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Le esportazioni di GNL degli Stati Uniti in Cina diminuiranno

Gli effetti della tempesta del Texas possono influenzare l’accordo fase uno
Chu Daye, Global Times 21 febbraio 2021

I disastri naturali lungo la costa del Golfo del Texas negli Stati Uniti che hanno interrotto molti settori possono significare un ritardo negli acquisti di gas naturale liquefatto (GNL) da parte della Cina nell’ambito dell’accordo commerciale di fase uno, avvertivano gli esperti cinesi, citando l’effetto a catena del congelamento su fornitura di gas naturale e catena domanda e prezzi delle materie prime. All’indomani della tempesta invernale che ha causato la morte di almeno una ventina di persone con continui blackout e mancanza d’acqua, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden approvava la dichiarazione del disastro per lo stato del Texas. Più di 78000 case sono rimaste senza elettricità e il governatore del Texas Greg Abbott ordinava ai fornitori di gas naturale del Texas di non effettuare spedizioni fuori dallo Stato. Jin Lei, professore associato presso la China University of Petroleum di Pechino, affermava che la situazione in Texas, da dove proviene la maggior parte delle esportazioni dirette in Cina, avrà un certo impatto sulle esportazioni di GNL degli Stati Uniti in Cina, rendendo meno possibile il raggiungimento dell’obiettivo alla fine del 2021. “L’impatto sarà a breve termine, anche se probabilmente si estenderà fino a marzo o aprile”, affermava Jin.
Le esportazioni di GNL si basano su gasdotti da varie aree di produzione a un numero limitato di porti statunitensi in grado di gestire il GNL nel complicato processo di trasformazione del gas naturale in forma liquida. Un’interruzione nella catena di approvvigionamento porterebbe al mancato raggiungimento dell’obiettivo stabilito nell’accordo di fase uno, oltre a un impatto negativo per la pandemia sulle importazioni cinesi di GNL statunitense su produzione e trasporto, previde Jin.
Secondo i dati sul sito dell’US Energy Information Administration (EIA), le esportazioni di GNL degli Stati Uniti in Cina attraversano diversi terminali, tra cui Corpus Christi e Freeport in Texas e Sabine Pass in Louisiana, Stato che confina col Texas. La Cina aumentava le importazioni di energia dagli Stati Uniti per soddisfare la domanda interna dalla seconda metà del 2020, comprese diverse importanti spedizioni di greggio e GNL. Nell’ambito dell’accordo di fase uno, la Cina accettava di acquistare beni energetici statunitensi per 52,4 miliardi di dollari in due anni sulla base dei prezzi di mercato e di considerazioni commerciali. Ma nell’accordo di fase uno non fu menzionata alcuna somma specifica per GNL o greggio. Secondo i dati dell’EIA, le spedizioni dai suddetti terminal verso la Cina sono aumentate dalla seconda metà dello scorso anno. I dati EIA mostravano che il volume delle esportazioni di GNL nel 2019 in Cina fu di 6,85 miliardi di piedi cubi. Questa era solo una frazione del 2017, quando gli Stati Uniti esportarono 103,41 miliardi di piedi cubi di GNL in Cina. “Queste cifre mostrano che il raggiungimento dell’obiettivo degli acquisti di energia nella fase uno dell’accordo richiede la stretta collaborazione di entrambi i Paesi”, aveva detto Jin, che notava che oltre alla produzione di energia, il gas naturale è sempre più utilizzato in Cina per alimentare veicoli a nuova energia e per alimentare l’industria chimica e per la produzione di ceramiche per l’edilizia. “La Cina non ha molte strutture per immagazzinare GNL, quindi il carburante va acquistato su base intermittente. La situazione epidemica globale determina anche la quantità di GNL necessaria alla Cina”, aveva detto Jin. Tuttavia, alcuni affermavano che l’attuale situazione in Texas avrà scarso impatto sulle importazioni di energia dalla Cina.
Lin Boqiang, direttore del China Center for Energy Economics Research presso l’Università di Xiamen, dichiarava che la situazione attuale farà sicuramente aumentare i prezzi del GNL, ma su base annuale l’impatto di queste condizioni meteorologiche estreme sarà minimo. Lin ritiene che l’obiettivo di 52,4 miliardi di dollari delineato per gli acquisti di energia ha ancora buone possibilità di essere completato in tempo e, in caso contrario, i ritardi causati dal congelamento dovrebbero essere visti come uno dei motivi. Jin osservava che il divario può essere colmato in “una certa misura” se l’attrito commerciale tra Cina e Stati Uniti si attenua nei prossimi mesi.
Nel 2020, la Cina importò merci per 4,06 trilioni di yuan (630 miliardi di dollari) dagli Stati Uniti, con un aumento dell’8,8% su base annua, secondo i dati doganali. Per il petrolio greggio, fu registrato un aumento annuo dell’88%, dichiarava a gennaio l’Amministrazione generale delle dogane.

Traduzione di Alessandro Lattanzio