terroristici cercavano d’impedire le proteste popolari impiccando chi sosteneva gli accordi di riconciliazione, ma fallirono”, afferma Dibh, secondo cui le proteste popolari contro i terroristi esplosero nel 90% delle città di Dara. “In alcune città di Dara, i manifestanti divennero cellule armate popolari e assaltarono il quartier generale dei terroristi prendendo le armi per combatterli”, indicava il corrispondente di guerra, sottolineando che un numero enorme di gruppi terroristici si arrese dopo non essere riusciti a ottenere una vittoria sull’Esercito arabo siriano nelle battaglie nel sud della Siria. “Alcuni di tali gruppi si unirono alla sala operativa militare di Dara per sconfiggere le unità dell’Esercito arabo siriano, ma fallirono. Cercarono anche di attaccare i checkpoint militari a Tafas, fallendo. Ed anche giurarono fedeltà allo SIIL per ottenere una vittoria, sempre fallendo. Quindi furono costretti ad arrendersi e a consegnare le armi”. Alcune di loro ebbero un loro status e aderirono alle forze di supporto delle unità dell’Esercito arabo siriano per combattere i terroristi. “Non appena le unità e gli alleati dell’Esercito arabo siriano completeranno le operazioni militari e gli accordi di riconciliazione nella parte occidentale di Dara, avanzeranno per sconfiggere i terroristi dello SIIL nell’area di confine del bacino dello Yarmoq. Quindi tutte le aree di Dara saranno sgombrate dai terroristi”, affermava Dibh che segue le unità dell’Esercito arabo siriano nelle operazioni.

Messaggio ai corrispondenti occidentali
Alla domanda sul suo messaggio ai corrispondenti occidentali che coprono la guerra in Siria, Dibh rispose: “Mi chiedo come i giornalisti stranieri coprano e documentino la guerra in Siria e descrivano chi perpetra crimini contro bambini, donne e militari come “opposizione moderata’?”, continuando: “Mi chiedo come facciano i corrispondenti occidentali, che sostengono di seguire i principi del giornalismo internazionale, ad infiltrarsi in Siria per coprire le operazioni di ciò che chiamano “opposizione armata moderata” e accompagnare u terroristi di al-Nusra in molte aree per fare articoli esclusivi? Cosa farebbero i corrispondenti stranieri, se noi giornalisti siriani descrivessero i responsabili di attacchi terroristici in qualsiasi Paese occidentale come “opposizione moderata” e i loro attacchi come rivoluzioni? Voglio sapere quale sarebbe la loro sensazione al riguardo?” Negli ultimi giorni, l’Esercito arabo siriano ha scoperto covi con armi e blindati inglesi e missili statunitensi ed israeliani a Dara, ai confini tra Siria e Giordania recentemente liberati dall’Esercito arabo siriano ed alleati. Ciò dimostra ancora una volta il coinvolgimento di Stati Uniti, Israele, Giordania e Gran Bretagna nella guerra terroristica in Siria.

Traduzione di Alessandro Lattanzio