Crea sito

CIA e Colombia dietro l’attentato all’Assemblea nazionale venezuelana

Orinoco Tribune, 6 febbraio 2021

In conferenza stampa il 5 febbraio, il Presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana (AN) Jorge Rodríguez presentò prove che collegano il governo colombiano del presidente Iván Duque con l’attacco sventato con esplosivi contro il parlamento venezuelano, che doveva aver luogo il 26 gennaio. Come prova, Rodríguez presentò ai media la confessione di Richard Alberto Grillet, ex-dipendente dell’AN colto in flagrante dalle forze di sicurezza dello Stato nel giorno dell’attentato programmato. Secondo le informazioni fornite dal deputato Rodríguez, gli esplosivi dovevano essere collocati nella sede amministrativa dell’AN, nell’edificio José María Vargas (Pajarito) e nelle vicinanze della sala principale del Parlamento venezuelano, nel Palazzo legislativo federale. A questo proposito, Grillet rivelò nella confessione che c’erano tre scatole di esplosivi che andavano collocate al quinto e sesto piano della sede amministrativa della Commissione Difesa e nelle vicinanze del Palazzo Federale. Secondo Grillet, le scatole contenevano anche opuscoli che annunciavano la cosiddetta “Operazione Libertà 23 gennaio”.

CIA e intelligence colombiana coinvolti
Il presidente dell’AN denunciò che tale nuova operazione contro le istituzioni venezuelane fu pianificata ed eseguita dalla Direzione dell’intelligence nazionale della Colombia (DNI), tramite Mariano José Ugarte, agente della Central Intelligence Agency (CIA) degli Stati Uniti. Ugarte era incaricato di contattare Grillet per compiere l’attentato, ed è attualmente protetto dalle autorità colombiane. “Dal 2001 lavorai nell’Assemblea nazionale come funzionario della sicurezza e nel 2011 chiesi un permesso ed entrai nella Polizia municipale di Girardot”, aveva detto Grillet nella confessione. “Mentre ero lì”, continuò, “ho incontrato Mariano José Ugarte e siamo diventati amici. Nel 2012 sono tornato nell’AN e ho sempre mantenuto i contatti con Mariano. A maggio 2020 Mariano mi ha contattato dicendomi che c’era qualcuno interessato a parlarmi… Ho ricevuto una videochiamata Whatsapp da Mariano che era in compagnia di un’altra persona con marcato accento colombiano, e mi chiesero se volessi far parte del gruppo per compiere atti di sabotaggio contro lo Stato”. Grillet affermò che per tale operazione con esplosivi gli furono offerti 5000 dollari.
“Questa è la colombianizzazione dell’opposizione venezuelana”, accusava Rodríguez, e rivolgendosi al presidente colombiano affermava che “sappiamo di questi piani perché abbiamo il fiato sul tuo collo, Iván Duque. Sappiamo tutto ciò che pianifichi, chi invii. Sappiamo che Mariano è un agente della Direzione dell’intelligence nazionale della Colombia e lo sappiamo perché abbiamo persone vicine a dove ti trovi e ci hanno informato di tale crimine”. Il parlamentare annunciò che durante l’arresto del terrorista Grillet fu sequestrato un cellulare contenente molte informazioni importanti sui piani contro il Paese promossi dal governo di Duque, che accusava di essere “un codardo per natura” e di essere ossessionato dal Venezuela. “Sappiamo già cosa è andato a fare Leopoldo López in Colombia”, disse Rodríguez, riferendosi alla visita di tale latitante venezuelano nel paese vicino l’11 dicembre, dove incontrava le autorità del governo colombiano.

Traduzione di Alessandro Lattanzio