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Il dominio delle minoranze è sempre destinato al collasso

Wayne Madsen, SCF 3 febbraio 2021

I governi che si affidano al sostegno di una minoranza della popolazione sono destinati a fallire. Il Partito Repubblicano degli Stati Uniti si è ricostruito come partito di Donald Trump e, come tale, non è diverso dai partiti politici di minoranza della Rhodesia e dell’apartheid in Sudafrica. Prendendo de facto il controllo del Partito Repubblicano, un tempo di centro-destra, e portandolo sulla fascia cospiratoria di estrema destra dello spettro politico, Trump e i suoi sostenitori si ponevano col loro partito revisionista a rappresentanti di una minoranza di nordamericani. Perché il senato degli Stati Uniti assegna costituzionalmente seggi a Stati scarsamente popolati come Wyoming, North Dakota e Idaho, dandogli lo stesso voto di California e New York, e i distretti della Camera dei Rappresentanti sono ridicolmente divisi per favorire i repubblicani. L’estrema destra di Trump e i repubblicani attualmente esercitano molto più potere di quanto il loro effettivo voto garantisca. Il triste record storico del minoritarismo non dovrebbe ispirare chu ora guida il partito di Trump e i vari neologismi, tra cui “Patriot Party” e “MAGA Party”. I repubblicani di Trump, che rappresentano non più del 30% del pubblico votante, affrontano lo stesso disastro affrontato dal 22% dei sudafricani bianchi che un tempo governavano sulla popolazione africana, mista e asiatica del Sud Africa. Oltre al Sudafrica dell’apartheid e alla Rhodesia governata dalla minoranza bianca, altre nazioni che subirono il dominio delle minoranze includono la Liberia, dove i discendenti degli schiavi liberiano-americani ebbero influenza politica di minoranza per decenni sulla maggioranza della popolazione africana, e il Ruanda di minoranza governato dai tutsi continua a dominare il potere politico a scapito della maggioranza della popolazione hutu della nazione.
Il movimento politico repubblicano-fascista-trumpista mostra tutte le tecniche autoritarie utilizzate da sudafricani, rhodesiani ed altri governi di minoranza per mantenere il potere politico. Questi includono l’uso di milizie vigilanti e simpatizzanti annessi nelle forze dell’ordine e di sicurezza dello Stato. Questa dinamica fu pienamente mostrata durante l’assedio del Campidoglio degli Stati Uniti da parte dei sostenitori di Trump. Tra di loro c’erano non solo membri delle milizie di destra, ma delle forze armate di riserva, Guardia nazionale e agenti di polizia fuori servizio. Se le esperienze di Sud Africa, Rhodesia, territorio sudafricano dell’Africa sudoccidentale e delle colonie portoghesi di Mozambico e Angola sono indicative, la situazione nella minoranza suprematista bianca di destra e la sua operazione politica repubblicana peggiorerà molto la sicurezza interna degli Stati Uniti prima che il governo di minoranza crolli definitivamente. Finché i governanti di minoranza a livello federale, statale e locale avranno sotto controllo polizia e forze di sicurezza, ci si può aspettare che aumentino le molestie nei confronti di afroamericani, ispanici (eccetto i cubano-americani, la maggior parte dei quali, struggendosi per i giorni del regime fascista di Fulgencio Batista a Cuba, sono felici di promuovere il governo della minoranza repubblicana negli Stati Uniti) e nativi americani. Quando il Sudafrica istituì pienamente l’apartheid razziale e il governo della minoranza bianca, le sue polizia e forze di sicurezza si impegnarono in molte azioni viste negli ultimi anni negli Stati Uniti con agenti di polizia bianchi che sostengono l’agenda di Trump, uccidendo o mutilando indiscriminatamente afro-americani. In Sud Africa, la polizia controllava di routine la carta d’identità di neri, indiani e di razze miste, “colorati”. Tali incontri della polizia coi non bianchi spesso portavano ad arresti e condanne per accuse inventate. Quando i neri in Sud Africa organizzarono proteste contro il governo dell’apartheid, furono bollati dal governo come “comunisti”. C’è poca differenza tra questa politica e quella del Partito Repubblicano nel chiamare Black Lives Matter e i suoi capi “marxisti” e “comunisti”. L’altro peggiorativo usato dai repubblicani di Trump per etichettare i progressisti è “antifa”, concatenazione di “anti” e “fascista”. Antifa è erroneamente descritta dai fascisti di Trump come organizzazione quando non è altro che una frase per descrivere l’opposizione al fascismo. Tuttavia, “antifa” è diventata un’etichetta universale tanto quanto “comunista” lo era per le autorità dell’apartheid in Sud Africa e per i governanti della minoranza bianca in Rhodesia per descrivere i movimenti di liberazione dell’Africa nera.
