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Perché le testimonianze uigure sono inaffidabili?

Moon of Alabama, 04 febbraio 2021

Due mesi fa abbiamo documentato cambiamenti sorprendenti nel tempo nella testimonianza di una donna uigura che aveva affermato di essere stata incarcerata in Cina: “Negli anni [Sayragul] Sautbay rilasciò diverse interviste. I dettagli della sua storia continuano a cambiare in senso anti-cinese. Nelle prime interviste Sautbay affermò di essere stata un istruttrice che lavorava in un campo di rieducazione. Nelle interviste successive affermò di esservi stata una detenuta. In interviste più recenti affermò di aver visto torture e violenze nei campi. In precedenti interviste aveva confutato tali affermazioni. In una storia affermò di aver osservato uno stupro di massa. Nelle interviste più vecchie insisteva sul fatto di non aver osservato alcuna violenza. Mentre ora afferma che i detenuti nel campo sono stati costretti a mangiare carne di maiale, prima affermò che nei campi non veniva servita carne”. I cambiamenti nella sua storia sono avvenuti dopo che Sautbay era caduta nelle mani di un gruppo di propaganda: “Dopo aver ottenuto asilo in Svezia, Sautbay si è unita a un’organizzazione uigura finanziata dagli Stati Uniti. La sua storia è poi cambiata radicalmente. Il membro del partito e insegnante di lingue erano diventati detenuti. All’improvviso ci furono violenze nel campo e le persone che prima non mangiavano carne furono costrette a mangiare carne di maiale… L’associazione svedese degli uiguri fa parte del Congresso mondiale degli uiguri di Monaco, un’organizzazione affiliata alla CIA che negli ultimi anni ha ottenuto importanza nella campagna anti-Cina degli Stati Uniti”.
Un cambiamento simile può essere osservato nella testimonianza di un’altra uigura che attualmente fa il giro dei media. Tursunay Ziawudun, che l’anno scorso si trasferì negli Stati Uniti e che ora afferma di aver osservato uno stupro di massa nei campi di detenzione cinesi. La BBC titolava: “Il loro obiettivo è distruggere tutti”: i detenuti del campo uiguri accusano uno stupro sistematico. I resoconti di prima mano dall’interno dei campi di internamento sono rari, ma diversi ex detenuti e una guardia hanno detto alla BBC di aver sperimentato o visto prove di un sistema organizzato di stupri di massa, abusi sessuali e torture. Tursunay Ziawudun, che è fuggita dallo Xinjiang dopo il suo rilascio e ora è negli Stati Uniti, ha detto che le donne sono prese dalle celle “ogni notte” e violentate da uno o più uomini cinesi mascherati. Ha detto di essere stata torturata e successivamente stuprata in gruppo in tre occasioni, ogni volta da due o tre uomini”. Ziawudun fu intervistata per la prima volta nell’ufficio dell’organizzazione Atajurt Kazakh per i diritti umani ad Almaty, in Kazakistan, il 15 ottobre 2019. Un riassunto dell’intervista è qui (https://livingotherwise.com/2019/11/01/because-you-had-to-do-it-very-quickly-or-you-could-be-punished/). Non ci sono accuse di stupro o trattamento duro. Il problema peggiore sembra essere stato “disturbi urinari” che alcuni ebbero perché gli edifici del campo erano nuovi e il cemento non si era ancora asciugato. L’organizzazione che fece la prima intervista con Ziawudun fu l’intermediario tra costoro e i media “occidentali”: “L’organizzazione kazaka per i diritti umani di Atajurt ha fornito un’enorme quantità di informazioni sui campi di concentramento cinesi e sul regime distopico nello Xinjiang. Abbiamo ospitato giornalisti da tutto il mondo, tra cui Hong Kong, Giappone, Russia, Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia e Germania, tra gli altri… I
