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I droni invisibili di Teheran

Military Watch 8 luglio 2018

La perdita di un drone stealth Lockheed Martin RQ-170 Sentinel da parte delle forze armate statunitensi sullo spazio aereo iraniano, nel 2011, uno dei velivoli stealth più avanzati al mondo che sfrutta tecnologie d’avanguardia radar statunitensi, continua a rappresentare una grave spina al blocco occidentale ed alleati, fino ad oggi. Mentre lo spazio aereo iraniano agli inizi del 2003 era scarsamente difeso, con ingombranti aerei da trasporto statunitensi in grado di entrarvi dall’Iraq e dall’Afghanistan inosservati, il Paese investì pesantemente nella modernizzazione della difesa aerea all’indomani della guerra in Iraq per scoraggiare qualsiasi possibile attacco degli Stati Uniti. Il risultato fu che nel 2011 l’esercito iraniano non solo poté rilevare la piattaforma stealth RQ-170, apparentemente invulnerabile, sul suo spazio aereo, ma anche di dirottarla usando sistemi di guerra elettronica facendola atterrare senza danni. Il governo degli Stati Uniti inizialmente negò l’incidente, ma in seguito riconobbe la perdita e chiese all’Iran di restituirla, cosa che Teheran inevitabilmente rifiutò.
L’RQ-170 fu progettato come piattaforma di sorveglianza ad alta quota e, secondo quanto riferito, operava nello spazio aereo iraniano per esaminare le attività nucleari del Paese. Un certo numero di fonti statunitensi riconosce che l’Iran probabilmente chiuse il collegamento dati del drone facendolo atterrare, con l’esercito iraniano che aveva dato falsi GPS all’UAV per farlo atterrare in Iran. Si ipotizzò che l’Avtobaza 1L222, avanzato sistema di inganno radar che l’Iran acquisì dalla Russia, sarebbe la chiave del successo dell’operazione. Il fatto che il drone sia stato preso ed esaminato dal Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane quasi intatto, nonostante la quota estrema, indica che l’aeromobile fu fatto atterrare via telecomando. Mentre la perdita di ciò che era probabilmente il più sofisticato drone da ricognizione del mondo coi sistemi di guerra elettronica iraniana, fu l’imbarazzo principale degli Stati Uniti, il vero pericolo derivante dall’incidente era che alcune delle tecnologie stealth più avanzate in il mondo erano cadute nelle mani iraniane. Mentre la perdita di un caccia stealth F-117 in Serbia, abbattuto negli anni ’90, fu considerato un importante sconfitta dei programmi stealth statunitensi, con il relitto del caccia spedito in Russia per studiare la tecnologia stealth statunitense, l’RQ-170 rappresentava una perdita molto più grave, un aereo intatto e molto più avanzato cadeva nelle mani dei nemici. L’ex-vicepresidente statunitense Dick Cheney criticò l’incapacità dell’amministrazione Obama di intraprendere azioni contro l’Iran per impedirgli di studiare il drone, affermando che il presidente avrebbe dovuto immediatamente ordinare l’attacco aereo all’Iran per negargli la preziosa tecnologia. Cheney dichiarò: “La risposta giusta sarebbe stata entrare immediatamente dopo che era caduto e distruggerlo. Si può fare dall’aria… e in effetti avrebbe reso impossibile trarne beneficio catturando quel drone”. Considerando l’importanza della tecnologia persa, c’era forte motivo d’intraprendere tale azione.
L’acquisizione dell’Iran del RQ-170 ha avuto vaste conseguenze non solo per Teheran, ma anche per altri avversari degli statunitensi. Con l’Iran che ha una solida partnership con Corea democratica e Russia, è probabile che gli siano stati forniti i dettagli del drone, sviluppando contromisure verso le piattaforme stealth statunitensi e propri velivoli stealth. Pyongyang e Tehran hanno una lunga storia di condivisione tecnologica risalenti agli anni ’80 e l’opportunità di studiare l’RQ-170 potrebbe rivelarsi l’occasione preziosa per modernizzare le difese aeree del Paese contro gli aerei steatlh, con nuove piattaforme di difesa aerea nordcoreane come il KN-06, sviluppato per contrastare le capacità avanzate di furtività. Secondo quanto riferito, anche la Cina avrebbe beneficiato di accesso e studio del RQ-170, e nel giro di cinque anni dall’incidente il Paese testava propri droni avanzati stealth dalla forte somiglianza con la piattaforma statunitense. L’Iran aveva ampiamente studiato l’UAV e probabilmente con l’aiuto degli alleati, sviluppato numerose piattaforme di droni dalle avanzate capacità stealth. Secondo quanto riferito, due classi di UAV militari iraniani furono sviluppate dal RQ-170 e sono attualmente in servizio numerosi nella Divisione Aerospaziale dei Corpi delle Guardie Islamiche. Questi furono gli unici droni invisibili schierati da un esercito al di fuori del blocco occidentale e della Cina, anche se alcuni rapporti indicano che anche la Corea democratica abbia sviluppato simili droni stealth. Droni da ricognizione e d’attacco furtivi sono stati sviluppati dall’Iran, con piattaforme d’attacco che rappresentano una minaccia significativa per gli alleati degli Stati Uniti nella regione, Israele in particolare. Con l’esercito iraniano che espande la presenza in Siria a seguito del vuoto di potere nel Paese e dispiega mezzi ai confini d’Israele, un drone da ricognizione iraniano derivato dal RQ-170 effettuava missioni nello spazio aereo israeliano tra crescenti tensioni. L’ex-capo del Mossad Danny Yatom dichiarò: “È stata un’operazione sofisticata. L’UAV era quasi una replica esatta del drone statunitense caduto nel loro territorio. Se fosse esploso in Israele, potrebbe non essere stato possibile identificarlo come drone fabbricato dall’Iran“. Il drone stealth evitò ripetutamente diversi tentativi degli israeliani di usare le batterie di missili Patriot per abbatterlo, e la Forza di Difesa israeliana fu costretta ad affidarsi a un elicottero d’attacco per abbattere l’UAV.
Le conseguenze dell’incidente RQ-170 vanno ancora pienamente comprese dal blocco occidentale e dagli alleati. Con le forze armate statunitensi e di molti loro alleati dipendenti dalla tecnologia stealth per gli aerei da combattimento, lo sviluppo di avanzati sistemi antistealth basati sull’RQ-170 è destinato a minare la posizione degli Stati Uniti su più aspetti. Lo sviluppo di sistemi di armi antiaerei iraniani come i missili a lungo raggio Fakour 90 e Bavar-373 potrebbe trarre notevoli vantaggi dalla capacità di studiare la tecnologia stealth statunitense e di sviluppare misure per colpirle efficacemente. Anche il programma iraniano del caccia stealth, Qaher-313, beneficerà probabilmente delle tecnologie acquisite dal RQ-170, mentre i droni da combattimento avanzati basati sul progetto verranno dispiegati dalle forze iraniane in numero sempre maggiore. Il dispiegamento di queste piattaforme in Siria avrà gravi implicazioni per l’equilibrio del potere tra Iran e Israele, fornendo a Teheran le capacità di attacco a lungo raggio di cui mancava mel colpire l’avversario armato, armato pesantemente dagli Stati Uniti. Piattaforme derivate da queste tecnologie potrebbero presto apparire nel Mar Cinese Meridionale e nella penisola coreana.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una risposta a “I droni invisibili di Teheran”

  1. Iran is a very strong nation, and in recent years has really improved all military aspect. It is now very difficult to attack it without suffering heavy losses.

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