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Su quale pianeta vive la NATO?

Medea Benjamin e Nicolas Davies, Mint Press 23 febbraio 2021

Nonostante i suoi recenti fallimenti in Afghanistan e Libia, la NATO volge la sua follia militare verso due formidabili nemici nucleari: Russia e Cina.
La riunione di febbraio dei ministri della difesa della NATO (Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico), la prima da quando il presidente Biden ha preso il potere, rivelava un’alleanza obsoleta di 75 anni che, nonostante i fallimenti in Afghanistan e Libia, ora volge la propria follia militare verso altri due formidabili nemici dotati di armi nucleari: Russia e Cina. Questo tema fu sottolineato dal segretario della Difesa Lloyd Austin in uno scritto per Washington Post prima della riunione della NATO, insistendo sul fatto che “i comportamenti aggressivi e coercitivi dei concorrenti strategici incoraggiati come Cina e Russia rafforzano la nostra fede nella sicurezza collettiva”. Usare Russia e Cina per giustificare il rafforzamento militare occidentale è un elemento chiave nel nuovo “concetto strategico” dell’alleanza , chiamato NATO 2030: United For a New Era, che ha lo scopo di definire il suo ruolo nel mondo dei prossimi dieci anni. La NATO fu fondata nel 1949 dagli Stati Uniti e altre 11 nazioni occidentali per affrontare l’Unione Sovietica e l’ascesa del comunismo in Europa. Dalla fine della Guerra Fredda, è cresciuta a 30 Paesi, espandendosi includendo la maggior parte dell’Europa orientale, e ora ha una lunga e persistente storia di guerre criminali, bombardamenti di civili e altri crimini di guerra. Nel 1999, la NATO scatenò la guerra senza l’approvazione delle Nazioni Unite per staccare il Kosovo dalla Serbia. I suoi attacchi aerei illegali durante la guerra del Kosovo uccisero centinaia di civili, e il suo stretto alleato, il presidente del Kosovo Hashim Thaci, è ora processato per scioccanti crimini di guerra commessi sotto la copertura dei bombardamenti della NATO.
Lontano dal Nord Atlantico, la NATO ha combattuto al fianco degli Stati Uniti in Afghanistan dal 2001 e attaccò la Libia nel 2011, lasciandosi alle spalle uno Stato fallito e innescando una massiccia crisi di rifugiati. La prima fase del nuovo riesame del concetto strategico della NATO è chiamata rapporto NATO 2030 Reflection Group. Ciò sembra incoraggiante, dato che la NATO ovviamente e urgentemente deve riflettere sulla sua sanguinaria storia. Perché un’organizzazione nominalmente dedita a scoraggiare la guerra e preservare la pace continua ad avviare guerre, uccidendo migliaia di persone e lasciando Paesi nel mondo impantanati nella violenza, caos e povertà? Ma sfortunatamente, tale introspezione non è ciò che la NATO intende per “riflessione”. Il gruppo di riflessione invece applaude la NATO come “l’alleanza militare di maggior successo della storia” e sembra aver preso spunto dal manuale di Obama del solo “guardare avanti”, mentre si lancia in un nuovo decennio di scontro militare coi paraocchi saldamente al loro posto. Il ruolo della NATO nella “nuova” Guerra Fredda è in realtà il ritorno al suo vecchio ruolo nella Guerra Fredda. Questo è istruttivo, poiché porta alla luce le pessime ragioni per cui gli Stati Uniti crearono la NATO e le espone a una nuova generazione di nordamericani ed europei, da esaminare nel contesto del mondo di oggi.
Qualsiasi guerra degli Stati Uniti con Unione Sovietica o Russia avrebbe sempre messo gli europei direttamente sul fronte e reso vittime. La funzione primaria della NATO è garantire che i cittadini europei continuino a svolgere i ruoli assegnatigli dai piani di guerra nordamericani. Come spiega Michael Klare in un rapporto di NATO Watch su NATO 2030, ogni passo che gli Stati Uniti compiono è “destinato a integrarla nei piani statunitensi per combattere e sconfiggere Cina e Russia in una guerra totale”. Il piano dell’esercito nordamericano per linvasione della Russia, eufemisticamente chiamato “L’esercito degli Stati Uniti in operazioni multidominio”, inizia con bombardamenti missilistici e di artiglieria dei centri di comando e delle forze difensive russe, seguiti da un’invasione di forze corazzate per occupare aree chiave e siti fino alla resa della Russia. Non sorprende che la strategia di difesa della Russia di fronte a tale minaccia esistenziale non sarà arrendersi, ma di vendicarsi su Stati Uniti e alleati con armi nucleari. I piani di guerra degli Stati Uniti per l’attacco alla Cina sono simili, coinvolgendo missili lanciati da navi e basi nel Pacifico. La Cina non fu così chiara sui piani di difesa, ma se la sua esistenza e indipendenza fossero minacciate, anche essa probabilmente userà armi nucleari, come del resto farebbero gli Stati Uniti se le posizioni fossero invertite. Ma non lo sono, dato che alcun altro Paese ha la macchina da guerra offensiva di cui avrebbe bisogno per invadere gli Stati Uniti. Michael Klare conclude che NATO 2030 “impegna tutti i membri dell’alleanza in una costosa e divorante competizione militare con Russia e Cina che li esporrà a un rischio crescente di guerra nucleare”.
Allora come si sentono gli europei riguardo al loro ruolo nei piani di guerra americani? L’European Council on Foreign Relations recentemente condusse un sondaggio su 15000 persone in dieci Paesi di NATO e Svezia, e pubblicò i risultati in un rapporto intitolato “The Crisis of American Power: How Europeans See Biden’s America”. Il rapporto rivela che la maggioranza degli europei non vuole partecipare a una guerra degli Stati Uniti contro Russia o Cina e vuole rimanere neutrale. Solo il 22% sosterrebbe la posizione degli Stati Uniti in una guerra con la Cina, il 23% in una guerra con la Russia. Quindi l’opinione pubblica europea è in netto contrasto col ruolo della NATO nei piani di guerra nordamericani. Sulle relazioni transatlantiche in generale, le maggioranze nella maggiorazna dei Paesi europei vede il sistema politico degli Stati Uniti come spezzato e la politica dei propri Paesi più sana. Il cinquantanove per cento degli europei ritiene che la Cina sarà più potente degli Stati Uniti entro un decennio e la maggior parte vede la Germania come partner più importante e leader internazionale degli Stati Uniti. Solo il 17% degli europei vuole legami economici più stretti cogli Stati Uniti, mentre ancora meno, il 10% di francesi e tedeschi, pensa che i loro Paesi abbiano bisogno dell’aiuto degli USA per la difesa nazionale.
L’elezione di Biden non ha cambiato le opinioni degli europei rispetto al precedente sondaggio nel 2019, perché vedono il trumpismo come un sintomo di problemi radicati e vecchi nella società americana. Come concludono gli autori, “La maggioranza degli europei dubita che Biden possa rimettere insieme Humpty Dumpty”. C’è anche un respingimento tra gli europei della richiesta dalla NATO che i membri spendano il 2% dei loro prodotti interni lordi per la difesa, obiettivo arbitrario che solo 10 dei 30 membri hanno raggiunto. Ironia della sorte, alcuni Stati raggiungeranno l’obiettivo della NATO senza aumentare le spese militari perché il COVID ha ridotto i loro PIL, ma è improbabile che i membri della NATO che economicamente in difficoltà diano la priorità alla spesa militare. Lo scisma tra ostilità della NATO ed interessi economici dell’Europa è più profondo della semplice spesa militare. Mentre Stati Uniti e NATO vedono Russia e Cinacome minacce, le imprese europee le considerano partner chiave. Nel 2020, la Cina soppiantò gli Stati Uniti come partner commerciale numero uno dell’Unione europea e alla fine del 2020 l’UE concluse un accordo di investimento globale con la Cina, nonostante le preoccupazioni degli Stati Uniti. I Paesi europei hanno anche relazioni economiche con la Russia. La Germania rimane impegnata nel gasdotto Nord Stream 2, un’arteria gasifera di 746 miglia dalla Russia alla Germania, anche se l’amministrazione Biden lo definisce “cattivo affare” e afferma che rende l’Europa vulnerabile al “tradimento” russo.
La NATO sembra ignara delle dinamiche mutevoli del mondo di oggi, come se vivesse su un pianeta diverso. Il suo rapporto unilaterale del gruppo di riflessione cita la violazione del diritto internazionale della Russia in Crimea come causa principale del deterioramento delle relazioni coll’occidente e insiste sul fatto che la Russia deve “tornare al pieno rispetto del diritto internazionale”. Ma ignora le ben più numerose violazioni del diritto internazionale e la responsabilità di Stati Uniti e NATO nelle tensioni che alimentano la rinnovata Guerra Fredda:
– invasioni illegali di Kosovo, Afghanistan e Iraq;
– mancato accordo sull’espansione della NATO nell’Europa orientale;
– ritiro degli Stati Uniti da importanti trattati sul controllo degli armamenti;
– oltre 300000 bombe e missili sganciati su altri Paesi da Stati Uniti ed alleati dal 2001;
– guerre per procura statunitensi in Libia e Siria, che hanno gettato i Paesi nel caos, rianimato al-Qaida e generato lo Stato Islamico;
– gestione statunitense del colpo di Stato del 2014 in Ucraina, che portò al collasso economico, all’adesione russa della Crimea e a guerra civile nell’Ucraina orientale; e
– cruda realtà del record degli Stati Uniti quale aggressore seriale la cui macchina da guerra offensiva fa impallidire la spesa per la difesa della Russia da 11 a 1 e della Cina da 2,8 a 1, anche senza contare le spese militari degli altri paesi della NATO.
L’incapacità della NATO di esaminare seriamente il proprio ruolo in quelli che chiama eufemisticamente “tempi incerti” dovrebbe quindi essere ben più allarmante per gli occidentali delle sue critiche unilaterali a Russia e Cina, i cui contributi all’incertezza dei nostri tempi impallidiscono al confronto. La miope preservazione ed espansione della NATO per un’intera generazione dopo lo scioglimento dell’URSS e la fine della Guerra Fredda ha tragicamente posto le basi per il rinnovamento delle ostilità, o forse ha persino reso inevitabile la loro rinascita. Il gruppo di riflessione della NATO giustifica e promuove la nuova guerra fredda di Stati Uniti e NATO, riempiendo il suo rapporto con analisi delle minacce pericolosamente unilaterali. Una revisione onesta ed equilibrata dei pericoli che il mondo deve affrontare e del ruolo della NATO in essi porterebbe a un piano molto più semplice sul futuro della NATO: che dovrebbe essere sciolta e smantellata il più rapidamente possibile.

Traduzione di Alessandro Lattanzio