principali organi di stampa tra cui CNN, BBC e New York Times avevano tutti visitato l’ufficio di Atajurt ad Almaty; giornalisti e attivisti per i diritti umani erano consapevoli di quanto fosse preziosa la fonte di informazioni Atajurt”. Atajurt aveva anche propagandato il caso di Sayragul Sautbay che in seguito continuò a cambiare la testimonianza: !Conoscevo il processo grazie agli sforzi di un gruppo chiamato Atajurt, cofondato da Serikzhan Bilash, un kazako di origine cinese, uno degli oltre 200000 oralsmandar, o “rimpatriati”, che ora vivono in Kazakistan. Atajurt fu costituita nel 2017 con lo scopo di difendere i diritti umani dell’etnia kazaka nello Xinjiang. Il marito di Sauytbay, un oral che, come Bilash, era cittadino kazako, all’inizio fu riluttante a pubblicizzare il suo caso, ma Bilash lo persuase che l’attenzione straniera era la migliore speranza. “Non abbiamo mai avuto un processo come questo, aperto al pubblico, ai giornalisti stranieri”, mi disse fuori dal tribunale. “Questo mostrerà al mondo cosa succede nello Xinjiang”. Non ci sono informazioni su chi abbia finanziato il considerevole Atajurt. Da allora il Kazakistan ha chiuso l’organizzazione e Serikzhan Bilash, il suo fondatore, è fuggito in Turchia. Anche Tursunay Ziawudun si è trasferita in Turchia prima di andare negli Stati Uniti.
Due settimane dopo l’intervista con Atajurt Tursunay Ziawudun fu intervistata da Radio Free Asia del governo degli Stati Uniti: “Le autorità hanno portato Ziyawudun in un campo di internamento l’11 aprile 2017 senza offrire a lei o alla famiglia un motivo, nel mezzo della nuova politica di incarcerazione di massa nella regione, disse, anche se “la situazione non era così grave, come era quando avevano iniziato ad arrestare persone” e fu rilasciata dopo un mese, in parte a causa delle cattive condizioni di salute”. Ziawudun fu nuovamente arrestato l’anno successivo: “Tuttavia, Ziyawudun non ottenne un passaporto e non poté raggiungere il marito in Kazakistan e il 10 marzo 2018 fu nuovamente detenuta senza motivo. Questa volta, disse, la situazione nella struttura era peggiorata molto e decine di donne che condividevano gli alloggi avevano scarse cure, compresa sterilizzazione forzata”. Non vi è tuttavia alcuna affermazione diretta che fu violentata o vide stupri. Si parla di stupro nell’intervista ma le affermazioni sono indirette, ambigue e pretese dall’intervistatore: “Alla domanda sui recenti rapporti di ex- detenuti su stupri e altri abusi nel sistema del campo XUAR, Ziyawudun esplose. “Eravamo tutti impotenti e incapaci di difenderci”, disse. “Abbiamo subito tutti maltrattamenti, ma anche quando abbiamo li vedemmo non potemmo farci nulla”. I funzionari del campo srrebbero venuti nel cuore della notte e portato via le donne, disse. “Gridavano: ‘Alzati e vieni con noi’, e dopo non li avremmo più viste”.” Ebbene, quelle donne sarebbero state rilasciate?
