Crea sito

La fine dell’URSS mostra che i comunisti non devono mai smettere di difendere il socialismo realmente esistente

Rainer Shea

I comunisti di tutto il mondo possono prendere la grande tragedia della caduta dell’Unione Sovietica e farne un’esperienza di apprendimento. Possiamo studiare le decisioni nella leadership del Paese che permisero a Washington di attuare il colpo di stato imperialista del 1989-1991, ed evitare gli equivalenti passi falsi mentre svolgiamo il nostro lavoro rivoluzionario. Qual è un riassunto del perché l’URSS non seppe resistere alla sovversione dell’imperialismo? Xi Jinping, molto più istruito nel marxismo di me, afferma: “Perché l’Unione Sovietica si è disintegrata? Perché il Partito Comunista dell’Unione Sovietica andò a pezzi? Un motivo importante è che nel dominio ideologico la concorrenza è feroce! Ripudiare completamente l’esperienza storica dell’Unione Sovietica, ripudiare la storia del PCUS, ripudiare Lenin, ripudiare Stalin significò distruggere l’ideologia sovietica e dedicarsi al nichilismo storico. Fece sì che le organizzazioni del Partito a tutti i livelli avessero a malapena una funzione. Privò il partito della leadership militare. Alla fine il PCUS, grande partito, si disperse come una mandria spaventata! L’Unione Sovietica, grande Paese, si frantumò. Questa è una lezione del passato!”

Kim Jong Il, altro grande studioso marxista, lo spiegò in modo simile, dicendo che l’URSS e la DDR caddero perché “trascurarono l’istruzione di classe e abbandonarono la lotta di classe. Dopo aver assunto il potere statale, Krusciov indebolì la funzione della dittatura dello Stato come arma della lotta di classe. Di conseguenza, il socialismo non poté essere difeso in Unione Sovietica”. In breve, la struttura del potere sovietico cedette alla pressione dei golpisti imperialisti perché l’integrità di questa struttura fu sistematicamente degradata. Lo fu perché la dittatura del proletariato venne abbandonata. Questo è la prima lezione piuttosto semplice per i marxisti: non abbandonare la dittatura del proletariato (cioè la democrazia operaia) o lasciare che i revisionisti ne indebolissero la struttura. Ma perché il campo revisionista di Krusciov poté in primo luogo a sferrare tale attacco all’integrità della democrazia proletaria del Paese? Come scrisse Mao Zedong, le narrazioni che questo campo presentò per giustificare le proprie azioni erano chiaramente false e ipocrite: “La cricca revisionista di Krusciov abolisce la dittatura del proletariato dietro il camuffamento dello ‘Stato del popolo’, cambiando il carattere proletario del Partito Comunista dell’Unione Sovietica col camuffamento del ‘partito dell’intero popolo’, spianando la via alla restaurazione del capitalismo dietro tale ‘grande costruzione comunista’”. Tali bugie furono costruite su una peggiore precedente bugia. Una bugia di cui i propagandisti imperialisti e gli ideologi anticomunisti di oggi usano in versione aggiornata per sostenere la dissoluzione dei moderni Stati socialisti. La menzogna secondo cui Stalin era colpevole della di atrocità di cui i propagandisti borghesi lo accusano, e implicitamente che la dittatura marxista-leninista del proletariato che Stalin sosteneva andava rigettata a favore di qualcosa di più “democratico”. Questa era la narrazione derivata dal “discorso segreto” di Krusciov, che presumibilmente implicava Stalin in una miriade di crimini.
Se incontrate i tizi che accusano la Cina di aver commesso un “genocidio” contro gli uiguri dello Xinjiang, che ritraggono Kim Jong Un come autocrate che commette regolarmente crimini di guerra contro il suo popolo, che dipingono Cuba come Stato “totalitario” oppressivo senza democrazia, che dipingono Vietnam e Laos come non democratici, vedrete sicuramente i paralleli moderni che illustro. Come il modo in cui le affermazioni di Krusciov si sono dimostrate false, tali affermazioni sui Paesi socialisti moderni sono state smentite o evocate dal nulla da propagandisti infingardi. Ma chi cerca di minare il socialismo continua a usarle, per lo stesso motivo per cui Krusciov e gli imperialisti che ne sostennero le riforme anti-leniniste usarono le falsità su Stalin.
Ciò che vediamo in tale moderna propaganda e sovversione anticomuniste non è una novità. Washington li usò tutti durante la precedente guerra fredda. Nella missione per distruggere l’Unione Sovietica, gli imperialisti iniziarono inventando bugie sullo spauracchio comunista da Stalin. Poi, quando gli opportunisti nella leadership sovietica furono disposti a ripetere tali bugie, gli imperialisti convinsero tali leader a eccessive concessioni alle forze del capitale (smantellamento della dittatura proletaria, ripristino parziale del capitalismo in Russia, ecc.). Poi, quando tali riforme pro-capitaliste esacerbarono i problemi dell’economia della Russia che le grandi spese difensive crearono, gli imperialisti descrissero ciò come prova che il “socialismo aveva fallito” e istigarono i controrivoluzionari che videro la situazione economica come giustificazione per smantellare l’Unione Sovietica. Gorbaciov fu alla fine di tale lento omicidio.
Il problema di Washington è che ora i leader delle cinque nazioni marxiste-leniniste Cina, Corea, Cuba, Vietnam e Laos non cedono alla pressione come l’URSS. Xi Jinping non vuole lo smantellamento della dittatura del proletariato per dimostrare ai propagandisti imperialisti che la Cina si “democratizza”, e anche i leader delle altre nazioni socialiste non fanno nulla di altrettanto ridicolo. Queste nazioni resistono alla calunnia perpetua contro di esse e di conseguenza si adeguano a preservare l’integrità delle proprie istituzioni. In questo modo, si potrebbe dire che i leader degli Stati socialisti di oggi hanno imparato dagli errori della leadership sovietica. È una sorpresa quando possono citare due importanti leader post-sovietici di queste nazioni, insieme al grande insegnante marxista Mao, nel concordare sul fatto che Krusciov fosse un revisionista? Per chi apprese il marxismo abbastanza da guidare un Paese socialista, gli errori che abbatterono l’Unione Sovietica appaiono di dominio pubblico. Sui comunisti che lavorano per rovesciare gli Stati capitalisti in cui vivono, assorbire la stessa lezione sarà cruciale per la sopravvivenza dei loro progetti rivoluzionari. Questa lezione la sia ammettendo le menzogne che gli imperialisti promuovono, quando non si contrastano le bugie anticomuniste, esse lavoreranno per la disfatta in modo insidioso.

Traduzione di Alessandro Lattanzio