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5 volte che gli USA supportarono lo Stato islamico

MintPress, 12 luglio 2018

Tutti sanno che la politica estera degli Stati Uniti in Medio Oriente ha più a che fare con la destabilizzazione che con la diplomazia. Che si tratti di armare Stati terroristici come Israele e Arabia Saudita o distruggere Paesi come Libia ed Iraq, l’intervento statunitense è quasi sempre un disastro umanitario. A volte, tale politica ha persino incluso lo SIIL, il gruppo terroristico che Washington dichiara di contrastare. La ragione di ciò è che lo SIIL abilita gli obiettivi degli Stati Uniti. Non è un segreto che gli USA abbiano cercato di rovesciare il governo siriano democraticamente eletto da anni. Per favorire l’obiettivo, il regime degli Stati Uniti è più o meno allineato con quasi tutti i gruppi terroristici prossimi allo SIIL pubblicamente, come Jahbat al-Nusra. Eppure a volte tale alleanza si è estesa ai gruppi terroristici che in passato combattevano sotto la bandiera dell’esercito libero siriano. In molte situazioni, gli Stati Uniti hanno chiaramente lo SIIL. Spetta a voi decidere se tali istanze sono mere coincidenze o rappresentano un modello. Di seguito sono riportati i cinque casi più seri in cui gli Stati Uniti supportarono lo SIIL ed altri gruppi terroristici.

1. Combattere come aeronautica dello SIIL
Vi sono diverse istanze in cui gli Stati Uniti diedero supporto aereo a gruppi terroristici come lo SIIL, ma nulla è altrettanto ovvio, e terribile, come Dayr al-Zur nel 2016. Nel settembre 2016, la situazione umanitaria nella città di Dayr al-Zur era terribile: la più grande città della Siria orientale era completamente assediata dallo SIIL. I civili e i soldati siriani erano completamente dipendenti dai rifornimenti aerei. Poi, il 17 settembre, aerei da guerra statunitensi seguiti da aviogetti inglesi, danesi e australiani compirono vari attacchi aerei contro i difensori della città, l’Esercito arabo siriano. I raid aerei durarono circa un’ora e decimarono le posizioni cruciali dell’Esercito arabo siriano sulle colline che si affacciano sull’aeroporto Dayr al-Zur. Il Presidente Bashar al-Assad affermò che i raid aerei uccisero almeno 62 soldati siriani e ne ferì oltre 100. Subito dopo i raid aerei, i combattenti dello SIIL attaccarono le truppe siriane indebolite che difendevano le colline. Infine, lo SIIL superò le posizioni minacciando la base aerea e le città con circa 200000 residenti. Tali attacchi aerei particolari si verificarono durante un cessate il fuoco tra forze “ribelli” ed Eesercito arabo siriano. Dopo gli attacchi, il cessate il fuoco finì rapidamente. Mentre gli Stati Uniti affermarono che i raid aerei erano volti a colpire i combattenti dello SIIL, Russia e Siria la pensarono diversamente. Vitalij Churkin, ambasciatore russo all’ONU, dichiarò: “È assai sospetto che gli Stati Uniti abbiano scelto di condurre tale particolare attacco aereo in questo momento”, aggiungendo che tali attacchi che uccisero soldati siriani, non sembravano un errore. Il Presidente Bashar Assad disse che i raid aerei statunitensi presero di mira intenzionalmente l’Esercito arabo siriano.

2. Concessione di un passaggio sicuro allo SIIL con accordi segreti
Parlando dell’assedio dello SIIL a Dayr al-Zur, i combattenti dello SIIL furono di nuovo supportati dall’infame “Accordo di Raqqa”, accordo segreto tra le forze democratiche siriane (SDF) dirette dagli USA e lo SIIL. I combattenti dello SIIL circondati furono trasportati su camion attraverso il territorio delle SDF verso altre parti del Paese, tra cui Dayr al-Zur. I combattenti dello SIIL lasciarono l’area con armi e “famiglie”, compresi schiavi e bambini prigionieri. Se Stati Uniti e curdi intendevano mantenere l’accordo segreto per ovvi motivi, le notizie apparvero rapidamente quando gli autisti scontenti parlarono alla stampa. Dato che furono assunti con false pretese, i camionisti furono sorpresi scoprendo che il loro carico includeva terroristi armati pesantemente con cinture suicide. Secondo la coalizione statunitense, le SDF concessero il passaggio sicuro da Raqqa a soli 250 terroristi dello SIIL, ma tale numero è probabilmente una rozza menzogna. Talal Silu, ex-comandante delle forze democratiche siriane, afferma che circa 4000 combattenti dello SIIL furono trasportati dalla città con le famiglie e le armi. Silu sostiene anche che ufficiali statunitensi presero la decisione consultando le SDF, contraddicendo la narrativa statunitense secondo cui i comandanti delle SDF s’imposero sugli Stati Uniti

3. Fornire sofisticate armi anticarro ai gruppi terroristici
Di tutte le armi dell’arsenale dello SIIL, forse nulla è più devastante dei lanciamissili TOW made in USA. Tali missili anticarro a guida laser rendono estremamente difficile assicurare le aree controllate dai terroristi, perché negano in parte il vantaggio che carri armati e blindati forniscono alle forze che combattono i terroristi. Nel 2015, un video di propaganda dello SIIL presentava persino uno di tali TOW che distruggeva un moderno carro armato russo. Secondo un articolo del Washington Post del 2014, gli Stati Uniti diedero molti di tali lanciamissili ai gruppi ribelli auto-descritti “moderati” come Haraqat Hazam, che in seguito aderirono all’estremista Fronte del Levante. Nel caso di Haraqat Hazam, il gruppo aderì al Fronte del Levante solo un anno dopo aver ricevuto i lanciamissili TOW. Il Fronte del Levante era una vasta coalizione composta non da combattenti dello SIIL, ma da combattenti di altre numerose organizzazioni terroristiche.

