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L’avvertimento dell’Iran agli agenti finanziati dagli Stati Uniti

Tony Cartalucci, LDD, 19 gennaio 2021

La CNN riferiva nellìarticolo: “L’Iran giustizia il giornalista dissidente Rouhollah Zam”, la punizione rapida e severa dell’Iran per ciò che la compagnia mediatica nordamericana suggeriva essere “presunti tentativi di rovesciare” il governo iraniano. La CNN ignora le affermazioni iraniane secondo cui Zam e la sua operazione mediatica istigarono omicidi durante le proteste contro il governo iraniano nel 2017 e 2018 e cita invece il governo occidentale e gruppi di “diritti” finanziati da fondazioni aziendali che condannavano l’esecuzione. Verso la fine dell’articolo, la CNN menziona brevemente l’agenzia di stampa FARS che spiegò l’operazione di sicurezza condotta dall’Iran per catturare Zam in Francia e processarlo nell’articolo, “Riot Provocateur Rouhollah Zam Executed”. L’agenzia FARS News spiegò dettagli omessi dalla CNN come la menzione del gruppo Telegram di Zam di “Amad News” con cui collaborò istigando i disordini violenti. La Fars News Agency ha anche notato i legami di Zam con i governi occidentali che stavano sostenendo il suo lavoro. E mentre i media occidentali descrivono affermazioni e accuse dell’Iran contro Zam come abbellite o sproporzionate ala sua esecuzione, le avevano già ammesso su Zam e le sue attività in Iran. In un articolo del Daily Beast del 2018 intitolato “L’app che alimenta la rivolta in Iran, dove alcuni canali hanno istigato le violenze”, ammise che Zam creò “Amad News” e che: “Due canali sull’app di messaggistica crittografata Telegram, Amad News e Restart, sono diventati i principali attori nel discorso politico iraniano nelle ultime settimane. La figura più nota associata ad Amad News è Ruhollah Zam, mentre Restart è gestito da Mohammad Hosseini. Entrambi i canali furono accusati di incitamento alle violenze. Poi i dirigenti di Amad News annunciarono che la persona responsabile dell’istigazione alle violenze fu licenziata”. Il Daily Beast ammise persino che Zam, così come il collega agitatore Hosseini. erano coinvolti nella piattaforma multimediale Voice of America del dipartimento di Stato degli Stati Uniti, ammettendo: “Negli ultimi mesi, il gruppo Restart ebbe il sostegno del Bayan Media Network, il cui direttore Bijan Farhoodi lavorava con Voice of America (VOA). Inoltre, il programma Last Page sulla rete VOA TV, ospitato da Mehdi Falahati, spesso invitò Ruhollah Zam nelle sue trasmissioni. Non ci sono prove che ciò dimostri una connessione sistematica, ma è chiaro che Restart e Amad si garantirono potenti piattaforme per i loro programmi”. Mentre il Daily Beast, anche nel 2018, cercò di minimizzare il significato dell’operazione mediatica di Zam istigando le violenze, minando il governo iraniano e promuovendo disordini mentre appariva sulle reti mediatiche finanziate dal governo degli Stati Uniti, gli stessi politici statunitensi ammise in documenti politici dettagliati che questo fu precisamente il piano del governo nordamericano per rovesciare il governo iraniano.

Piani statunitensi per il cambio di regime iraniano
Il documento della Brookings Institution del 2009, “Quale strada verso la Persia? Opzioni per una nuova strategia nordamericana sull’Iran”, espone ampiamente tale piano nel capitolo 6 intitolato “Sostenere una rivolta popolare”. In tale capitolo, i responsabili delle politiche della Brookings spiegavano: “Gli Stati Uniti potrebbero svolgere più ruoli nel facilitare una rivoluzione. Finanziando e aiutando a organizzare i rivali interni del regime, gli Stati Uniti potrebbero creare una leadership alternativa per prendere il potere. Come sostiene Raymond Tanter del Comitato politico iraniano, studenti e altri gruppi “hanno bisogno di un sostegno segreto per le dimostrazioni. Hanno bisogno di fax. Hanno bisogno di accesso ad Internet, fondi per duplicare materiali e fondi per impedire ai vigilantes di picchiarli”. Oltre a questo, i media sostenuti dagli Stati Uniti potrebbero evidenziare le carenze del regime e rendere più evidenti i critici altrimenti oscuri. Gli Stati Uniti supportano già la televisione satellitare in lingua persiana. (Voice of America Persian) e radio (Radio Farda) che portano notizie non filtrate agli iraniani (negli ultimi anni, questi ebbero la parte del leone nei finanziamenti pubblici statunitensi per promuovere la democrazia in Iran). La pressione economica degli Stati Uniti (e forse anche militare) può screditare il regime, rendendo la popolazione affamata di una leadership rivale”. I piani degli Stati Uniti per organizzare la rivolta erano chiaramente pensati per essere combinati con la pressione militare ed economica, due componenti in contrasto col diritto internazionale e che rappresentano una minaccia esistenziale costante per leadership e popolazione dell’Iran. La morte di generali e scienziati iraniani negli ultimi mesi evidenzia quanto siano reali gli sforzi per il cambio di regime degli Stati Uniti e la lotta mortale in cui si trova l’Iran.

L’esecuzione di Zam nel contesto: minaccia esistenziale all’Iran
L’Iran è circondato da nazioni, Iraq e Afghanistan, attualmente occupate dalle forze statunitensi che vi uccisero decine di migliaia di persone, sfollato milioni e creato durevoli difficoltà socio-politiche ed economiche in Iran. Il coinvolgimento di Zam in questo piano lo implicava chiaramente per tradimento, definito da Merriam-Webster come: (sostantivo) il reato di tentare con atti palesi di rovesciare il governo dello Stato a cui l’autore del reato deve fedeltà”, e il tradimento è imperdonabile considerando i risultati di simili operazioni di cambio di regime sostenute dagli Stati Uniti nei vicini Iraq e Afghanistan. Senza questo contesto, i media occidentali tentano deliberatamente non solo di nascondere ciò che Zam fece all’Iran, al suo governo e al suo popolo, ma allo stesso tempo tenta di sostenere gli sforzi degli Stati Uniti per il cambio di regime contro l’Iran, dipingendo la nazione come un brutale regime piuttosto che governo deciso ad impedire che il proprio popolo subisca la stessa sorte che in Iraq, Afghanistan e recentemente Libia e Siria. Per l’Iran, il messaggio inviato dall’esecuzione di Zam è chiaro: chi è coinvolto nel cambio di regime in Iran sostenuto dagli Stati Uniti, gli sforzi volti a distruggere l’Iran nello stesso modo con cui gli Stati Uniti distrussero Afghanistan, Iraq, Libia e Siria, la pagheranno al massimo. Prezzo e promesse di protezione, profitti e fama dall’occidente non sono delle garanzie.

Tony Cartalucci, ricercatore e scrittore di geopolitica di Bangkok.

Riferimenti:
CNN – L’Iran ha giustiziato il giornalista dissidente Rouhollah Zam
Fars News Agency – Giustiziato il provocatore delle sommosse Rouhollah Zam
Daily Beast – L’app che alimenta la rivolta in Iran, dove alcuni canali hanno spinto alla violenza
Brookings Institution – Which Path to Persia ?, Capitolo 6: Supporting a Popular Uprising (pagina 103, PDF)

Traduzione di Alessandro Lattanzio