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Smentite le affermazioni sul genocidio nello Xinjiang

Il forum mostra fiducia, apertura e delegati stranieri condannano l’interferenza occidentale nella regione
Liu Xin e Fan Lingzhi, Global Times 23 febbraio 202Il capo del partito della regione autonoma dello Xinjiang Uygur della Cina nordoccidentale difende la politica cinese e smentiva le accuse su “lavoro forzato” e “genocidio” nella regione in un incontro virtuale mentre rappresentanti di partiti politici stranieri condannavano certi Paesi occidentali per l’utilizzo dei diritti umani come copertura per interferire negli affari interni di altri Paesi. I dati, le storie e i fatti che condivisi all’evento erano una netta confutazione alle palesi diffamazioni della Cina da certi Paesi occidentali sugli affari legati allo Xinjiang, specialmente durante la sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, in cui il ministro degli esteri britannico attaccava la Cina su cosìddette “questioni dei diritti umani” nello Xinjiang, secondo gli analisti. La riunione, dal tema “Una vita migliore per tutti”, si concentrava su come il comitato regionale del Partito Comunista Cinese (PCC) dello Xinjiang attua varie politiche per consentire ai residenti locali di godere di una vita migliore. All’evento partecipavano più di 300 ospiti stranieri provenienti da 200 partiti, organizzazioni internazionali, organi di stampa e think tank di 80 Paesi e regioni. Anche i rappresentanti dei residenti dello Xinjiang condivisero le loro storie cogli ospiti stranieri.
Chen Quanguo, segretario del Comitato regionale autonomo dello Xinjiang Uygur del PCC condivise sei storie per mostrare lo sviluppo economico dello Xinjiang, i miglioramenti nei mezzi di sussistenza dei residenti, l’unità etnica, la protezione delle religioni e la battaglia contro il COVID-19 nella regione. Chen disse che un uiguro 91enne, residente nella contea di Qiemo, nella prefettura autonoma mongola di Bayingolin, si gode la vita con sette figli e più di 40 nipoti, ed anche affermava che dal 2010 al 2018 la popolazione uigura nello Xinjiang è cresciuta di 2,5 milioni, o del 25,04%, superiore al tasso di crescita della popolazione complessiva dello Xinjiang (13,99%), al tasso di crescita della popolazione delle minoranze etniche (22,14%) e al tasso di crescita della popolazione han (2%o). La storia di Chen, così come i dati che forniva, smentivano le affermazioni secondo cui “lo Xinjiang commette il genocidio di gruppi etnici”. Ciò che ha fatto lo Xinjiang è giusto e trasparente e mira a migliorare la vita dei residenti. Le affermazioni su “lavoro forzato”, “genocidio” o “campi” sono calunnie totali e rozze affermava Chen.
Song Tao, capo del Dipartimento internazionale del Comitato centrale del PCC (IDCPC), dichiarava che sotto la guida del PCC, lo Xinjiang ha ottenuto grandi risultati negli ultimi anni e si è sbarazzato della povertà alla fine del 2020. “Ma certi Paesi e un gruppetto di persone non vogliono vedere la buona situazione nello Xinjiang… col pretesto dei diritti umani attaccano le politiche cinesi nello Xinjiang e cercano di seminare discordia tra Cina e Stati islamici”, affermava Song, notando che non importa quanto tale piccola frazione calunniasse, non avrebbe fermato lo sviluppo dello Xinjiang. L’evento fu organizzato congiuntamente dal Dipartimento Internazionale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (IDCPC) e dal Comitato regionale del PCC dello Xinjiang. Faceva parte di una serie di attività del dipartimento “Storia del PCC” per spiegare prassi e risultati del PCC in Cina alla comunità internazionale. Global Times apprese che la tempistica dell’evento ha un significato speciale: era il primo briefing tematico dell’IDCPC nel 2021, nel 100° anniversario della fondazione del PCC. Si apriva anche il 46° Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Alla 46a sessione ordinaria del Consiglio dei diritti umani. il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab, in un discorso registrato, accusava la Cina di torture, lavori forzati e sterilizzazioni che, secondo lui, avverrebbero contro gli uiguri su “scala industriale” in Xinjiang. Raab pretese che l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet o un altro esperto indipendente abbia “accesso urgente e illimitato” allo Xinjiang e pretese che ci sia una risoluzione al Consiglio in tal senso. Il Consigliere di Statoe e Ministro degli Esteri Wang Yi dichiarava al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite che le questioni relative allo Xinjiang riguardano essenzialmente la lotta al terrorismo e al separatismo. I fatti fondamentali mostrano che non c’è mai stato un cosiddetto “genocidio” e “lavoro forzato” nello Xinjiang. Tali accuse infiammate sono fabbricate per ignoranza e pregiudizio. Sono semplicemente pubblicità malvagia e politicizzata, e non potrebbero essere più lontane dalla verità. La porta dello Xinjiang è sempre aperta. La Cina accoglie anche l’Alto Commissario per i diritti umani in visita nello Xinjiang, dichiarava Wang all’HRC delle Nazioni Unite.
Molti leader di partito che parteciparono all’evento dello Xinjiang tramite collegamento video condivisero le loro opinioni sullo sviluppo economico dello Xinjiang e sui risultati ottenuti nella riduzione della povertà, e confutato le voci su “lavoro forzato” e “genocidio” di gruppi etnici. Al briefing online partecipavano anche rappresentanti di oltre 100 partiti politici di Paesi islamici, che mostravano interesse, comprensione e sostegno alla Cina e utilizzato la piattaforma per rafforzare lo scambio di esperienze nella governance. Funzionari cinesi affermavano che il briefing, tenuto all’inizio dell’anno in occasione del 100° anniversario della fondazione del PCC e del primo anno dell’attuazione del 14° piano quinquennale del Paese (2021-25), dimostra apertura e fiducia dello Xinjiang. Tep Ngorn, deel Comitato permanente centrale del Partito popolare cambogiano e secondo vicepresidente del Senato, affermò che non esiste un modo univoco per affrontare le questioni relative ai diritti umani, ma non dovrebbero essere usati come scusa per interferire con gli affari interni di altri Paesi. Certi Paesi per obiettivi dannosi diffamano l’immagine del PCC sostenendo argomenti correlati allo Xinjiang, una mossa spregevole che va fermamente contrastata, aveva detto Tep Ngorn, sottolineando che parlò molto degli sforzi della Cina per aiutare lo sviluppo dei gruppi etnici e del loro culture. Culture e lingue dei gruppi etnici sono preservate nella regione dello Xinjiang e il governo cinese dava l’esempio alla comunità internazionale nella protezione delle minoranze etniche, dichiarava il presidente del Partito patriottico turco Do?u Perinçek in un’intervista a margine dell’evento. In risposta alle affermazioni di “genocidio” nella regione dello Xinjiang, Perinçek affermava che sono bugie dei Paesi occidentali opposte alla verità. Il politico turco affermava che “lavoro forzato” e “genocidio” sono cospirazioni di Stati Uniti ed occidente per scopi politici. “Condanniamo le interferenze negli affari interni di altri Paesi e noi turchi siamo dalla parte del popolo cinese”, aveva detto.

Traduzione di Alessandro Lattanzio