Una seconda intervista a Tursunay Ziawudun fu pubblicata da BuzzFeed News il 15 febbraio 2020: “Ziyawudun, 41 anni, è uno dei pochi musulmani uiguri usciti da uno degli ormai famigerati campi cinesi per le minoranze musulmane e andato all’estero, nel vicino Kazakistan. Dopo quasi 10 mesi rinchiusi senza essere mai stato accusato di crimine, Ziyawudun fu rilasciata nel dicembre 2018. In Kazakistan, Ziyawudun pensò di essere finalmente al sicuro dopo mesi di incubi, interrogatori e umiliazioni per mano dei funzionari del campo. I suoi lunghi capelli furono tagliati, costretta a guardare infinite ore di propaganda di Stato in televisione e ogni secondo della sua vita è stato filmato dalle telecamere di sicurezza. Ogni notte faticava a dormire, terrorizzata di poter essere violentata. Suo marito è un cittadino del Kazakistan e inizialmente ebbe un visto di soggiorno. Le cose miglioravano. Ma l’anno scorso le fu data una terribile notizia: doveva tornare in Cina per richiedere un nuovo visto se voleva restare. Il governo kazako afferma che si trattava di una procedura, ma Ziyawudun sa che il ritorno in Cina probabilmente significherà che verrà rimandata in cattività”. Ziyawudun fu arrestata due volte. La prima volta è stata nell’aprile 2017: “La polizia li ha portati in un luogo che chiamano “scuola di formazione professionale”. All’epoca, Ziyawudun era terrorizzata, ma nel contesto delle molte cose peggiori che seguirono, la struttura le sembra addomesticata. “Ad essere onesti, non era poi così male”, ha detto. “Avevamo i nostri telefoni. Mangiavamo nelle mense. Oltre a essere costretta a rimanervi, tutto il resto andava bene”. La sera, gli istruttori insegnavano ai detenuti a fare i balli tradizionali cinesi nel cortile dell’edificio, aveve detto. A volte c’erano lezioni: un imam che lavorava per lo Stato poteva entrare e parlare di quanto fosse importante evitare pratiche “estreme” come indossare il velo”. Ziyawudun fu rilasciata poche settimane dopo.
Nel marzo 2018 fu nuovamente detenuta in una struttura di rieducazione. Le condizioni, dice, erano più dure ma non insopportabili: “Nessuno parlò di stupro nel campo. Tutte le conversazioni erano monitorate da guardie o telecamere di sorveglianza. Ma era sempre nella mente di Ziyawudun. Se fosse stata violentata, lo sapeva, non ci sarebbe nessuno a raccontarlo, nessun posto dove denunciarlo. Dopotutto, era finita nel campo perché le autorità ritenevano che fosse “inaffidabile”. Se una delle donne fosse stata violentata, chi le crederebbe? Non si era mai sentita più vulnerabile in vita sua…. La vera tortura, scoprì, è avvenuta in silenzio, nella mente dei reclusi. “Non sono stata picchiata o maltrattata”, disse. “La parte più difficile era mentale. È qualcosa che non riesco a spiegare: soffri mentalmente. Essere tenuto da qualche parte e costretta a restare lì senza motivo. Non hai libertà. Soffri”. Ziyawudun fu rilasciato nel dicembre 2018 e da allora ha vissuto in Kazakistan. Infine andò in Turchia. Nel settembre 2020 il Progetto uiguro per i diritti umani degli Stati Uniti la usò per l’agitazione contro la Cina: “Tursunay Ziyawudun, uno dei pochi sopravvissuti ai campi di concentramento uiguri noti per aver raggiunto l’estero, è arrivata sana e salva negli Stati Uniti…. “Siamo estremamente sollevati dal fatto che Tursunay sia ora al sicuro negli Stati Uniti”, disse direttore esecutivo dell’UHRP Omer Kanat. “L’UHRP ringrazia calorosamente i governi che hanno salvato gli uiguri a rischio. Ogni salvataggio è una manna dal cielo”. Essendo una delle poche persone in grado di fornire testimonianze oculari su ciò che accade nei campi, Tursunay è una testimone critica. Ha trascorso nove mesi in detenzione, dove ha sofferto di malnutrizione, disidratazione, ingestione forzata e iniezione di droghe sconosciute e torture fisiche e mentali. La sua testimonianza sarà di vitale importanza per i futuri processi e tribunali per la determinazione dei crimini atroci. Il progetto uigura sui diritti umani assisterà col reinsediamento di Tursunay e fa appello per garantire che riceva cure immediate per la grave condizione di salute. Le donazioni per aiutare a coprirne mantenimento e cure possono essere stanziate inviando una nota”.
