Quando il Re Sole, non volle essere anche ‘Re della Sicilia’

Alessandro Lattanzio, 16/03/2010Nell’agosto 1674, durante la guerra tra la Francia e l’Olanda, alleata della Spagna, la città di Messina si ribellò agli spagnoli. Sottoposta al blocco dal viceré spagnolo di Napoli, i cittadini messinesi chiesero l’aiuto di Luigi XIV, re di Francia. Questi accettò la richiesta e inviò una flotta in Sicilia, al comando di Valbelle. La flotta scortava un convoglio per rifornire di frumento i ribelli siciliani. Gli spagnoli cercarono subito di impedire il passaggio del convoglio. Nel frattempo l’Olanda decise di aiutare gli spagnoli, nemici del loro nemico, Luigi XIV, e inviarono anche loro una flotta nel Mediterraneo, al comando del famoso e illustre ammiraglio Michiel De Ruyter. Nella lettera del 26 luglio 1675. inviata a De Ruyter, vi era l’ordine di trovare: “… la flotta spagnola, congiungere le due flotte, e con la benedizione di Dio, riportare Messina all’obbedienza al re di Spagna.” Ma la flotta olandese era piccola e mal equipaggiata; per gli olandesi il Mediterraneo era di scarso interesse. Inoltre, De Ruyter era un avversario dello Statholder, il reggente dei Paesi Bassi, e perciò gli venne affidato il comando di una flotta con una missione generalmente ritenuta impossibile.

La battaglia navale di Stromboli
La battaglia navale di Stromboli, conosciuta anche come seconda battaglia navale di Stromboli o battaglia navale di Milazzo, si svolse l’8 gennaio 1676. La flotta francese, comandata da Abraham Duquesne, affrontò la flotta olandese comandata da De Ruyter. Le due flotte, che andavano verso sud-ovest (in direzione di Palermo) erano distanti tra loro un miglio e mezzo. I francesi, avvantaggiati dal vento, scelsero il momento dell’attacco. Le due linee si cannoneggiarono, ma senza risultato. Di notte, le galee spagnole cercarono di attaccare la nave Le Sceptre, del futuro ammiraglio Tourville, che le respinse. Gli olandesi proseguirono la loro rotta per Palermo, mentre i francesi presero il largo verso Stromboli. Questa battaglia non ebbe risultati strategici.

La battaglia navale di Augusta
Battaglia navale di Augusta ebbe luogo il 22 aprile 1676, al largo dell’omonima città. In essa si affrontarono una flotta francese contro una flotta combinata spagnola e olandese. Louis de Rochechouart, duca di Vivonne, nuovo comandate della squadra francese, catturò Augusta il 12 agosto 1675, essendo essa una stazione di rifornimento e base di controllo della costa orientale della Sicilia. Il 20 dicembre 1675 gli olandesi giunsero a Milazzo e nel gennaio 1676, affrontarono i francesi, a Stromboli, ma senza esito. Il 22 aprile 1676 la flotta francese, al comando di Abraham Duquesne, lasciò Messina e navigò verso Augusta. Da sud giunse la flotta ispano-olandese, e rapidamente iniziarono a formare le loro linee di battaglia. La flotta ispano-olandese cercò di tagliare la rotta della flotta francese. Così furono le avanguardie a iniziare la battaglia. Tre comandanti francesi vennero messi fuori combattimento: Alméras e Tambonneau furono uccisi, mentre Cogolin venne gravemente ferito; l’avanguardia francese rischiò di andare in pezzi. Valbelle riprese il comando della flotta, ripristinando l’ordine di battaglia. Nel frattempo, la squadra centrale spagnola rimase distante dallo scontro e non poté intervenire. Duquesne invece si avvicinò a tutta forza, cercando di attaccare la squadra olandese di De Ruyter. L’ammiraglio olandese abbassò le vele, facendo filare avanti la linea francese. Ma così la nave ammiraglia olandese, l’Eendracht, si trovò ad affrontare sia il vascello di Duquesne, il Saint Esprit, che anche i vascelli Sceptre, di Tourville e Saint Michel, di Preuilly. Le tre navi francesi attaccarono la nave di Ruyter, che venne gravemente ferito. Solo tre navi olandesi si avvicinarono in soccorso della loro ammiraglia, fermando i francesi e sfidandoli a subire l’arrembaggio. Il duello delle artiglierie continuò fino a sera. La mattina successiva, il 23 aprile, gli ispano-olandesi si diressero a Siracusa, mentre i francesi tornarono a Messina il 29, per ordine di Vivonne, ora vicerè di Sicilia. Quello stesso giorno, De Ruyter morì per le ferite subite, a Siracusa. “Un uomo che ha fatto onore al genere umano“, disse lo stesso Re Sole.

La battaglia navale di Palermo
Il 2 giugno 1676 la flotta ispano-olandese, mentre era ancorata nel porto di Palermo, fu attaccata dalla flotta francese comandata da Louis de Rochechouart, Duca di Vivonne. Il duca era particolarmente amato dall’aristocrazia messinese, tanto che non poté partecipare alle precedenti battaglie, perché veniva sempre invitato alle feste e ai balli indetti in suo onore. E di certo, Vivonne non si sottrasse a questi ‘impegni’; amava ballare e il buon cibo. Ma nonostante questo aspetto, a Palermo dimostrò di essere tutt’altro che un molle cortigiano. Infatti, la squadra francese, composta da nove vascelli, sette galee e cinque brulotti (piccole navi cariche di esplosivo), affrontò 17 vascelli olandesi e 10 spagnoli. Vivonne era un maestro dell’impiego dei brulotti, e i cinque utilizzati dai francesi inflissero gravi perdite agli ispano-olandesi: questi persero otto navi e 650 marinai, tra cui quattro ammiragli olandesi, compreso il Viceammiraglio Jan den Haen, successore di De Ruyter al comando della flotta olandese. Luigi XIV era diventato il padrone del Mediterraneo. Ma subito dopo, ritenendo il teatro siciliano secondario, nella sua guerra contro l’Olanda e la Spagna, abbandonò la Sicilia, riconsegnandola alla vendetta degli spagnoli.

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