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Sugli eroi dei vecchi tempi. Il giorno nero dell’aeronautica statunitense

Alex Leshy

Il 12 aprile 1951 fu nominato il giovedì nero nella storia dell’aviazione statunitense. I nordamericani non persero un numero così elevato di bombardieri strategici in una battaglia aerea dalla fine della seconda guerra mondiale.
I combattimenti tra Corea democratica e Corea del Sud iniziarono il 25 giugno 1950. Questa guerra durò esattamente tre anni e un mese. Gli Stati Uniti operarono in Corea apertamente sotto la bandiera dell’ONU dalla parte della Corea del Sud e l’Unione Sovietica segretamente dalla parte della RPDC. Le forze armate statunitensi in questo conflitto erano rappresentate da tutti i rami dell’esercito includendo centinaia di migliaia di militari. Le forze armate sovietiche solo con un corpo aereo che, tuttavia, oltre alle unità aeronautiche, comprendeva battaglioni di artiglieria antiaerea, reggimenti di proiettori antiaerei e battaglioni di radiolocalizzatori. Inoltre, c’erano due o trecento consiglieri militari e diversi ospedali militari nelle unità delle forze armate della RPDC e volontari della Cina popolare che parteciparono attivamente a questa guerra. Solo cannonieri antiaerei e piloti parteciparono attivamente alle ostilità che, nel 64.mo Corpo aereo da caccia, si opposero alla potente 5.ta Armata aerea e all’aviazione dei loro alleati Australia, Canada, Inghilterra, Corea del Sud e Sud Africa. I piloti sovietici del 64.mo Corpo aereo da caccia iniziarono a combattere il 1° novembre 1950 sui caccia a reazione MiG-15 progettati da Mikojan e Gurevich.
Da quel momento la supremazia aerea di nordamericani ed alleati finì. I migliori aerei di entrambe le parti parteciparono a questa guerra aerea, per la prima volta furono elaborati nuovi metodi tattici di guerra aerea basati sulla tecnologia degli aviogetti. Le prime battaglie aeree dimostrarono che gli aerei a reazione nordamericani F-80 “Shooting Star” e F-84 “Thunderjet” erano nettamente inferiori ai MiG-15 in velocità, rateo di salita e armamento. Le battaglie terminarono con la loro fuga. Per porre rimedio alla situazione, all’inizio del 1951, l’aviazione nordamericana inviò con urgenza l’ultimo caccia sulla penisola coreana: l’F-86 Sabre. Cedendo al MiG su rateo di salita e spinta specifica, lo superava in manovrabilità, autonomia di volo e spinta nelle picchiate. Ma il MiG-15 aveva vantaggi nell’armamento: tre cannoni (due da 23 mm e uno da 37 mm) con gittata di 800 m contro 6 mitragliatrici di calibro 12,7 mm con gittata di 400 m ,Tuttavia, i MiG dovevano fare i conti non solo coi nordamericani, ma anche coi militari di altri paesi delle Nazioni Unite. Quindi, anche l’Australia inviò sue forze militari. Tuttavia, le qualità dei piloti australiani e l’equipaggiamento tecnico dei loro aerei erano tali che dopo i primi scontri cogli assi sovietici, su sedici aerei, solo quattro sopravvissero.
Lo scudo sovietico sul cielo coreano costrinse i nordamericani a ridurre l’attività a piccoli gruppi di cacciabombardieri. I voli diurni di ricognitori e bombardieri si fermarono. Iniziò il periodo delle battaglie aeree dei grandi gruppi di caccia F-86 contro i MiG. Uno dei raid più massicci dei nordamericani avvenne il 12 aprile, il cosiddetto giovedì nero del 1951, quando tentarono di bombardare il ponte ferroviario sul fiume Yalujiang vicino al villaggio Singhisu. Era l’unica ferrovia che riforniva le truppe nordcoreane. Più di quaranta bombardieri B-29 vi parteciparono. Erano enormi aerei in grado di trasportare oltre 9 tonnellate di bombe. Le armi difensive includevano una dozzina e mezzo di mitragliatrici di grosso calibro. Fu un aereo simile che sganciò le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. I B-29 operavano sotto la copertura di centinaia di caccia F-80 e F-84, divisi in piccoli gruppi. Inoltre, al raid partecipò un gruppo di caccia F-86 in attesa, per un totale di una cinquantina di velivoli. Per respingere tale raid, 36 MiG-15 della 324.ma Divisione aera di Svir, comandata da Ivan Nikitovich Kozhedub, decollarono dall’aerodromo di Andun. La battaglia si svolse a una quota di 7-8000 metri per 20 minuti. I MiG-15 a coppie e a quattro attaccarono i gruppi di B-29, non prestando attenzione ai gruppi di scorta. Di conseguenza, 14 aerei nordamericani furono abbattuti: 10 B-29 e 4 Sabre.
Sebbene i nordamericani avessero una superiorità numerica tripla, la battaglia del 12 aprile si rivelò una loro sconfitta totale, decine di paracadute si aprirono nel cielo su Yalujiang, gli equipaggi dei bombardieri nordamericani cercarono di salvarsi e la prigionia li attendeva. Due aerei sovietici furono danneggiati, ma presto, dopo aver risolto i problemi, furono rimessi in servizio. In totale, in questa battaglia, solo tre aerei nordamericani poterono superare il fiume, sganciando tre bombe radiocomandate da sei tonnellate, la cui esplosione danneggiò uno dei pilastri del ponte, ma dopo pochi giorni il ponte strategicamente importante fu ripristinato. L’aeronautica nordamericana dichiarò il lutto per i piloti morti per una settimana.

Il maggiore asso della guerra di Corea, Evgenij Pepeljaev (1918-2013)
In Corea, 46 piloti sovietici divennero assi. In totale, cinquanta piloti abbatterono 416 aerei nemici. Il miglior asso sovietico della guerra di Corea fu il comandante del 196° IAP della 324.ma Divisione aerea, Tenente-Colonnello Evgenij Georgevich Pepeljaev, eccellente comandante, eccellente pilota di caccia e fedele amico dei subordinati. È noto che quando in una delle battaglie il suo gregario, Tenente-Maggiore Valerij Larjonov, fu abbattuto e morì, Pepeljaev non esitò a riscrivere sue tre vittorie sul suo conto. Così, il numero ufficiale di aerei nemici abbattuti dal giovane pilota raggiunse cinque e Larjonov ricevette postumo il titolo di Eroe dell’Unione Sovietica, che garantì alla vedova, rimasta con un bambino in braccio, ampi benefici. Insieme a questi tre, il numero di aerei nemici,distrutto da Pepeljaev nei cieli della penisola coreana raggiunse i 23 pezzi (1 F-80, 2 F-84, 2 F-94, 18 F-86). Il miglior asso nordamericano, capitano Joseph Christopher McConnell, Jr., vantò 16 aerei abbattuti, quando spiegava le sue vittorie gonfiate. Al secondo posto tra i nostri assi c’era il Capitano Nikolaj Sutjagin dal 17° IAP con 21 vittorie.
Il 64.mo Corpo Aereo da caccia combatté in Corea per quasi tre anni. In totale, durante questo periodo, furono abbattuti 1525 aerei nemici, 1099 dalle forze aeree. Le perdite sovietiche ammontarono a 319 MiG-15 e La-11. 120 piloti caddero in battaglia. Molti nostri piloti caduti furono sepolti in Cina, in loro memoria eterna!

Traduzione di Alessandro Lattanzio