Né nella intervista con Atajurt né nelle interviste con RFA o BuzzFeedNews Tursunay Ziawudun afferma di essere stata violentata. Il rapporto dell’Uyghur Human Rights Project sul suo arrivo negli Stati Uniti dice che aveva subito forme di maltrattamento, ma lo stupro non viene menzionato. Come nel caso di Sayragul Sautbay, solo pochi mesi dopo essere stata addestrata Tursunay Ziawudun fa le affermazioni oltraggiose sullo stupro. La BBC sa che tali affermazioni sono false poiché osserva: “È impossibile verificare il racconto di Ziawudun a causa delle severe restrizioni che la Cina impone ai giornalisti ma i documenti di viaggio e le registrazioni di immigrazione che ha fornito alla BBC confermano la cronologia della sua storia”. I fatti effettivamente confermano la sequenza temporale, ma non le affermazioni di Ziawudun. Ci sono molti altri dettagli nella storia della BBC di Tursunay Ziawudun che differiscono dalle precedenti. I suoi “orecchini furono strappati via” dove in precedenza “la polizia aveva detto alle donne di togliersi collane e orecchini”. Nell’intervista a BuzzFeed disse: “Non sono stata picchiata o maltrattata”. Nel racconto alla BBC viene picchiata pesantemente: “Gli stivali della polizia sono molto duri e pesanti, quindi all’inizio ho pensato che mi picchiasse con qualcosa”, aveva detto. “Poi ho capito che mi calpestava la pancia. Sono quasi svenuta, ho sentito una vampata di calore attraversarmi”. Anche i piccoli dettagli differiscono. Dove prima c’era un secchio per fare la pipì la notte ora c’è un buco. Parti di ciò che dice alla BBC sembrano un pessimo copione porno: “Non solo violentano ma mordono anche tutto il corpo, non sai se sono umani o animali”, disse, premendo un fazzoletto sugli occhi per fermare le lacrime e fermandosi a lungo per riprendersi. “Non hanno risparmiato nessuna parte del corpo, hanno morso ovunque lasciando segni orribili. Era disgustoso. “L’ho sperimentato tre volte. E non è solo una persona che ti tormenta, non solo un predatore. Ogni volta erano due o tre uomini”.
I racconti delle donne, Sayragul Sautbay e Tursunay Ziawudun, si sono “evoluti” dopo essere stati gestiti da una catena di organizzazioni create per propagandare contro il programma antiterrorismo cinese nello Xinjiang. Come l’organizzazione svedese che ha gestito Sautbay, l’Uyghur Human Rights Project degli Stati Uniti che gestisce Ziawudun fa parte del famigerato World Uyghur Congress: “Come stabilisce questa indagine, il WUC non è un movimento ma un ombrello sostenuto dal governo degli Stati Uniti di diversi gruppi di Washington che dipendono da finanziamenti e ordini degli Stati Uniti. Oggi è il volto principale di un’operazione separatista dedita a destabilizzare la regione cinese dello Xinjiang e, infine, a far cadere il governo cinese. Mentre cercavano di orchestrare la rivoluzione colorata con l’obiettivo del cambio di regime a Pechino, la WUC e le sue propaggini strinsero legami coi Lupi Grigi, un’organizzazione turca di estrema destra attivamente impegnata nelle violenze settarie dalla Siria all’Asia orientale. Alcuni di tali collegamenti sembra turbare gli sponsor della WUC a Washington. Semmai, l’aggiunsero alla loro rete, consolidandola come una delle armi politiche più potenti che gli Stati Uniti brandiscono nella loro nuova guerra fredda contro la Cina. Le affermazioni di stupro nei campi di rieducazione nello Xinjiang sono credibili quanto quelle che Nyirah al-Sabah fece sui bambini tolti dalle incubatrici kuwaitiane: “La sua storia fu inizialmente confermata da Amnesty International, ONG britannica che pubblicò diversi rapporti indipendenti su omicidi e testimonianze di sfollati. Dopo la liberazione del Quwayt, i giornalisti entrarono nel Paese. La ABC scoprì che “i pazienti, compresi i bambini prematuri, sono morti quando molti infermieri e medici del Quwait… fuggirono” ma le truppe irachene “quasi certamente non presero le incubatrici degli ospedali lasciando morire centinaia di bambini kuwaitiani”. Amnesty International reagì correggedosi, col direttore esecutivo John Healey che poi accusò l’amministrazione Bush di “manipolazione opportunistica del movimento internazionale per i diritti umani”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio