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La base di al-Tanf degli Stati Uniti è anche una base dello Stato Islamico

Hedwig Kuijpers, Moon of AlabamaMolte domande rimangono senza risposta sulla base statunitense di al-Tanf nel deserto siriano, definita illegale da governo siriano e Russia. Perché al-Tanf è così importante per gli Stati Uniti? Cosa ci fanno ancora lì i soldati nordamericani? Chi altri sono ospitati nella sacca di al-Tanf? Perché lo SIIL avanza di nuovo? Al-Tanf è davvero un trampolino di lancio degli attacchi dello SIIL nella regione?

Perché la base di al-Tanf è così importante per gli Stati Uniti?
La base di al-Tanf si trova nella sacca di al-Tanf, a circa 20 km dal valico di confine di al-Tanf. La sua zona di 55 km si trova lungo il confine con Iraq e Giordania e taglia l’autostrada Baghdad-Damasco. Controllando questa autostrada, gli Stati Uniti assicurano che gli invii iraniani nella capitale siriana Damasco non possano avvenire via terra. Questo è di grande importanza strategica per gli Stati Uniti, perché il traffico navale e aereo iraniano è molto più facile da intercettare e costituisce un facile bersaglio per gli attacchi aerei israeliani. Le forze della coalizione guidata dagli Stati Uniti usano al-Tanf come ingresso per avviare operazioni in Siria. La base può essere facilmente raggiunta sia da Baghdad che dalla Giordania. Sia il governo siriano che i funzionari russi hanno ripetutamente affermato che la zona di al-Tanf viene utilizzata da gruppi terroristici nella regione come santuario e punto d’appoggio per effettuare attacchi su aree del governo e gruppi filo-iraniani nel Zona di Buqamal. Questa “retrovia dello SIIL” è attivamente protetta dalle forze di stanza ad al-Tanf, che minacciano qualsiasi dispiegamento dell’Esercito arabo siriano, gruppi filo-iraniani e forze russe vicino la zona di al-Tanf. La giustificazione formale fornita dagli Stati Uniti su ciò è che le truppe del governo siriano e le forze sostenute dall’Iran in Siria rappresentano una minaccia per i gruppi ribelli “meno radicali” sostenuti dagli Stati Uniti e le truppe statunitensi schierate nella guarnigione.

Petrolio, terroristi, Iran, caos e leva
Vi sono molte accuse sulle attività dei soldati statunitensi presenti ad al-Tanf, anche se l’amministrazione Trump affermò di volerle ritirare annunciando la vittoria sullo SIIL. Uno dei motivi è la presenza di gruppi “ribelli” sostenuti dagli Stati Uniti come Maguir al-Thura. Secondo un rapporto generale dell’ispettore dell’OIR pubblicato il 4 agosto 2020, i funzionari dell’OIR vogliono raddoppiare le dimensioni delle forze per procura statunitensi in Siria e terminare l’addestramento di un’unità a “guardia del giacimento petrolifero” di 2200 uomini. Lo stesso rapporto menziona anche le entrate petrolifere dell’area. Le forze sostenute dagli Stati Uniti probabilmente hanno prodotto almeno 30000 barili di petrolio al giorno, raccogliendo quasi 3 milioni di dollari al giorno di entrate, fino al crollo dei prezzi. “Sebbene le forze curde sostenute dagli Stati Uniti abbiano “rafforzato” la loro “presenza della sicurezza vicino ai principali giacimenti di petrolio e gas nel nord-est della Siria”, sono ” rimaste co-localizzate con le forze della coalizione dalla cui protezione i capi delle SDF dipendono ancora”, si legge anche nel rapporto, ricordandoci la cooperazione di una losca compagnia petrolifera statunitense che collabora con le SDF guidate dai curdi per raffinare e vendere il petrolio siriano. Le SDF curde occupano gran parte dei campi di grano del paese e la maggior parte dei giacimenti petroliferi siriani, minacciando così attivamente l’economia siriana. Un altro motivo per cui il governo degli Stati Uniti potrebbe pronunciare sono “ragioni umanitarie”, poiché ci sono 10000 rifugiati e beduini che vivono nella zona di non conflitto, pesantemente infiltrata dai terroristi dello SIIL e che si dice sia un trampolino di lancio per i loto attacchi secondo i funzionari siriani. I funzionari statunitensi potrebbero dire che tali “rifugiati” sono sotto protezione degli Stati Uniti da anni ormai, e lasciarli potrebbe metterli in pericolo, quindi devono restare. Il generale Joseph Votel, comandante degli Stati Uniti per il Medio Oriente, riconosceva l’importanza strategica della base nel contrastare l’influenza dell’Iran. Fu citato dire: “La posizione di al-Tanf è anche centrale per il suo ruolo nell’impedire agli iraniani di ottenere una posizione più solida nella regione. La base si trova nel cuore di ciò che l’Iran spera sia parte di una “Mezzaluna sciita”, ponte che colleghi l’Iran attraverso l’Iraq a Siria e Libano”. Funzionari statunitensi avevano anche affermato che la loro presenza ad al-Tanf potrebbe costituire una leva nei negoziati sull’esito del conflitto. Poiché Siria, Russia, Turchia e Iran vogliono che gli Stati Uniti lascino la Siria, potrebbe dargli una certa influenza quando si formerà il futuro della Siria.

