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Il problema dell’US Space Force

Gunnar Ulson, New Eastern Outlook, 11 febbraio 2021

L’US Space Force (USSF) è il nuovo ramo delle forze armate statunitensi. Il suo personale viene chiamato ufficialmente “Guardiani” contro “soldati”, “marinai”, “aviatori” e “Marines” defli altri rami. Sulla missione dichiarata dell’USSF, il sito ufficiale afferma: “L’USSF è un servizio militare che organizza, addestra ed equipaggia le forze spaziali al fine di proteggere gli interessi degli Stati Uniti e degli alleati nello spazio e fornire capacità spaziali alla forza congiunta. Le responsabilità dell’USSF includono sviluppo di guardiani, acquisizione di sistemi spaziali militari, maturazione della dottrina militare per il potere spaziale e l’organizzazione delle forze spaziali da presentare ai nostri comandi di combattimento”. Organizzata in vari “Delta”, l’USSF ha il compito di sviluppare la dottrina spaziale, monitorare il dominio spaziale, supervisionare la guerra elettronica spaziale, presidiare i sistemi di allarme missilistico, supervisionare le operazioni del cyberspazio, controllare l’intelligence, sorveglianza e ricognizione e la guerra orbitale. Il “Delta 8” della USSF gestisce il Global Positioning System (GPS) degli Stati Uniti nelle comunicazioni satellitari e la guerra di navigazione. Il concetto del ramo dedicato delle forze armate statunitensi che monitora il dominio spaziale su minacce e sviluppo di capacità di difesa da tali minacce ha perfettamente senso, in particolare in un momento in cui lo spazio è sempre più accessibile e le capacità spaziali per applicazioni civili, economiche e militari sono sempre più centrali nella vita quotidiana moderna. Anche Russia e Cina hanno i propri servizi nelle rispettive forze armate proprio su questo, con la Russia che istituiva le forze spaziali russe e la Cina creava la Forza di supporto strategico dell’Esercito popolare di liberazione. Il vero problema dell’US Space Force non è il concetto dietro la sua creazione nominale o la missione dichiarata, ma l’inevitabile abuso di tale nuovo ramo militare da parte degli interessi speciali che guidano la politica estera degli Stati Uniti.

Proteggere gli USA o impedire ad altri di proteggersi dagli USA?
Quando l’US Space Force parla di proteggere le proprie capacità GPS da attacchi, non si tratta di attacco russo o cinese alle capacità GPS negli Stati Uniti per interromperne le applicazioni essenziali per la vita quotidiana negli USA.In realtà si tratta dell’interruzione delle capacità GPS all’estero nei teatri di guerra in cui gli Stati Uniti sono illegalmente coinvolti. National Interest in un articolo del 2019 intitolato “GPS Jammed: Russia Is Messing with America’s F-35s”, affermava: “Le forze russe bloccano i sistemi GPS in Medio Oriente. La guerra elettronica potrebbe influenzare le forze statunitensi che si radunano nella regione prima di potenziali attacchi all’Iran”. “Dalla scorsa primavera, i piloti che sorvolano il Medio Oriente, in particolare la Siria, notavano che i loro sistemi GPS visualizzavano la posizione sbagliata o smisero di funzionare del tutto”, riferiva Times of Israel a fine giugno 2019. La Siria è una nazione che gli Stati Uniti occupano illegalmente da anni. Questo oltre all’occupazione di Iraq ed Afghanistan e, come sottolineava l’articolo, alla pianificata aggressione all’Iran, nazioni a migliaia di miglia dalle coste nordamericane e che non rappresentano una minaccia per gli Stati Uniti. Con la fondazione dell’US Space Force alla fine del 2019 e il nuovo ramo delle forze armate che sovrintende le capacità GPS nordamericane, è certo che impedire alla Russia o qualsiasi altra nazione interrompere tali capacità all’estero sarà parte della missione. Pertanto, l’US Space Force non protegge gli Stati Uniti, il loro popolo o economia, ma in realtà gioca un ruolo nell’impedire ad altre nazioni di proteggere se stesse e gli alleati dall’aggressione militare statunitense in posti come la Siria, e le capacità di attuare all’estero tale aggressività come il GPS. In futuro, la Cina probabilmente impiegherà tattiche simili per ostacolare le attività militare statunitense non invitata nel Mar Cinese Meridionale e nello Stretto di Taiwan, e allo stesso modo l’USSF sarà utilizzata per impedire alla Cina di impedire tale presenza non gradita.