L’apartheid fu la politica ufficiale dello Stato sudafricano dal 1948 al 1994, quando il leader dell’African National Congress Nelson Mandela, imprigionato per diversi anni dal regime dell’apartheid, fu eletto presidente nelle prime elezioni multirazziali della nazione. Il South African National Party, garante dell’apartheid, alla fine scomparve. Negli anni dell’apartheid, il governo si affidò a una rete di informatori e milizie private bianche armate per sorvegliare la maggioranza della popolazione nera. I forti legami tra Bureau of State Security (BOSS) e gruppi di informatori bianchi non ufficiali dell’apartheid in Sud Africa è sorprendente per somiglianza con reti simili che collegano polizia e Guardia Nazionale e Riserve a gruppi razzisti come i Custodi del giuramento, il Tre percento e i gruppi di milizie neonaziste negli USA oggi. Nella Rhodesia governata da una minoranza, dove il 7%, la popolazione bianca, governava il 92%, la popolazione nera, la Central Intelligence Organization e i paramilitari Selous Scout imposero il dominio bianco con una rete di informatori, in particolare tra i contadini bianchi. Alla fine, l’artificio del governo bianco, il partito del Fronte rhodesiano del primo ministro Ian Smith, che disse che il governo delle minoranze doveva durare mille anni, cedette il potere al governo della maggioranza nera. Molti rhodesiani bianchi emigrarono negli Stati Uniti, dove furono accolti a braccia aperte da gruppi della supremazia bianca che sostenevano le “cause perse” dell’apartheid in Sud Africa, Rhodesia e Stato Confederato d’America. Nel 2015, Dylann Roof, suprematista bianco, uccise nove afroamericani, tra cui un senatore dello Stato della Carolina del Sud, nell”Emanuel African Methodist Episcopal Church a Charleston, South Carolina. Roof gestiva un sito chiamato “The Last Rhodesian”. Su una pagina Facebook, Roof era raffigurato con una giacca con toppe le bandiere della Rhodesia e del Sud Africa dell’apartheid.
L’Africa sud-occidentale, originariamente colonia tedesca consegnata al Sudafrica come mandato della Società delle Nazioni dopo la prima guerra mondiale, vide un felice matrimonio tra l’apartheid afrikaner e il razzismo tedesco residuale col mandato mentre il Sudafrica impose la segregazione razziale e il governo delle minoranze sul suo territorio. Fu così soprattutto dopo che il Partito nazionale divenne il partito dominante nell’assemblea legislativa dell’Africa sud-occidentale nel 1950. Il BOSS del Sud Africa poteva contare su una pronta fornitura di informatori in città dell’Africa sud-occidentale di lingua tedesca come Luderitz e Swakopmund, così come tra il servizio civile anti-nero dell’Africa sud-occidentale, per rafforzare l’apartheid nell’Africa sud-occidentale governata dalla minoranza bianca. Il colonialismo e il governo delle minoranze nell’Africa sudoccidentale crollarono nel 1990 quando Sam Nujoma, il leader dell’organizzazione pro-indipendenza dell’Africa nera del Sud-Ovest (SWAPO), prestò giuramento come primo presidente della Namibia. Il Sudafrica dell’apartheid e la Rhodesia governata dai bianchi potevano sentirsi relativamente sicuri che il governo di destra del Portogallo manteneva in modo aggressivo il controllo coloniale su Mozambico e Angola. Fu così fino al 1974, quando il colpo di Stato militare di sinistra, la Rivoluzione dei garofani, spodestò il governo fascista portoghese e rapidamente garantì l’indipendenza alle colonie africane del Portogallo. In collaborazione con la Central Intelligence Organization della Rhodesia e il BOSS del Sud Africa, la Polizia di difesa internazionale e statale (PIDE) del Portogallo, teneva sotto stretto controllo i movimenti di liberazione africani e si affidava a funzionari, uomini d’affari e agricoltori coloniali portoghesi bianchi come informatori. A sua volta, tale intelligence fu inserita in un’azione congiunta sudafricana-portoghese, l’alleanza rhodesiana chiamata ALCORA, Aliança Contra as Rebeliões em Africa. I Paesi dell’ALCORA credevano fermamente che il loro status quo su colonialismo, segregazione e governo delle minoranze sarebbe durato per sempre. Avevano torto quanto l’hanno oggi i loro eredi ideologici del Partito Repubblicano.
Attualmente, un gruppo bianco sudafricano di estrema destra, Afrikaner Weerstandsbeweging (AWB) (Afrikaner Resistance Movement), ha legami con gruppi affini negli Stati Uniti, Canada, Australia e Gran Bretagna, oltre che a livello globale con filofascisti come Steve Bannon e altri vicini a Donald Trump. Tali collegamenti furono svelati nell’agosto 2018, quando Trump, intervistato su Fox News dal poster boy della supremazia bianca Tucker Carlson, dichiarò: “Ho chiesto al segretario di Stato di studiare da vicino sequestri ed espropri di terre e fattorie del Sud Africa e massacri di agricoltori”. Le informazioni di Trump si basavano su rapporti fasulli diffusi dall’AWB e amplificati da Bannon e altri famigerati fascisti della cerchia ristretta di Trump, incluso Pompeo. Col tempo il nome di Trump, Pompeo, Bannon, Josh Hawley, Ted Cruz, Marco Rubio languirà nella gora storica assieme ai nomi Ian Smith, Hendrik Verwoerd, John Vorster e PW Botha. È solo questione di tempo, per un periodo molto breve.

Traduzione di Alessandro Lattanzio