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La cooperazione strategica dell’India con la Russia acquista slancio

Vladimir Platov, New Eastern Outlook 06.02.2021

Il rapporto tra India e Russia è una partnership strategica basata su un ricco patrimonio storico. Firmata vent’anni fa il 3 ottobre 2000, la Dichiarazione sul Partenariato Strategico tra i due Paesi formalizzava un partenariato che si rafforza anno dopo anno di natura veramente strategica, possedendo un fattore di permanenza unico nel mondo instabile di oggi. Fu testata per decenni, per molti versi indurito dalle tempeste geopolitiche, e dimostra una dinamica positiva di cooperazione in vari settori. Gli elementi importanti sono le joint venture e il programma “Make in India”. Dalla firma della Dichiarazione, i legami bilaterali tra Russia e India hanno sviluppato una nuova natura, aumentando l’interazione in quasi tutti i settori, inclusi politica, sicurezza, commercio e cooperazione economica, scienza, tecnologia e cultura. La cooperazione nell’Artico, così come in Estremo Oriente e progetti correlati, sono la prossima frontiera del partenariato. La cooperazione russo-indiana nella ricerca spaziale e nell’uso pacifico dello spazio esiste da quattro decenni e include il lancio di satelliti, il sistema di navigazione GLONASS, il telerilevamento e altre aree. La Russia è un partner essenziale per l’India nel settore dell’uso pacifico dell’energia nucleare; riconosce l’India come Paese con tecnologia nucleare avanzata e reputazione impeccabile sulla non proliferazione nucleare. La diversificata interazione e cooperazione nel settore energetico è confermata dalle attività di Rosneft, che lavora con una delle maggiori raffinerie indiane, uno dei maggiori consumatori di risorse energetiche al mondo. Di conseguenza, l’area di interazione è piuttosto ampia, non solo nella raffinazione del petrolio, ma anche nella produzione di petrolio. La compagnia GAIL firmava un contratto con la russa Gazprom per fornire 2,5 milioni di tonnellate di GNL all’anno. L’India converte la sua produzione di energia in gas naturale e una partnership durevole con la Russia è un pilastro importante in questa visione promettente.
La cooperazione tecnico-militare è cruciale per il partenariato strategico tra i due Paesi. Inoltre, va ricordata la complicata situazione dell’India sulle controversie territoriali, a seguito delle quali Mosca forniva armi a Nuova Delhi. E mentre gli Stati Uniti si affidarono al Pakistan nella politica regionale, la Russia sempre da risalto al mercato indiano. L’accordo sui sistemi missilistici S-400 è un importante passo avanti in questo senso; in base all’accordo firmato, Nuova Delhi riceverà cinque reggimenti di sistemi di difesa aerea S-400 “Triumf” per 5,43 miliardi di dollari nel prossimo futuro. Recentemente, la cooperazione tecnico-militare si evolveva da schema “acquirente-venditore” a un sistema di ricerca, sviluppo e produzione congiunti di sistemi di difesa avanzati. Vividi esempi di tale cooperazione sono il sistema missilistico Brahmos,così come la produzione su licenza di aerei Su-30 e carri armati T-90 in India. L’intenzione dell’India di noleggiare un altro sottomarino dalla Russia è un ulteriore passo verso l’acquisizione di una flotta di sottomarini nucleari, ultimo esempio di cooperazione militare a lungo termine tra Mosca e Nuova Delhi. L’India dimostrava la volontà di affittare piuttosto che produrre o importare sottomarini dalla Russia: nel 1986, l’Unione Sovietica fu il primo Paese a noleggiare un sottomarino nucleare. E ora, nel tentativo di rafforzare le relazioni militari, Mosca firmava un accordo con Nuova Delhi per un contratto di affitto di un SSBN Proekt “Skat”. In campo navale è attivo un contratto per la realizzazione di quattro fregate Proekt-1135.6; Inoltre, i costruttori navali russi promuovono i cacciatorpediniere Proekt-12701 “Aleksandrit-E” e i sottomarini Proekt-677E “Lada” sul mercato indiano.
Alla più grande mostra internazionale aerospaziale dell’India, Aero India 2021, tenutosi a Bangalore dal 3 al 5 febbraio, Rostec mostrò più di 200 prodotti militari, tra cui un modello a grandezza naturale dell’aereo multiruolo Su-57E di quinta generazione, che dà un’idea di questo caccia unico. Furono anche dimostrati altri “bestseller” russi: Su-35, MiG-35D, Il-76MD-90A (E), Il-78MK-90A, la promettente piattaforma corazzata a ruote unificata Bumerang, sistemi di difesa aerea, veicoli blindati e munizioni. La Russia offriva ai partner indiani lo sviluppo congiunto dello Il-114-300 di una versione russo-indiana, nonché di avviare in India la produzione del nuovissimo aereo civile russo MS-21. Inoltre, quest’anno verrà aperta in India un’impresa per la riparazione di motori russi per elicotteri da trasporto Mi-17. L’attrezzatura del centro è già stata consegnata e la certificazione completa della produzione è prevista per il 2022. Nel 2019, il portafoglio ordini con l’India saliva a 14 miliardi, ovvero quasi il 30% del portafoglio delle armi della Russia negli ultimi anni.
Il peso politico dell’India nel mondo le consente di perseguire una politica indipendente nell’approvvigionamento di armi, nonostante le crescenti pressioni dagli Stati Uniti, che negli ultimi anni non abbandonavano i tentativi di espandere la propria presenza nel mercato indiano, a scapito della Russia. Questo si manifestò, ad esempio, nell’epica saga dell’acquisto da parte dell’India del sistema russo S-400, il cui contratto per l’acquisto di 10 battaglioni fu firmato nonostante l’imposizione delle sanzioni USA del CAATSA. Le prime consegne secondo questo contratto dovrebbero avvenire quest’anno e i primi specialisti indiani di questo complesso avanzato sono già partiti per la Russia all’inizio dell’anno. La Russia effettivamente sviluppò una versione del caccia Su-30MKI su ordine di Nuova Delhi.
La vasta gamma di contratti civili e militari tra Russia e India è una chiara indicazione del rafforzamento della cooperazione strategica tra i due Paesi, spingendo così l’autore ad aspettarsi che la posizione dell’India come principale importatore di armi russe non sarà scossa presto.

Vladimir Platov, esperto di Medio Oriente, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio