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La svolta decisiva del 17 luglio 1941

Nasha Istorija eto Gordost, Stalker Zone, 20 dicembre 2020

Il 17-19 luglio 1941 furono giorni cruciali nella nostra storia, che per qualche ragione gli autori al momento sottovalutano. Fu nella terza settimana della Grande Guerra Patriottica che si verificò la prima svolta decisiva. Dopodiché ci furono Mosca, Stalingrado, Kursk, ma per realizzare queste Vittorie andava fermata prima Barbarossa, resistendo al primo colpo schiacciante. E questo compito fu molto più difficile che respingere l’offensiva a Kursk nell’estate 1943. Dopo tutto, l’esistenza del nostro Stato, la nostra nazione multinazionale, era in bilico. Allora come furono fermati i tedeschi nel luglio 1941?
Dopo aver attaccato il 22 giugno 1941, le truppe tedesche si precipitarono a est. La situazione più difficile era in Bielorussia, dove una parte significativa delle nostre truppe, dopo aver lasciato Minsk il 28 giugno, si trovò nella sacca in cui combatté fino all’8 luglio. Per molte settimane, gruppi sparsi uscirono da soli, alcuni entro l’inverno 1941. Poi, nella prima decade di luglio, iniziò la battaglia di Smolensk, e già il 15, le unità della Wehrmacht, aggirando la città, tagliarono l’autostrada per Mosca. Il giorno successivo, la città fu quasi presa. Ma le battaglie vi continuarono. Le unità sovietiche (16.ma, 19.ma e 20.ma Armata), essendo entro un accerchiamento operativo, presero d’assalto gli isolati più di una volta. Le battaglie vicino a Smolensk divennero di proporzioni epiche sul fronte di 600 chilometri per 250 di profondità. Entrambi gli eserciti subirono perdite, per noi generalmente fu la battaglia più dura della seconda guerra mondiale. Le perdite dell’Armata Rossa furono 700000, quelle tedesche oltre 100000. Ma la cosa più importante è che l’avanzata tedesca a Mosca si fermo per tre mesi. E contemporaneamente a nord, il 14 luglio 1941, durante il contrattacco nei pressi di Soltsy, le unità dell’Armata Rossa eliminarono il saliente che circondava la divisione corazzata nemica. La punta verso la linea Luzhskij (lunga 300 chilometri al fronte) fu liquidata. E le battaglie perciò presero slancio. Le truppe sovietiche mantennero questa linea per più di un mese, guadagnando tempo per Leningrado. I tedeschi lanciarono un’offensiva decisiva solo l’8 agosto 1941. E dopo pochi giorni poterono sfondare. In generale, le battaglie sulle fortificazioni di Luzhskij si susseguirono fino alla fine di agosto, a seguito delle quali il nemico arrivò a Leningrado, ma non senza tempo ed energia per attaccarla. Non serve parlare di Arkhangelsk. Fu così che il piano Barbarossa fu sventato nel nord (su Murmansk non ebbe luogo affatto). E infine, puntiamo a sud.
Le prime battaglie per Kiev nelle vicinanze scoppiarono l’11 luglio 1941 (più lontano già il 30 giugno), quel giorno e nei giorni successivi la guarnigione della Regione fortificata di Kiev respinse i tedeschi. Dopodiché, le truppe nemiche, su ordine di Berlino, puntarono a sud, dove circondarono 6.ta e il 12.ma armata presso Uman. Questo fu la fine dei successi del Gruppo di Armare Sud. Nell’agosto 1941, il nemico assaltò la capitale dell’Ucraina sovietica, ma non poté sfondare. E nel corso dei contrattacchi sovietici, fu persino respinto. Il destino di Kiev venne deciso solo nel settembre 1941, dopo l’accerchiamento delle truppe sovietiche. Ma questo fu dopo e nella seconda metà di luglio 1941 il nemico fu fermato, l’avanzata di tre gruppi d’armata contemporaneamente fu impossibile, e i tedeschi si trovarono già di fronte alla scelta su dove attaccare: sud, nord o centro? Fu così che il piano Barbarossa fu sventato nella terza settimana della seconda guerra mondiale. Ci furono le disfatte di Kiev e Vjazma, ma le basi della Grande Vittoria furono già poste.

Traduzione di Alessandro Lattanzio