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In Libano, l’ambasciata britannica alimenta la sovversione

Moon of Alabama, 01 febbraio 2021

L’ambasciatore britannico in Libano è “molto entusiasta” di consegnare all’esercito libanese alcuni veicoli corazzati inutili: “Martin Longden @MlongdenUK – 12:25 UTC · 1 febbraio 2021
Molto entusiasta di assistere all’arrivo a Beirut di 100 blindati da pattuglia, una donazione della GB a @LebarmyOfficial. Questo è un ottimo esempio pratico del partenariato inglese e del nostro sostegno di lunga data al ruolo fondamentale delle LAF nel mantenere il confine con la Siria sicuro e protetto”. Mantenere il confine siriano sicuro e protetto non è certamente una priorità britannica. Non dimentichiamo che fu la Gran Bretagna ad assumere varie società, guidate da “ex”-ufficiali dell’intelligence britannica, che poi hanno organizzarono e dettarono la propaganda dell’assalto jihadista alla Siria. Le stesse società furono assunte per creare segretamente gruppi della “società civile” in Libano utilizzati per manifestare a favore del “cambio di regime” e fare pressione sul governo libanese. Fu il governo di Sua Maestà che assunse tali residui dell’intelligence per incorporare e minare giustizia e sicurezza del Libano. L’esercito libanese era un altro obiettivo dell’intelligence britannica per controllare le politiche libanesi. Gli hacker “anonimi” recuperarono e pubblicarono documenti che mostrano come la Gran Bretagna si sia infiltrata nel dipartimento d’intelligence militare delle forze armate libanesi. Altri documenti mostrano che la Gran Bretagna forniva attrezzature di spionaggio all’intelligence infiltrata. Un altro programma segreto era volto ad infiltrarsi nei campi profughi palestinesi in Libano per manipolarne i giovani.
Per tutto questo il governo britannico usa agenti aziendali. Il documento sul riferimento del governo alla penetrazione dell’intelligence militare libanese descrive come dovrebbe procedere il venditore. La ‘scusa’ è fornire addestramento e supporto alla lotta al terrorismo: “L’obiettivo dell'[Ambasciata britannica di Bayrut] è aumentare capacità e rispetto dei diritti umani delle LAF e del Tribunale militare nell’ambito dell’arresto del CT per fermare il processo. Si cerca un percorso conforme nel sistema CT libanese che sua utilizzato dalle forze dell’ordine britanniche in caso di terrorismo con collegamenti britannici in Libano.
Requisiti
Un fornitore esterno è tenuto a fornire un programma di due anni per conto dell’Ambasciata britannica a Bayrut, lavorando principalmente col Dipartimento delle forze armate libanesi dell’intelligence militare, ma con lo scopo di impegnarsi con un’ampia gamma di servizi di sicurezza per svilupparne i processi investigativi e standard probatori. Lavorando principalmente tramite un consulente CT incorporato, il fornitore dovrà anche dimostrare una vasta gamma di aree di competenza disponibili su chiamata, se necessario, per gestire in modo efficace il programma mentre si riferisce a Beirut e dimostrare di aver costruito in processi di M&E rigorosi e indipendenti durante la sequenza temporale di programmazione”.
Il governo britannico offrì 600.000 sterline per il progetto biennale, svoltosi da luglio 2018 a marzo 2020, ma prorogato fino al 2022. È importante sottolineare che al “fornitore” fu detto di mantenere segreto il progetto:
“RISERVATEZZA E PUBBLICITÀ
L’implementatore non è autorizzato a parlare pubblicamente (ai media, a società estranee a qualsiasi audit del HMG o a conferenze) sul proprio lavoro senza l’esplicito permesso del HMG”.
Torchlight, società britannica coinvolta in spionaggio in Libano e altrove, presentò un’offerta di appalto. Fornì una serie di documenti che descrivono i piani, le persone e la metodologia del progetto. Ecco come intende ottenere l’accesso al Department of Military Intelligence: “Ottenere l’accesso a locali/organizzazioni. Le intricate e complesse affiliazioni e lealtà politiche e settarie delle principali agenzie di sicurezza le rendono ospiti “cortesi ma cauti” e riservati, sia tra agenzie che partner esteri. Ogni organizzazione esiste all’interno di un silo, con poche prove di coordinamento inter o intra-agenzia. Nel GSD, ad esempio, i processi investigativi sembrano operare sotto una rigorosa base di necessità di sapere che, dalle nostre osservazioni, sembra soffocare il lavoro di partnership interno e la condivisione delle informazioni. Navigheremo in modo astuto e sensibile in queste complessità durante il primo dispiegamento per costruire ulteriormente fiducia e garanzie sulla nostra presenza continua e persistente nelle loro strutture, rispettando la sensibilità del lavoro coinvolto. Poiché non esiste alcun processo formale per garantire l’accesso alle strutture LAF DMI, il nostro mentore ha lavorato duramente durante la fase iniziale di tale programma per sviluppare e sfruttare relazioni personali di fiducia per garantire con successo l’autorizzazione e l’ammissione attraverso rigorosi controlli di sicurezza. Sulla base di questa esperienza e della natura solida e duratura delle relazioni che abbiamo stabilito, siamo assolutamente fiduciosi di poter garantire l’accesso continuo e lo spazio per uffici nel complesso LAF DMI per la durata del programma. Ciò sarà ulteriormente reso possibile coinvolgendo la leadership della LAF DMI all’inizio del progetto, assicurandone la loro acquisizione nel programma, evidenziando come l’approccio e gli obiettivi strategici siano completamente allineati con la propria visione del cambiamento, come articolata da noi durante un incontro a marzo”. Un po ‘di ingegneria sociale (e forse qualche tangente) e whoops, un agente del governo britannico ha il nulla osta di sicurezza e accesso sufficiente per muoversi liberamente nell’intelligence militare libanese.
Come progetto successivo all’infiltrazione, doveva essere attuato un programma IDEA (Investigations and Digital Evidence Assistance) per Libano, Maldive e Marocco. Ciò darà alla Gran Bretagna l’accesso ai dati “antiterrorismo” acquisiti e detenuti dai servizi di intelligence di quei Paesi. Fu ancora Torchlight a fare l’offerta. Come parte di questo presentò la sua metodologia per il progetto. Da ciò possiamo dedurre che Torchlight fornirà hardware e software che le agenzie di intelligence in cui si è infiltrata utilizzandoli per spiare telefoni e Internet. “Torchlight è indipendente dall’attrezzatura: consigliamo solo le opzioni dell’attrezzatura che si adattano alla soluzione. Tutti i potenziali fornitori sono sottoposti a rigorosi controlli di due dirigenze per garantirsi di mitigare qualsiasi rischio che possa influire sulla consegna di prodotti e risultati. Manteniamo stretti rapporti con un’ampia varietà di fornitori di attrezzature forensi in modo da poter scegliere la soluzione giusta per il requisito, e tali rapporti consolidati ci consentono anche di negoziare sconti, che passeremo all’Autorità per ottenere VfM. Ad esempio, le nostre relazioni di mercato e il nostro potere d’acquisto ci hanno consentito di includere uno sconto del 10% per l’acquisto di software forense digitale dall’ambasciata britannica di Amman. Terremo in debita considerazione la capacità tecnica dell’utente finale, i requisiti di manutenzione e le esigenze di sostegno fiscale (e costi correnti per licenze, manutenzione, aggiornamenti software, patch, ecc.) per garantire che l’attrezzatura continui a essere utilizzata in modo autosufficiente indipendentemente dal supporto del progetto e che sia supportata in futuro. Ciò è particolarmente critico perché la tecnologia dei dispositivi digitali è in continuo progresso e gli attori criminali sono pronti ad adottare nuove soluzioni tecnologiche. Le forze dell’ordine devono quindi essere dotate di una soluzione che possa tenere il passo con tali progressi”. Quando Torchlight, che lavora per il governo britannico, fornisce apparecchiature ad altri servizi di intelligence, si deve presumere che verranno costruite backdoor che diano accesso diretto al GCHQ britannico e ad altri servizi di spionaggio dei Five-Eye. Finora abbiamo visto che il governo britannico si è infiltrato nella società civile libanese, nei suoi servizi di sicurezza e nei tribunali nonché nell’intelligence dell’esercito.
Un ambiente ancora più delicato in Libano sono i campi profughi palestinesi. Come pretesto per infiltrarsi in questi HMG chiese proposte per una campagna di propaganda segreta contro lo SIIL. Tale programma aveva requisiti di segretezza straordinari: “Si può parlare del requisito solo in termini generali quando si cercano partner locali per fornire il requisito, e non si può menzionare che il cliente è l’HMG (governo di sua maestà. NdT)”.
Ci si chiede perché un programma per contrastare lo SIIL richieda tale segretezza. Ma la necessità diventa evidente quando si guarda a chi è l’obiettivo. L’offerta di Torchlight per il progetto include una dichiarazione sul dovere di cura: “Circa il 53% dei rifugiati palestinesi in Libano (450000) vive nei 12 campi profughi riconosciuti. Il conflitto in Siria ha costretto molti profughi palestinesi da quel Paese a fuggire in Libano in cerca di sicurezza. La maggior parte della militanza palestinese in Libano è confinata in questi campi… Torchlight mantiene forti collegamenti con la LAF Intelligence, ufficialmente incaricata di amministrare e sorvegliare i campi attraverso i nostri programmi di sicurezza in Libano, nonché le ONG locali con cui collaboriamo in questo progetto, che operano in tutti e 12 campi ed hanno ottimi rapporti con le LAF e varie milizie presenti nei campi e che hanno già permessi di accesso. Manteniamo anche solide reti nella comunità internazionale delle ONG, compresi i responsabili della sicurezza sul campo dell’UNRWA. Nei campi, ci assicureremo che il nostro team di progetto sia accompagnato da personale locale di ONG che abbia familiarità col campo, le sue persone e i protocolli, in ogni momento.S iamo profondamente consapevoli delle potenziali minacce di contraccolpi violenti nei confronti dei beneficiari come risultato delle percezioni su tale programma e li abbiamo adeguatamente mitigati nella progettazione come descritto nelle sezioni 1.2.1 e 1.5.1”.
La sezione 1.2.1 nomina sette ONG lcome partner del progetto. Il metodo ideato per il progetto è influenzare i giovani nei campi attraverso vari workshop e corsi senza fargli sapere che il programma fa parte di una campagna britannica anti-SIIL. La sezione 1.5.1 è la valutazione del rischio. Si fa notare: “Questo programma non sarà apertamente bollato come programma CVE/C-Daish e mai riveleremo il coinvolgimento del HMG in tale programma”. Il progetto segreto, con un budget di 1,5 milioni di sterline, doveva essere guidato da Alicia Kearns, figura delle pubbliche relazioni che aveva lavorato per il Ministero della Difesa britannico e il Foreign and Commonwealth Office. Lì era la principale cheerleader dei jihadisti “moderati” che attaccaono la Siria: il suo CV osserva: “2014-2016
Responsabile intergovernativo per le comunicazioni in Siria e Iraq e consulente senior per le comunicazioni contro Daish, Ufficio per gli esteri e il Commonwealth
Idea di strategia di comunicazione approvata dal Primo Ministro per sconfiggere Daish e sostenere la Siria. Ha guidato le comunicazioni ai colloqui di pace in Siria guidati dalle Nazioni Unite e ha sostenuto l’opposizione moderata. Ha guidato le comunicazioni strategiche/PR del governo britannico in risposta all’attività militare russa in Siria. Ha rappresentato il governo del Regno Unito in incontri individuali coi ministri degli Esteri, i capi religiosi più anziani dei paesi, le ONG e le forze armate di 15 Paesi. Membro dell’unità di schieramento rapido, che assiste nella risposta alle crisi a Susa e in Grecia. Gestito un team che ideò e realizzato campagne di comunicazione esplicite e discrete nel Regno Unito e in Medio Oriente. Anche supervisionò il canale twitter @UKAgainstDaesh, portandolo dal 104° al 2° account Twitter FCO più influente. Tre bonus per la consegna “eccezionale” e nomina per il premio per la politica di attività eccezionale. Corso in Consapevolezza della sicurezza negli ambienti fragili più (SAFE +), incluso un corso aggiuntivo sulla Giornata della consapevolezza dell’ambiente ostile. Anche addestramento nella Rapid Deployment per la gestione delle crisi, comprese le evacuazioni”.
Tutti i programmi britannici descritti in questa serie sono volti a permettere al governo britannico a raggiungere i suoi obiettivi. La Gran Bretagna non crea gruppi di giovani rumorosi che chiedono un “cambio di regime” nelle strade di Bayrut a beneficio del Libano. Non si infiltra nei servizi di giustizia, sicurezza e intelligence militare del Libano per generosità. Quando abusa segretamente delle ONG per indottrinare i giovani palestinesi, non ha in mente il loro benessere. Il denaro speso per tali programmi segreti è un multiplo del denaro speso per consegnare i 100 inutili blindati da pattuglia. I progetti descritti sono pericolosi per il Libano e i suoi abitanti. Aprono il Paese allo spionaggio e alla manipolazione britannici. Il popolo libanese dovrebbe chiedere al proprio governo di porre fine a tali programmi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio