I prestiti cinesi all’Africa ne proteggono la sovranità

Yang Sheng, Global Times, 12 /7/2018

Gli investimenti e i prestiti della Cina nei Paesi africani sono volti ad aiutarli a migliorare le infrastrutture di base, aumentare la produttività e raggiungere l’autosufficienza, e secondo gli analisti ciò differisce da anni di aiuti dagli occidentali. Alcuni media e politici occidentali recentemente creavano la frase “diplomazia del debito” per accusare la Cina di “colpire le nazioni indebitate” e “sottostimarne la sovranità”. Secondo la CNN, un nuovo rapporto del dipartimento di Stato USA afferma che “il governo cinese fa leva su miliardi di dollari di debito per influenzare i Paesi in via di sviluppo“. “Tale frase “diplomazia del debito” dimostra che l’occidente è nervoso sulla cooperazione Cina-Africa. “La diplomazia dei debiti” è ciò che fecero in Africa per decenni, ma ora la Cina aiuta le nazioni africane a liberarsi della “trappola del debito” occidentale“, dichiarava Wang Yiwei, direttore dell’Institute of International Affairs dell’Università Renmin di Pechino. L’occidente ha lasciato ai Paesi africani un pesante debito sui progetti e non ne ha avvito lo sviluppo sostenibile, o ad aumentarne la produttività permettendone l’autosufficienza, osservava Wang. “I Paesi occidentali volevano che l’Africa diventasse il loro fornitore di materie prime, pur mantenendo l’influenza post-coloniale sul continente, impedendo ai Paesi africani di realizzare la propria industrializzazione“, dichiarava Wang. La Cina, d’altra parte, aiuta le nazioni a muoversi verso l’autosufficienza e l’industrializzazione. All’occidente non piace, motivo per cui tenta di diffamare la Cina, aggiungeva Wang.
Xu Weizhong, Vicedirettore dell’Istituto di studi sull’Asia occidentale e africana dell’Istituto cinese di relazioni internazionali, affermava che “l’Africa ha bisogno di molti investimenti per costruire infrastrutture, e i prestiti della Cina, che hanno aumentato il debito dei Paesi africani, sono necessari per il loro sviluppo“. L’assistenza della Cina all’Africa differisce da ciò che offre l’occidente. La Cina ha un “principio fondamentale”; rispettare la volontà e le condizioni dei Paesi africani. La Cina non ha mai costretto i Paesi africani ad accettare prestiti su grandi progetti infrastrutturali oltre la capacità di ripagarli, indicava Wang. “Cina ed Africa hanno percorso un cammino straordinario nello sviluppo delle relazioni e della cooperazione, e i nostri popoli ne hanno beneficiato enormemente“, notava il Viceministro degli Esteri Chen Xiaodong alla cerimonia di apertura del 7.mo Forum dei pensatoi Cina-Africa a Pechino, il 4 luglio. “Una minoranza di occidentali è accecata da “orgoglio e pregiudizio” e sceglie di non vedere… forse è ciò che chiamano “acini d’uva”?” affermava Chen

L’occidente è il maggiore detentore del debito
I dati mostrano che i Paesi ed organizzazioni occidentali sono i maggiori proprietari del debito africano, non la Cina, affermava Shen Shiwei, ricercatore dell’Istituto Charhar e ex-consulente aziendale e du relazioni governative delle imprese cinesi in Africa, in un articolo su CGTN. La ricerca della SAIS e della China Africa Research Initiative della Johns Hopkins University dimostrano che la Cina ha erogato prestiti per 114,4 miliardi di dollari all’Africa dal 2000-2016, l’1,8% del debito estero totale dell’Africa. “FMI e Banca Mondiale possiedono il 36% del debito africano: tali istituzioni finanziarie multilaterali e altri investitori giganti europei e statunitensi hanno una leva molto più forte”, osservava Shen. “Per ragioni storiche, l’occidente ha molti interessi in Africa, quelli ragionevoli dovrebbero essere rispettati quando collaboriamo con l’Africa, ma per quelli irragionevoli, Cina e Stati africani dovrebbero continuare a rispettarli?” Prima di accusare la Cina, l’occidente dovrebbe pensaci attentamente“, notava Xu.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Un commento su “I prestiti cinesi all’Africa ne proteggono la sovranità

  1. Antonio CUNO il said:

    Di certo affidarsi all’influenza cinese risulta migliore a quella fornita fino adesso dalle potenze Occidentali, sperando che l’Africa non salti dalla padella alla brace…

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