Crea sito

Perché la Russia supererà facilmente la crisi imminente

Aleksandr Rodzhers, Stalker Zone, 15 gennaio 2021Ogni volta che scrivo dello stato deplorevole dell’economia nordamericana e del possibile crollo nella crisi imminente, nei commenti i cittadini russi preoccupati chiedono cosa aspettarsi e come prepararsi. In realtà, hanno ragione a chiederselo. È immediatamente evidente per chi ha già sperimentato il 1991, 1998 e 2007. Uno bastonato vale due volte chi non lo è stato. Ma questa volta, dal mio punto di vista, non è necessario prendere misure straordinarie, perché la crisi colpirà la Russia molto meno di prima. E ora cercherò di spiegare perché. Quindi, proviamo a considerare l’economia della Federazione Russa non da parametri standard come il PIL, ma da stabilità e resistenza allo stress. Mi fu insegnato che le tre posizioni principali in cui l’economia di qualsiasi Stato (se non è il Liechtenstein) sia autosufficiente sono:
cibo;
energia;
armi.
La Russia va bene sul cibo. È esportatrice netta in tutte le principali aree: grano, carne e persino zucchero (conosco i problemi col fondo per le sementi, ma so anche cosa si fa per risolvere tali problemi, e sono già stati risolti). E l’aumento dei prezzi dello zucchero lo scorso anno non fu perché il raccolto di barbabietola fosse basso, ma perché troppo fu dato all’esportazione (ma il problema era già risolto, fissando il prezzo). Pertanto, le fluttuazioni nei mercati mondiali non possono influire sulla nostra sicurezza alimentare. D’altro canto, se introduciamo improvvisamente quote di esportazione, è facile. Ho quasi dimenticato. C’è un elemento in cui la sostituzione delle importazioni (secondo i rapporti ufficiali) non è completato: la frutta. Ebbene, gli avocado (e altri frutti esotici) non crescono nell’Artico. Ma questa non è più questione di sopravvivenza, ma di “concedersi diversità”. Poiché pensiamo a una situazione potenzialmente di crisi, non è essenziale.
Coll’energia allo stesso modo. Tutte le risorse necessarie, idrocarburi e/o produzione di uranio per centrali nucleari, vengono estratte e prodotte qui in quantità sufficienti. Lo stesso “Nord Stream 2” è più necessario agli europei che a noi (ecco perché i tedeschi combattono disperatamente coi nordamericani, che cercano di fermarne la costruzione). E infine le armi. Anche qui la Russia va bene, è uno dei maggiori esportatori di armi al mondo. Inoltre, la Russia produce armi di tutto lo spettro: dalle armi leggere agli aerei, navi e missili.
Come possiamo vedere, tutte e tre le direzioni strategiche sono seguite in modo completo e sicuro. Sopravviveremo sicuramente. Allo stesso tempo, la Russia è specializzata in una serie di ambiti in cui non ha concorrenti. Ad esempio, costruisce centrali nucleari non solo in patria, ma anche in altri Paesi (e dopo il fallimento di “Westinghouse”, Rosatom ha solo due concorrenti nel mondo). E motori a razzo, laser e fibre ottiche. E il secondo posto nella cantieristica navale nel mondo (era il terzo, ma poi la pandemia ha improvvisamente aiutato). Si può continuare abbastanza a lungo in effetti. L’economia russa non solo è estremamente stabile (rispetto alla maggior parte delle altre, anche sugli indicatori macroeconomici), ma è anche integrata nell’economia mondiale non come un’appendice da materie prime (come alcuni vorrebbero), ma a modo suo. In quei settori in cui abbiamo posizioni forti, sia storicamente che dagli ultimi anni. Ancora una volta, una grande riserva aurea, l’assenza di titoli di debito nordamericani in bilancio, una significativa diminuzione dei dollari nelle riserve: è difficile essere più preparati alla crisi di quanto lo sia già la Russia.
Quindi “lasciate che la tempesta soffi forte”. Saranno spazzati via e cercheremo di non prendere il raffreddore al loro funerale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio