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Sul processore russo Elbrus

Elektromozg, Stalker Zone, 21 febbraio 2021

Devo dire che la specifica politica pubblicitaria dell’ex-capo di MCST, Babajan, sotto forma di periodiche affermazioni di alto profilo che il nuovo processore Elbrus E2K sta per “rompere” con Intel, terminando definitivamente a zero, essendo zero dall’inizio, innalzava in me la sfiducia nei confronti di questa azienda dall’inizio degli anni 2000. Inoltre, quando Babajan con un team di importanti dipendenti partì per Intel nel 2004, pensavo che fosse decisamente troppo. E sì, la compagnia si zittiva e per tutti gli anni operò di nascosto coll’industria della difesa, quasi senza comunicare col mondo. Si ritirò in se stesso. Con lunghe interruzioni, pubblicò seccamente nuove versioni di processori sul suo sito Web:
2005 – Elbrus-2000, che si è rivelata una versione molto semplificata dell’E2K. Tecnologia del processore 130 nm, frequenza 300 MHz, 1 core.
2010 e 2011 – Elbrus-S e Elbrus-2C +. La tecnologia del processore è 90 nm, la frequenza è rispettivamente di 500 MHz, 1 e 2 core.
2014 – Elbrus-4C. Tecnologia del processore da 65 nm, frequenza 800 MHz, 4 core.
Tutto questo fu prodotto e finanziato per l’industria della Difesa, e quindi tutto sarebbe stato fiacco e sarebbe continuato, se non fosse stato per gli eventi del 2014. La caduta del cambio del rublo e le sanzioni del mondo occidentale portarono alla necessità avere proprie apparecchiature informatiche non solo nel settore militare, ma anche civile. Ma, va detto il governo Medvedev fu particolarmente lento. I movimenti sui processori Elbrus si intensificarono a valanga nel 2020, esattamente coll’arrivo del governo Mishustin. Probabilmente solo una coincidenza … In generale, è chiaro che il governo progetta qualcosa di grande, come confermato dalle risoluzioni inaudite del governo alla fine del 2020. Perché nei media è persino trapelato, in qualche modo lentamente, non è chiaro. I leader dei media non capiscono la portata di ciò che accade?
Inizierò col fatto che dal 1° gennaio 2022, al fine di ottenere apparecchiature russe e fornire prodotti alle strutture statali, è necessario utilizzare un processore o controller centrale russo nella composizione (paragrafo 2458 del 31.12.2020) . In precedenza, questo requisito era applicabile solo ai sistemi di archiviazione dati (paragrafo 719 del 17.07.2015). Tuttavia, il primo e riuscito tentativo di introdurre Elbrus nelle strutture statali civili comunque iniziò nel 2016, e da maggio 2017 fu introdotto il primo centro di elaborazione dati nel servizio passaporti e visti basato sui processori Elbrus-4C (allora circa 130 server, ora già 200) invece dei mainframe IBM, presenti dal 2006, il cui costo di manutenzione è improvvisamente aumentato. Pertanto, il costo di un anno di manutenzione dei mainframe IBM divenne effettivamente paragonabile all’acquisto di un data center basato sull’Elbrus.
Dal 1° gennaio 2022, il requisito per un processore o controller nazionale si applica a quasi tutti i dispositivi elettronici, inclusi bancomat, registratori di cassa (processore o parte ad valorem), dispositivi I/O, monitor, periferiche (ad esempio, stampanti) e “dispositivi a memoria a semiconduttore” (controller in unità a stato solido). È inoltre necessario prevedere quote (paragrafo 2013) per l’acquisto di apparecchiature radioelettroniche e numerosi altri standard e proposte che probabilmente diverranno standard nei prossimi mesi. Poiché il passaggio a un’architettura diversa del processore centrale nelle apparecchiature prodotte in Russia è spesso un processo piuttosto complesso, furono elaborate anche misure di sostegno statale per le aziende che sviluppano prodotti basati su processori russi (paragrafo 109 e paragrafo 529). Ad esempio, il Ministero dell’Industria e del Commercio concede sovvenzioni e sussidi per la creazione di apparecchiature con processore russo. Anche il Ministero delle Finanze può concedere sovvenzioni simili, e su questo si discute. Allo stesso modo, sono supportati lo sviluppo di sistemi di progettazione automatica (CAD) e lo sviluppo di componenti elettronici e chip. C’è un programma per sovvenzionare i consumatori. E a questo si aggiungono i vantaggi fiscali per le aziende IT!
La portata delle misure adottate indica la serietà delle intenzioni dello Stato di attuare una massiccia transizione dell’industria e delle strutture statali verso apparecchiature nazionali. Questo può essere trattato in diversi modi (ci saranno sempre degli avversari), ma al momento è ovvio che finalmente si adotta un chiaro corso pratico sulla sostituzione delle importazioni nell’elettronica, e accade! Da quanto sopra, ne consegue che ingegneri radioelettronici e programmatori dei software di sistema e applicativi hanno una nuova direttrice molto promettente, che va attivamente studiata, soprattutto perché diversi grandi progetti di successo sono già stati adottaati sulla base dei processori Elbrus: Inoltre, ad Elbrus è attualmente implementato un sistema ad altissimo potenza per il Ministero degli Interni (Centro per la registrazione automatizzata dei reati amministrativi), dove verranno condotte analisi video in tempo reale e saranno presenti database di grandi dimensioni. Il sistema dovrebbe essere completato entro il 2021. Penso che ora appariranno attivamente sempre più nuovi progetti di questo tipo.
Ora le aziende che sviluppavano schede madri e costruivano server e altre apparecchiature informatiche basate su processori x86 espandono attivamente le loro soluzioni basate sul processore Elbrus. Ce n’è già una dozzina e in futuro saranno centinaia. In relazione a tale attività penso che i processori Elbrus raggiungeranno presto Intel e AMD per prestazioni, e forse si avvicineranno anche a termini per costi grazie al volume nel batch e tenendo conto delle misure inedite di supporto statale. Penso che la nostra produzione non sia lontana. Dopotutto, in una delle bozze della “strategia per lo sviluppo dell’industria elettronica della Federazione Russa fino al 2030”, per il periodo 2022-2025 è previsto lo sviluppo di prodotti microelettronici a livello tecnologico da 28 nm e inferiore e lo sviluppo a livello di 14 nm e inferiore, sebbene il documento finale non contenga tali specifiche. Lì, con termini generali fino al 2030, sviluppo e sviluppo industriale di tecnologie al silicio per la produzione di componenti elettronici con standard topologici da 65-45 nm, 28 nm, 14-12 nm, 7-5 nm e successiva produzione di prodotti basati su di essi, nonché sviluppo di prodotti basati sulla tecnologia del silicio con norma topologica da 5 nm, seguita dalla produzione di prodotti basati su di essi presso fabbriche estere e trasferimento della produzione nella Federazione Russa. Si prevede di creare fabbriche di silicio che operino in modalità “fonderia” nella produzione di circuiti integrati digitali con standard topologici da 28 nm, 14-12 nm, 7-5 nm.
Mi chiedo se le norme da 5 nm saranno rilevanti tra 10 anni? Forse, poiché la scienza ha quasi raggiunto il limite fisico della microminiaturizzazione, e un’ulteriore riduzione delle dimensioni influenzerà la durata di tali prodotti. Forse la crescita della produttività prenderà una strada diversa.

Traduzione di Alessandro Lattanzio