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La Cambogia demolisce la base costruita dagli Stati Uniti

Joseph Thomas, LDD, 6 gennaio 2021Per la seconda volta, la Cambogia ha demolito una struttura navale costruita negli Stati Uniti presso la base navale di Ream, gestita dalla Royal Cambodian Navy. La struttura, costruita nel 2017, era un edificio per la manutenzione di imbarcazioni relativamente piccole. L’agenzia Voice of America, finanziata dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti, nell’articolo intitolato “La Cambogia demolisce la seconda struttura costruita negli Stati Uniti alla base navale di Ream”, notava: “Il Ministro della Difesa cambogiano affermava che un’altra struttura costruita negli Stati Uniti presso la base navale di Ream fu demolita di recente, confermando le immagini satellitari rilasciate da un think-tank all’inizio di questa settimana”. L’articolo notava: “L’ambasciata nordamericana a Phnom Penh espresse disappunto per la demolizione delle strutture che aveva finanziato presso la base navale di Ream.”Siamo delusi dal fatto che le autorità militari cambogiane abbiano demolito un’altra struttura di sicurezza marittima finanziata dagli Stati Uniti, senza notifica o spiegazione”, disse il portavoce dell’ambasciata statunitense Chad Roedemeier”. I media statunitensi e il Centro per gli studi strategici e internazionali di Washington che per primi svelarono la storia ipotizzarono che la mossa fosse in preparazione di strutture costruite dai cinesi al loro posto, sebbene la Cambogia lo smentisse. Le incursioni della Cina in Cambogia, in particolare se di natura militare, freneranno i tentativi statunitensi di riaffermarsi nella regione indo-pacifica. Forniranno anche alla Cina una posizione strategica per proteggere il traffico commerciale (principalmente di merci di fabbricazione cinese per l’estero e materie prime per casa), soprattutto se ci saranno progressi riguardo la Thailandia e il tanto discusso Canale Kra o ponte alternativo che consenta alle navi di aggirare il lungo viaggio presso Singapore e attraverso lo stretto di Malacca, a più di 1.00 km a sud.

Spiegando l’inclinazione innegabile della Cambogia verso Pechino
Indipendentemente dal fatto che la Cambogia sostituisca o meno le strutture statunitensi con quelle costruite dalla Cina, ciò non può essere negata e questo è il vero perno da ovest a est che la Cambogia ha seguito negli ultimi anni. I legami in espansione tra Cambogia e Cina furono stimolati ulteriormente dalle strategie coercitive adottate da Washington nel tentativo di arrestare o invertire questa tendenza. Una pressione simile sulla Cambogia da parte dell’Unione Europea suscitò le dichiarazioni di Phnom Penh promettendo apertamente di sostituire eventuali lacune commerciali con legami sempre più stretti con la Cina. Le tensioni ribollenti sono illustrate al meglio da un episodio a fine 2019 menzionato in un articolo di Reuters intitolato “Il premier cambogiano dice che la Cina è pronta ad aiutare se l’UE impone sanzioni”, che dichiarava:”La Cina aiuterà la Cambogia se l’Unione Europea (UE) ritirerà l’accesso speciale al mercato per i diritti, dichiarava il primo ministro cambogiano Hun Sen mentre annunciava un pacchetto di aiuti cinesi da 600 milioni di yuan (89 milioni di dollari) per i militari”. Ultimamente, l’UE continuava ad attribuire obblighi politici alle relazioni economiche con la Cambogia, incoraggiando ulteriormente legami più stretti tra essa e la Cina. DW in un articolo intitolato “L’UE impone sanzioni alla Cambogia sui diritti umani”, affermava: “L’UE “non starà a guardare mentre la democrazia viene erosa”, disse il capo diplomatico del blocco Josep Borrel mentre annunciava sanzioni commerciali alla Cambogia. Il Paese asiatico era governato dall’uomo forte Hun Sen per 35 anni”. L’articolo citava Kem Sokha e il suo partito politico sciolto come questione chiave su cui l’occidente fa pressioni sulla Cambogia. Ma ciò che non viene menzionato è l’ampio sostegno statunitense ed europeo che creò e diresse il partito di opposizione di Kem Sokha negli anni, costituendo un’interferenza straniera negli affari interni della Cambogia, questione affrontata direttamente dal Primo ministro Hun Sen, come osserva l’articolo: “Il leader della nazione Hun Sen, che governa la Cambogia dal 1985, in precedenza affermò che il Paese “non chinerà la testa” alle critiche dell’UE. Anche affermò che è più importante mantenere indipendenza e sovranità che mantenere privilegi commerciali” Mentre Stati Uniti ed UE insistevano che tale pressione era dovuta alle “preoccupazioni sui diritti umani”, in realtà finanziavano e sostenevano figure dell’opposizione come Kem Sokha in Cambogia per decenni nella speranza di cacciare l’attuale governo di Phnom Penh. del primo ministro Hun Sen, sostituendolo con un regime filo-occidentale.

Effetto valanga del multipolarismo
L’offerta della Cina su commercio, investimenti, materiale militare e sviluppo di infrastrutture in assenza di interferenze politiche occidentali cambiava il quadro a Phnom Penh sempre più a favore del continuo spostamento da ovest a est. Ciò che favorisce la Cambogia è il fatto che la Cina cresce economicamente sia nella regione che nel mondo. Allo stesso tempo, l’occidente, che insiste sulle sue datate e coercitive politica estera e relazioni internazionali, svanisce economicamente e persino militarmente. Quando nazioni come la Cambogia esprimono sulla scena globale indifferenza per le minacce occidentali e paiono o addirittura sono disposte a sostituire i divari commerciali lasciati da testardaggine e coercizione occidentali col maggiore commercio con la Cina, invia il segnale ad altre nazioni nella regione e nel mondo che tollerare tali testardaggine e coercizione non serve più. Mentre le nazioni più piccole un tempo timorose della pressione occidentale e persino delle ritorsioni iniziano a uscire dall’ombra della formidabile egemonia globale di Washington, il processo di trasformazione del mondo da ordine unipolare dominato dall’occidente a uno multipolare non farà che accelerare ulteriormente. La decisione della Cambogia di abbattere una struttura piuttosto semplice non avrebbe fatto notizia in occidente, ma a quanto pare la realizzazione di quanto gli Stati Uniti abbiano alienato la regione potrebbe finalmente iniziare ad approfondirsi. Ciò che resta da vedere è se Stati Uniti ed alleati europei sapranno riconoscere i cambiamenti delle maree globali in atto e trovare un posto costruttivo in questo nuovo mondo per collaborare con altre nazioni piuttosto che insistere a governarle, una prospettiva quasi del tutto relegata alla storia.

Joseph Thomas è redattore capo della rivista di geopolitica thailandese The New Atlas e collaboratore della rivista online “New Eastern Outlook”.

Riferimenti:
VOA – La Cambogia demolisce il secondo impianto costruito negli Stati Uniti presso la base navale di Ream
Reuters – Il premier cambogiano afferma che la Cina è pronta ad aiutare se l’UE impone sanzioni
DW – L’UE impone sanzioni alla Cambogia sui diritti umani

Traduzione di Alessandro Lattanzio