4. Armare i terroristi con armi superficie-aria
Una delle armi più devastanti disponibili alle forze dello SIIL e vicine sono i MANPADS: lanciamissili antiaerei spalleggiabili. Ampie prove video mostrano combattenti di ogni gruppo terroristico, da SIIL ad al-Qaida in Siria, utilizzare tali armi con effetti devastanti. Un video mostra anche combattenti dello SIIL con lanciamissili Javelin. Mentre è possibile che tali armi siano state semplicemente catturate, alcune prove indicano che furono fornite dagli Stati Uniti. Molti esperti suggeriscono che Stati Uniti ed alleati hanno di nascosto fornito tali devastanti armi contraeree ai “ribelli” siriani. Una simile operazione sarebbe relativamente facile da nascondere in quanto gli Stati Uniti hanno grandi quantità di MANPADS sovietici saccheggiati in Iraq e Libia. Nutrendo ancora più sospetti, nel 2016, il Congresso degli Stati Uniti concesse l’autorità legale al presidente di fornire tali armi devastanti ai “moderati” ribelli siriani. Visto che i ribelli “moderati” includevano gruppi come al-Nusra e al-Qaida, tale nuova autorità è una grave escalation. Da quando fu approvata, ci furono due casi di alto profilo di forze jihadiste che usarono MANPADS per abbattere aerei da combattimento. RT e altri notiziari non occidentali suggerirono che MANPADS furono utilizzati negli attacchi originati dagli Stati Uniti anche se è impossibile determinare l’origine delle armi da semplici video di propaganda dei terroristi. Affidabilità plausibile molto conveniente.

5. Utilizzo di Turchia e Arabia Saudita come agenti di supporto allo SIIL
Forse il modo più ampio e oscuro con cui gli Stati Uniti aiutano SIIL ed altri gruppi terroristici attraverso intermediari come Turchia ed Arabia Saudita. Gli Stati Uniti fornirono ampi aiuti militari, intelligence e finanziari a tali regimi che poi inviavano risorse per far avanzare lo SIIL. Nei primi giorni dell’ascesa dello SIIL, la politica della frontiera aperta della Turchia fu lo strumento per i terroristi stranieri per invadere Iraq e Siria. In effetti, il coinvolgimento della Turchia con lo SIIL è così profondo che nel 2016 David Phillips, ex-ricercatore del dipartimento di Stato e della Columbia University, pubblicò uno studio completo sul sostegno della Turchia allo SIIL. Lo studio trovò le prove che la Turchia forniva equipaggiamento militare, trasporto, assistenza logistica, addestramento, assistenza medica ai combattenti dello SIIL. Ma non era tutto. Lo studio indicava che la Turchia sosteneva lo SIIL finanziariamente acquistando di petrolio e aiutandolo nel reclutamento. Il rapporto diceva anche che le forze turche combattevano a fianco dello SIIL (in particolare nella battaglia di Kobani). Phillips attribuiva ciò all’idea che Turchia e SIIL condividessero la visione del mondo. L’Arabia Saudita, altro alleato degli Stati Uniti, sostiene segretamente lo SIIL mentre vi si oppone pubblicamente. Secondo un rapporto del governo britannico, l’Arabia Saudita provvide allo SIIL finanziamenti importanti. Londra tentò di occultare il rapporto dato l’imbarazzo che poteva causare al governo del Regno Unito. Persino il neoconservatore Brookings Institute ammise che “il contributo dell’Arabia Saudita all’estremismo islamista ha superato di gran lunga quello dell’Iran”. Hillary Clinton, uno dei sostenitori più fedeli dell’Arabia Saudita negli Stati Uniti, ammise in privato che Riyadh sostiene lo SIIL. In un’e-mail del 2014, pubblicata da WikiLeaks, Clinton scrisse che “mentre questa operazione militare/paramilitare va avanti [in Siria], dobbiamo usare le nostre intelligence diplomatiche e tradizionali per fare pressione sui governi di Qatar ed Arabia Saudita, che forniscono supporto finanziario e logistico clandestino allo SUIL ed altri gruppi radicali sunniti della regione”. Clinton, naturalmente, è una sostenitrice aperta dell’armamento dei ribelli “moderati”.

Conclusione
Se Golfo del Tonchino, armi irachene o semplici colpi di Stato ed operazioni segrete che distruggono interi Paesi per interesse degli Stati Uniti sono americani quanto la torta di mele, cercare di mettere insieme le azioni di un governo così dedito a menzogna ed inganno è difficile. Ma ciò che sappiamo non dipinge una bella immagine degli Stati Uniti. Non importa come la girano, Stati Uniti ed alleati impiegano inesorabilmente terroristi per i loro interessi egoistici.

Traduzione di Alessandro Lattanzio