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USA: la fine dell’egemonia

Luis Britto García, Internationalist 360°, 22 febbraio 2021

Nonostante la formidabile spesa per le armi, che da sola supera quella di tutti gli altri Paesi del pianeta messi insieme, gli Stati Uniti hanno perso la loro egemonia militare. Gli Stati Uniti hanno aperto il secolo coll’illusione di dare inizio a un “Nuovo secolo americano”, secondo il manifesto del think tank “New Cityzenship Project”. La realtà l’ha confutato. Global Trends 2012 prevedeva una crescita esponenziale della classe media. Ma porzioni crescenti della classe media scivolano nella povertà ed emarginazione, creando la “spazzatura bianca” che ha votato per Trump. In mancanza di un sistema sanitario adeguato, gli Stati Uniti hanno il più alto tasso di infezioni e morti da Covid. Secondo la Federal Reserve, l’1% delle famiglie concentra il 38,6% della ricchezza del Paese. Quasi quaranta milioni di persone sono al di sotto del livello di povertà; il numero dei poveri di origine africana è il doppio di quello dei bianchi e il loro reddito per famiglia è la metà di quello dei bianchi. Il sistema carcerario confina 1,3 milioni di persone: è la più densamente popolata al mondo, il 33% dei sdetenuti è di origine africana, il cui tasso di incarcerazione è 6 volte superiore a quello dei bianchi e le prigioni sono campi di lavoro forzato privati a beneficio delle aziende. Il razzismo ostacola l’integrazione di bruni, ispanici, asiatici, europei: di tutto ciò è diverso. I segregati compiono rivolte sempre più massicce, frequenti e diffuse.

Economia
Gli Stati Uniti imposero la loro egemonia costringendo altri Paesi a mantenere le loro riserve monetarie in dollari negli accordi di Breton Woods del 1944. Così riuscirono fino ad oggi a pagare le loro spese stampando carta verde che dal 1974 non ha altro sostegno che minacce costringendo i produttori di petrolio a vendere i loro idrocarburi in tale valuta. Ma il dollaro perde terreno rispetto allo yuan, parzialmente sostenuto dall’oro. Global Trends 2012 prevedeva che l’economia cinese avrebbe superato l’economia degli Stati Uniti entro il 2020. Ma nell’ottobre 2014 il FMI riconobbe che la Repubblica popolare cinese era la principale economia mondiale, con un PIL di 17,6 trilioni di dollari, superando i 17,4 trilioni degli Stati Uniti. (Per gli anglosassoni, un trilione è un milione di milioni di milioni). Questa tendenza è irreversibile e sempre più superati da altre economie. Proprio come gli orologi e le automobili nordamericani furono sostituiti da quelli europei e asiatici, i loro beni rimanenti sono progressivamente non competitivi al punto che Donald Trump cercò d’i ostacolare la Cina con dazi protezionistiche e ritirandosi dagli accordi di libero scambio col Pacifico e il Messico. Il debito pubblico statunitense supera l’ammontare del suo PIL annuo: quest’ultimo subisce un calo dal 2,2% nel 2019 al -3,5% nel 2020, mentre quello della Cina è cresciuto al 4,9% nel terzo trimestre di quell’anno. I capitalisti yankee investono all’estero, evadono le tasse nei paradisi fiscali e non rimpatriano i profitti. La speculazione finanziaria provoca crisi sempre più devastanti, come quella del 2008 e quella attuale. L’economia è inefficiente. Come sottolinea Paul Craig Roberts, questo calo fu causato dal deflusso di capitali in Cina e in altri Paesi: “L ‘offshoring serve gli interessi dei dirigenti ed azionisti aziendali. La riduzione del costo del lavoro ha fatto aumentare i profitti, i premi dei dirigenti e i prezzi delle azioni, con conseguenti plusvalenze per gli azionisti. Tali guadagni fluirono solo a una piccola percentuale della popolazione. Per tutti gli altri tali profitti imponevano costi esterni di gran lunga superiori ai rendimenti. La forza lavoro nordamericana è stata devastata, così come la base imponibile di città, Stato e governo federale. La classe media si è ridotta”. (Paul Craig Roberts: The Failure of Laissez Faire Capitalism, Clarity Press, 2013). L’economia speculativa ha soppiantato l’economia produttiva.

Diplomazia
Gli Stati Uniti usurpato l’egemonia planetaria col loro comando militare delle forze dell’Alleanza Atlantica nella seconda guerra mondiale. L’ONU era loro strumento, al punto che si permisero di ritardare per decenni l’ammissione della Repubblica popolare cinese. L’Europa è un continente occupato dagli eserciti della NATO; il resto del mondo è minacciato da mille basi statunitensi, e i Paesi produttori di petrolio sono stati invasi. Tale arroganza provocò ben presto risposte nella creazione del Movimento dei Non Allineati, dell’OPEC, che li punì con embarghi energetici, diverse rivoluzioni nel Terzo Mondo e creazione di unioni dei Paesi dissidenti latinoamericani e caraibici: Mercosur, ALBA, Celac, Unasur. Organizzazioni potenti come l’ASEAN raggruppano in modo indipendente i Paesi asiatici in cui risiede il 60% della popolazione mondiale.

