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Cosa ha sconfitto l’occidente nella lotta all’epidemia?

Ai Jun, Global Times 19 gennaio 2021Il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung pubblicava un articolo in cui afferma che la Cina ha vinto la competizione sui sistemi sociali. Il commento, scritto da due studiosi tedeschi, era esplicito: il sistema cinese, sebbene “autoritario”, ha “molto successo”. Spiegava che finché una società può raggiungere i seguenti obiettivi: migliorare il benessere sociale, aumentare le scelte di consumo, salvaguardare la sicurezza domestica, promuovere l’istruzione e fornire una buona assistenza sanitaria, il popolo sosterrà e si fiderà del sistema anche se la loro influenza nel processo decisionale è limitato. Ciò può “in parte garantire la legittimità” del sistema sociale. Votare alle elezioni non è l’unico modo per avere voce in politica. L’opinione pubblica del popolo cinese viene ascoltata in vari modi nella definizione delle politiche del Paese. Il sistema di responsabilità ne è la prova. Un certo numero di funzionari cinesi fu ritenuto responsabile della scarsa risposta all’epidemia e il numero è molto più alto che nei Paesi occidentali. Dopo aver confrontato le differenze nella lotta contro il COVID-19 e le prestazioni economiche durante la pandemia, l’articolo concluse che la Cina è la vincitrice della competizione dei sistemi nel 2020. Tuttavia, con una netta svolta, notava che non è la “democrazia” a fallire ma Paesi come gli Stati Uniti, guidati da governi autoritario-populisti.
L’editoriale mostrava un’obiettività rara e relativa tra gli studiosi e i media occidentali. Sebbene abbia certo pregiudizio e incomprensione del sistema cinese, almeno affrontava la realtà, riconoscendo che il successo di un sistema sociale non va definito dall’ideologia, ma se può stimolare lo sviluppo e resistere alle crisi. Ma l’introspezione degli autori smise di indagare sui problemi mentre cercavano di attribuirne la colpa all’ascesa del populismo negli Stati Uniti. Certo, la democrazia ha parecchi vantaggi, ma non è una panacea. I suoi problemi, tra cui la scarsa efficienza della governance dovuta all’eccessiva enfasi su controlli ed equilibri, lotte intestine politiche grazie al sistema elettorale e politici che si concentrano solo su benefici a breve termine per se senza elaborare politiche a lungo termine per risolvere i problemi sociali, furono svelati dalla pandemia. Nei Paesi occidentali, la cosiddetta democrazia ha portato anche al populismo, la ragione fondamentale per cui alcune élite occidentali a lungo ignorarono i bisogni della gente. Il populismo consiste in un sentimento antielitario. Gli appelli alla base sono spesso spenti in un sistema democratico occidentale. Il sistema elettorale è un gioco per coinvolgere più elettori. Il nuovo governo nordamericano prevede di offrire uno status legale a 11 milioni di immigrati privi di documenti. Dimostra che vincere le elezioni avviene prima di tutto nel sistema statunitense. Il populismo, che ha contribuito a incoronare Donald Trump, è oggi incolpato. Eppure tutto iniziò dal divario crescente tra ricchi e poveri. Quando gli studiosi tedeschi usano il governo populista degli Stati Uniti come capro espiatorio, ignorano la vera domanda: senza affrontare la crescente disuguaglianza in un sistema occidentale, ci sarà un secondo Trump in futuro?
L’articolo poneva la questione del sostegno e fiducia della gente uando si tratta di giudicare la legittimità di una società. A questo proposito, i dati parlano più delle parole. Secondo un sondaggio condotto nel 2020 dalla società di consulenza di marketing e pubbliche relazioni globale degli Stati Uniti Edelman, il 95% dei cinesi si fida del proprio governo, mentre il governo degli Stati Uniti aveva un’approvazione solo del 48%. Quali altre scuse avrà il mondo occidentale per mettere in dubbio la legittimità del sistema cinese? Se l’occidente, in particolare gli Stati Uniti, faro della democrazia, percepisce effettivamente la crisi e non vuole perdere la concorrenza, dovrebbe smetterla di seppellire la testa nella sabbia.

Traduzione di Alessandro Lattanzio