Maguir al-Thura, prigionieri dello SIIL liberati e SAS britanniche
Come accennato, il gruppo islamista “Revolutionary Commando Army” o “Maguir al-Thura” è ospitato nella sacca di al-Tanf, sono chiamati “meno radicali” e vengono addestrati dai soldati statunitensi per combattere nelle operazioni anti-SIIL. Tuttavia, disertori del gruppo hanno affermato che “le truppe statunitensi della base di al-Tanf hanno venduto armi allo SIIL in Siria” e utilizzano invece il gruppo per ostacolare le operazioni dell’Esercito arabo siriano e dei gruppi filoiraniani nell’area. “Istruttori nordamericani li hanno addestrati nei sabotaggi alle infrastrutture petrolifere e di trasporto, nonché nel terrorismo nei territori controllati dal governo siriano”, afferma un altro gruppo di disertori. Oltre ai gruppi islamisti sostenuti dagli Stati Uniti, si afferma anche che ex-militanti dello SIIL sono ospitati nella sacca di al-Tanf. Sebbene le forze statunitensi non abbiano negato che i militanti dello SIIL possano essersi infiltrati, diversi rapporti affermano che i prigionieri dello SIIL rilasciati dai funzionari curdi furono tutti trasportati nella base militare statunitense. Anche forze occidentali sono ospitate nella base di al-Tanf. Le forze speciali britanniche SAS operano a fianco delle forze statunitensi e dei “ribelli” siriani dal 2016 in operazioni occultate al pubblico. L’operazione segreta britannica iniziò già nel 2011, quando gli inglesi aiutavano i primi “ribelli” siriani valutando le loro necessità per rovesciare il Presidente Assad. Le SAS addestrano attivamente i “ribelli” che combattono dalle basi in Giordania dal 2012. Allo stesso tempo, le SAS iniziarono ad “infiltrarsi in Siria”. Che i ribelli che sostenevano avessero forti affiliazioni col SIIL non importava. L’esercito libero siriano, sostenuto nell’operazione britannica, fu un alleato dello SIIL fino alla fine del 2013 e collaborò sul campo di battaglia fino al 2014, nonostante le tensioni tra i gruppi. “Abbiamo buoni rapporti coi nostri fratelli della FSA”, disse nel 2013 il capo dello SIIL Abu Atheer dopo aver acquistato armi dalla FSA. Nel 2015 comparvero i rapporti di combattenti delle SAS vestiti da militanti dello SIIL sventolando la bandiera nera, mentre allo stesso tempo continuavano le operazioni contro l’Esercito arabo siriano. Altri rapporti mostrano che le SAS si addestravano e combattevano a fianco delle SDF curde. Le forze speciali britanniche continuano ad operare in Siria nel 2019 e si dice contino almeno 120 soldati, quando fu annunciata una nuova unità informatica “creata per affrontare la tecnologia da battaglia russa e cinese” e “anche rintracciare i rimanenti comandanti dello SIIL”. Nel 2020, le SAS continuavano le “manovre segrete” in Siria, combattendo a fianco delle SDF curde e durante le operazioni nell’area erano vestiti con burqa. I media britannici affermano anche che le forze saranno dispiegate per ostacolare le attività di Russia ed Iran. Le forze delle SAS sono di stanza in Giordania e al-Tanf.

Perché lo SIIL avanza di nuovo?
Gli attacchi rivendicati dallo SIIL in Iraq e in Siria sono aumentati in modo significativo nel 2020, dimostrando capacità e volontà dello SIIL di continuare gli attacchi e riprendere territorio, supporto nell’area e risorse. Lo SIIL ha continuato a ritmo costante omicidi, imboscate e attentati nella Siria orientale nel 2020 ed è responsabile della morte di un certo numero di forze siriane e delle SDF. Ad agosto, furono segnalati 126 attacchi dello SIIL in Siria nel 2020 , rispetto ai 144 del 2019. I motivi menzionati per la rinascita dello SIIL in Siria si trovano in diverse situazioni complesse. Le forze democratiche siriane curde avevano rilasciato più di 600 combattenti e 15000 sostenitori dello SIIL dal campo di al-Hul. Inoltre, 785 combattenti dello SIIL fuggirono da Ayn Isa durante i bombardamenti turchi, e circa 100 irriducibili sarebbero fuggiti dalle prigioni dello SIIL. Un altro motivo dell’avanzata dello SIIL sono le crescenti tensioni tra SDF e forze tribali a Dayr al-Zur, dopo l’assassinio di diversi capi tribali arabi. Le SDF accusavano governo siriano, Turchia,’Iran e rispettivi alleati locali dell’utilizzo di elementi a Dayr al-Zur per causare instabilità. Sebbene nel 2019 la vittoria sullo SIIL fu dichiarata dopo che la sua ultima roccaforte fu conquistata nella battaglia per Baquz, gli attacchi dello SIIL sembrano essere aumentati. La nappe realizzate da Gregory Waters mostrano la posizione esatta degli attacchi dello SIIL e come si siano improvvisamente diffusi dall’asse al-Tanf-al-Buqamal all’asse Dayr al-Zur-Uqayribat (roccaforte dello SIIL liberata dall’Esercito arabo siriano nel 2017) nel 2020, oltre a moltiplicarsi e intensificarsi.

Analizzando tali mappe si può vedere un trend interessante. Gli attacchi dello SIIL sembrano concentrarsi su aree riconquistate dall’Esercito arabo siriano, estendendosi profondamente nel territorio dell’EAS. Altri attacchi si concentrano sui filo-iraniani da al-Buqamal a Dayr al-Zur. Attacchi si ebbero anche nei territori detenuti dalle SDF, concentrandosi sulla regione di Dayr al-Zur, che sembrano convenientemente prendere di mira i leader tribali che si oppongono all’accordo petrolifero SDF-USA .

Al-Tanf è davvero un trampolino di lancio per gli attacchi dello SIIL nella regione?
La controversa base di al-Tanf è menzionata da molti come trampolino di lancio per gli attacchi dello SIIL nella regione. Tutti sembrano concordare sul fatto che attacchi dubbi, che si sostiene commessi dallo SIIL, sembrano lanciati dalla sacca di al-Tanf, che ospita rifugiati affiliati allo SIIL e milizie come Maguir al-Thura, che collaboravano con lo SIIL utilizzando più o meno lo stesso modus operandi. Tali gruppi sono ancora oggi addestrati dai soldati statunitensi. È innegabile che i combattenti dello SIIL fuggiti o rilasciati possano essersi uniti al gruppo. I jihadisti liberati tornano spesso nello SIIL o in gruppi simili. Le forze SAS britanniche sono operative nella ragione e sono di stanza in Giordania e al-Tanf, da dove lanciano le operazioni. Poco si sa delle loro attività in Siria, poiché sono esente dalle leggi sulla libertà di informazione ed operano secondo una rigorosa politica del “no comment”. La segretezza sulle SAS è pervasiva. Dichiarazioni di disertori, funzionari del governo russo ei del governo siriano e altri segnali spiegati nell’articolo puntano tutti nella stessa direzione; che al-Tanf è il trampolino di lancio di dubbie attività nella regione. Affermano che dietro gli attacchi ci sono fazioni dello SIIL sponsorizzate dagli USA, gruppi armati sostenuti dagli USA ed operazioni segrete delle SAS. Dimostrare ciò e distinguere il vero criminale è molto difficile, ma tutte le prove puntano ad al-Tanf. E anche se provate, le accuse rimarranno inascoltate al grande pubblico. Tuttavia, quando si discute della crescente minaccia, si devono tenere presenti le precedenti azioni delle forze armate statunitensi in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno una lunga storia di terrorismo di Stato e cooperazione coi gruppi terroristici e jihadisti. La prova di tali operazioni spesso compare anni dopo. E io stesso non sarei sorpreso se, un giorno, le notizie su una cooperazione clandestina SIIL-USA apparissero nei media tramite fughe di notizie o informatori, si scriveranno libri e si realizzeranno documentari.

Traduzione di Alessandro Lattanzio