Politica
Come possiamo capire che un’elezione presidenziale impieghi settimane e persino mesi per produrre risultati, e che il presunto perdente minacci di risolverla convocando folle violente contro le istituzioni? È credibile che un governo che non tolleri che Snowden o Assange informino l’opinione pubblica sui suoi crimini di guerra, che si presenta come modello istituzionale, con un potere legislativo che autorizzava la consegna di somme di denaro (tangenti) ai parlamentari, condannare altri per violazione dei diritti umani. Un governo che non ha firmato un solo trattato che lo ponga sotto il controllo delle organizzazioni internazionali in materia, cerca di condannare altri per violazione dei diritti umani?

Strategia
La spesa del complesso industriale mantiene l’occupazione e l’industria, ma produce beni che non possono essere consumati concentrando ulteriormente la ricchezza nelle grandi società. Negli Stati Uniti ci sono più armi da fuoco private che abitanti. Dalla fine del secolo scorso, la resistenza alla coscrizione l’ha costretta a creare un esercito di mercenari con emarginati propri e di altri Paesi. Ma l’aviazione e la missilistica russa sono le più avanzate al mondo; La Cina ha la flotta più potente. Tuttavia, gli Stati Uniti continuano ad essere impantanati in “Forever War”, eterna successione di interventi che non sono altro che confessione della propria impotenza ad imporre l’egemonia con qualsiasi altro mezzo che non sia la forza bruta e misure coercitive unilaterali, strategia che consiste nell’estorsione quando l’economia ha fallito. Tale spesa militare sovradimensionata va a scapito del resto dell’economia. In un’intervista per Newsweek, l’ex presidente Jimmy Carter disse a Donald Trump: “Ho normalizzato le relazioni diplomatiche con Pechino nel 1979. Da quella data, sai quante volte la Cina è entrata in guerra con qualcuno? Non una, mentre siamo costantemente in guerra. Gli Stati Uniti sono la nazione più belluina nella storia del mondo perché vogliono imporre agli Stati servili col nostro governo e i valori nordamericani a tutto l’occidente, il controllo delle società su altri Paesi che hanno risorse energetiche. La Cina, d’altra parte, investe in progetti come ferrovie, infrastrutture, treni proiettili intercontinentali e transoceanici, tecnologia 6G, intelligenza robotica, università, ospedali, porti, edifici e treni ad alta velocità invece di utilizzarli nelle spese militari”. “Quante miglia di treni ad alta velocità abbiamo in questo Paese”, disse. “Abbiamo sprecato 300 miliardi di dollari in spese militari per sottomettere i Paesi che cercavano di uscire dalla nostra egemonia. La Cina non ha sprecato un centesimo in guerra, ed è per questo che ci supera in ogni area. E se avessimo impiegato 300 miliardi di dollari per installare infrastrutture, robot, sanità pubblica negli Stati Uniti, avremmo treni ad alta velocità transoceanici. Avremmo ponti che non crollano, assistenza sanitaria gratuita per i nordamericani, non avremmo migliaia di nordamericani infettati da COVID-19 più di qualsiasi Paese al mondo. Avremmo strade adeguatamente mantenute. Il nostro sistema educativo sarebbe buono come quello della Corea del Sud o di Shanghai”.

Cultura
L’apparato mediatico statunitense ha diffuso la sua industria culturale nel mondo, cercando di spacciarla come cultura universale. Alla fine del secolo scorso, due film su tre proiettati in Europa erano nordamericani. Ma il suo sistema di istruzione superiore è essenzialmente privato, riservato ai ricchi. Forse è per questo che per mezzo secolo la potenza nordamericana non ha prodotto un sola ideologia, un solo movimento estetico di risonanza universale. Perde terreno anche nella scienza e dell’innovazione tecnologica. Una semplice pandemia, che altri Paesi combattono con successo, gli ha portato la percentuale e il numero più alti di persone infette e morte del pianeta. Gran parte dei suoi progressi nella metà del ventesimo secolo, come armi nucleari ed esplorazione spaziale, furono dovuti a scienziati o tecnici importati: Leo Szylard, Albert Einstein, Werner von Braun. I loro risultati nel campo dell’informatica si sono concentrati sulla produzione in massa a costi accessibili di gadget immaginati da scienziati europei come Kurt Godel, David Hilbert, Alan Turing. Attualmente persegue una competizione senza speranza con la Cina per il dominio delle piattaforme 5G e 6G ed intelligenza artificiale.

La fine
La fine dell’egemonia è imminente, ma non immediata. Non leghiamoci al collo le macine neoliberiste che hanno annegato quella che una volta era la prima potenza sulla terra. Lasciate che i neoliberisti si seppelliscano nella fossa che hanno scavato per sé: non seppelliamoci con loro. Per sopravvivere, approfittiamo delle scappatoie nella lotta tra potenze. Vogliamo liberarci dall’egemonia, non sostituirla.

Traduzione di Alessandro Lattanzio