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Facebook assume l’ufficiale stampa della NATO Ben Nimmo

Alan Macleod, Mint Press 09 febbraio 2021

Ora è difficile distinguere dove finisce lo Stato profondo e inizia il quarto stato e il passaggio di Ben Nimmo dalla NATO a un think tank della NATO e a Facebook è solo un altro esempio di tale fenomeno.
Ben Nimmo, ex-addetto stampa della NATO e attuale senior fellow del Consiglio Atlantico, annunciava che Facebook l’ha assunto per “guidare la strategia globale di intelligence sulle minacce contro le operazioni di influenza” e le “minacce emergenti”. Nimmo specificamente indicava Russia, Iran e Cina come potenziali pericoli per la piattaforma. Il suo annuncio fu accolto con gioia da diversi funzionari della NATO, ma non fu accolto con tale entusiasmo da altri. “Altre censure in arrivo mentre l’ex-addetto stampa della NATO si è trasformato in ‘ricercatore’ finanziato dal Pentagono che etichetta persone reali come bot russi e spacciava disinformazione per collegare Jeremy Corbyn alle misure attive russe verso la grande tecnologia”, risponde il giornalista investigativo Max Blumenthal. Il discutibile passato di Nimmo solleva certamente interrogativi sul fatto che tale funzionario abbia voce in capitolo su ciò che 2,8 miliardi di utenti di facebook nel mondo vedono nei loro feed un passo positivo nello scambio libero e aperto di informazioni.

“Agenti della disinformazione”
Ad esempio, nel 2019, il leader del Partito laburista britannico Jeremy Corbyn rivelò documenti segreti del Partito conservatore che mostravano i negoziati che il governo tory ebbe cogli Stati Uniti sulla privatizzazione del Servizio sanitario nazionale (NHS). A pochi giorni dalle elezioni generali nel Regno Unito, lo scandalo avrebbe potuto far cadere il governo e portare al potere il più radicale governo contro la guerra e anti-establishment nella storia del Paese. I media aziendali impazzirono spacciando tale notizia e Nimmo fu fondamentale in questo, annunciando immediatamente, senza prove, che i documenti “somigliano molto a… una nota operazione russa”. La sua supposta congettura permise alla storia di diventare “legami di Corbyn con la Russia” piuttosto che “i conservatori privatizzano il NHS in segreto”. L’operato di Nimmo aiutò i conservatori nella vittoria elettorale e rottamò Corbyn. Questo fu un sollievo per il Consiglio Atlantico di Nimmo, che bollò Corbyn “cavallo di Troia del Cremlino”, qualcuno che sostiene l’agenda di Mosca all’estero. Un generale britannico era di opinione simile, sostenendo che se Corbyn avesse vinto le elezioni, l’esercito avrebbe risposto. Il segretario di Stato Mike Pompeo affermò che il governo degli Stati Uniti sta “fa del suo meglio” per impedire alla sinistra radicale di conquistare il potere nel Regno Unito. Nimmo fu estremamente liberale nell’etichettare agenti di disinformazione russi. Nel 2018, la sua ricerca identificò un utente twitter, @ Ian56789, come “troll del Cremlino”. In realtà l’utente, Ian Shilling, era un pensionato britannico, che come Sky News potéo facilmente confermare, intervistandolo iponendogli la domanda palesemente assurda se fosse effettivamente un bot russo oppure no. Nonostante fosse chiaramente un essere umano, l’account di Shilling fu comunque cancellato. In passato, Nimmo anche insistieva sul fatto che Ruslana Boshirova fosse un’influente bot russo. In realtà, è una pianista di fama internazionale, come dimostra una ricerca su Google. Tale comportamento non è di buon auspicio per chi critica la politica estera occidentale, subendo continue molestie, sospensioni o divieti dai social media.

Putsch a favore della guerra
Il Consiglio Atlantico è una propaggine della NATO e ha legami estremamente stretti con essa. Continua a ricevere notevoli finanziamenti dai governi occidentali e dalle industrie di armi, e il suo consiglio di amministrazione è colmo di esponenti degli USA come Colin Powell, Condoleezza Rice e Henry Kissinger. Nel consiglio compaiono anche non meno di sette ex-direttori della CIA e numerosi generali, come Jim “Mad Dog” Mattis, Wesley Clark e David Petraeus. Negli ultimi anni, i dipendenti del consiglio infiltrarono in profondità le grandi organizzazioni tecnologiche e dei social media. Nel 2018, annunciò di aver stretto una partnership con facebook per curare i feed sulle notizie su facebook degli utenti di tutto il mondo, dandogli un notevole potere su quali visualizzazioni evidenziare e quali nascondere. Un anno prima, Jessica Ashooh lasciò la carica di vicedirettrice strategica per il Medio Oriente del consiglio per assumere la carica di direttore delle politiche di Reddit, l’ottavo sito web più visitato negli Stati Uniti. Tuttavia, come per molte agenzie di intelligence, non è chiaro se “lasciò” veramente il Consiglio Atlantico. Non è solo la Russia ad essere nel mirino della NATO. La scorsa settimana, il Consiglio Atlantico pubblicò un rapporto anonimo di 26.000 parole affermando che il loro obiettivo in Cina era il cambio di regime consigliando al presidente Biden di tracciare una serie di “linee rosse” su essa, oltre le quali gli Stati Uniti avrebbero risposto militarmente. Nel frattempo, il capo di STRATCOM, ammiraglio Charles A. Richard, scrisse che gli Stati Uniti devono prepararsi a una potenziale guerra nucleare con Pechino.

Maggiore controllo
L’escalation militare fu rispecchiata dall’intensificarsi della guerra di propaganda online, in cui gli Stati Uniti tentano di isolare economicamente la Cina e d’impedirne il progresso tecnologico come la rete 5G di Huawei, il produttore di cellulari e semiconduttori Xiaomi e l’app di condivisione video TikTok. Nimmo svolse la sua parte aumentando i sospetti di nefaste attività cinesi online, sostenendo l’esistenza di una vasta rete di bot pro-Pechino che incoraggia i nordamericani a credere che la Cina abbia gestito la pandemia COVID-19 molto meglio degli Stati Uniti. Che i nordamericani siano giunti a questa conclusione da soli non sembra essere stato considerato.

Il vero obiettivo delle sanzioni Huawei e della guerra commerciale
La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina non riguarda i semi di soia, l’acciaio o Huawei. Gli Stati Uniti temono che la loro influenza diminuisca per le iniziative globali della Cina. C’è un enorme sforzo del governo per convincere la popolazione dell’esistenza di sforzi di un governo (straniero) di manipolarne le opinioni online. In un enorme caso di proiezione, le organizzazioni governative occidentali accusano i loro nemici, garantendo nel contempo maggiore accesso e controllo sui media al punto che ora è difficile distinguere dove finisce lo Stato profondo e inizia il quarto. Il passaggio di Nimmo dalla NATO a un think tank della NATO e facebook è solo un altro esempio di tale fenomeno. Forse il motivo per cui Nimmo non cerca operazioni d’influenza occidentali online è che ne fa parte.

Traduzione di Alessandro Lattanzio