Nuovo ramo, nuovo dominio contro la Cina
I legami dell’industria aerospaziale statunitense coll’US Space Force di nuova costituzione sono essenziali. Tra le aziende leader nel settore c’è SpaceX di Elon Musk. Fu interessante vedere Musk interagire col tenente-generale dell’aeronautica nordamericana John Thompson durante il simposio sulla guerra aerea del 2020, e in particolare, la preoccupazione di quest’ultimo sulla capacità degli USA di mantenere un vantaggio competitivo sulla Cina. Musk descrisse la Cina come: “… Paese davvero interessante, devo dire. La cosa da apprezzare della Cina è che lì ci sono molti davvero intelligenti e che lavorano sodo. E faranno molte grandi cose”. Ed anche notava: “La cosa che sembrerà piuttosto strana è che l’economia cinese sarà probabilmente almeno il doppio dell’economia degli Stati Uniti. Forse tre volte, ma almeno due. Sì, quindi, ciò presuppone un PIL pro capite ancora inferiore a quello degli Stati Uniti Ma dato che hanno circa quattro o cinque volte la popolazione, allora sarò necessario raggiungere solo un PIL pro capite della metà degli Stati Uniti affinché l’economia sia il doppio della nostra. E come sono sicuro che le persone in questa stanza sanno, il fondamento della guerra è l’economia. E quindi se hai la metà delle risorse della controparte, allora è meglio che tu sia davvero innovativo. Se non sei innovativo, perderai”. Per Musk, a quanto pare, non è una questione se la Cina superi o meno gli Stati Uniti, ma come gli Stati Uniti rimarranno competitivi una volta che ciò fatto. La Cina è una nazione geograficamente enorme e possiede la più grande popolazione sulla Terra. Se gli viene permesso di svilupparsi, inevitabilmente supererà gli Stati Uniti sia economicamente che militarmente. Restare competitivi non significa necessariamente mantenere il primato. Eppure, secondo tutti i resoconti, dalle dichiarazioni dei vertici delle forze armate statunitensi ai documenti politici dei think tank finanziati dalle imprese che fanno eco delle loro tesi, gli Stati Uniti cercano il primato, non semplicemente rimanendo competitivi contro una Cina più grande e potente. Gli Stati Uniti cercano di impedire che la Cina diventi più grande e potente in primo luogo. A tal fine, ovviamente, sarà necessario l’uso della forza, sotto forma di sanzioni economiche, guerra commerciale, guerra ibrida o guerra effettiva. E sarà in tale senso che l’US Space Force cercherà di usare le proprie capacità per raggiungere questo obiettivo nella continua campagna di pressione politica, economica e militare sulla Cina, i suoi alleati e il suo sviluppo, a sua volta, sua capacità di superare gli Stati Uniti economicamente e militarmente.
L’US Space Force non avrà il compito di difendere le infrastrutture spaziali, ma di garantire che altre, in particolare Russia e Cina, non possano essere difese da essa e dall’aggressione militare statunitense all’estero. E le capacità da guerra orbitale che l’US Space Force sviluppa, non saranno probabilmente utilizzate per la difesa o le rappresaglie come molti supporrebbero, ma per l’aggressione militare che gli altri rami militari statunitensi effettuano sulla Terra. Pertanto, il concetto alla base dell’US Space Force è valido, ma l’attuale politica estera statunitense garantisce che l’effettiva missione si allontani sia da questo concetto che dalla missione dichiarata, impedendone potenzialmente lo sviluppo in ramo difensivo efficiente delle forze armate nordamericane, e invece lo snaturano in ennesima appendice della moderna egemonia nordamericana.

Gunnar Ulson, analista geopolitico con sede a New York e autore in particolare per la rivista online “New Eastern Outlook“.
Traduzione di Alessandro Lattanzio