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La guerra franco-thailandese del 1940-1941

Dr. Andrew McGregor, Weapons and Warfare

Nel 1940 il governo di Vichy dell’Indocina francese fu isolato e minacciato dagli imperialisti giapponesi, dai vicini thailandesi e dai movimenti ribelli indigeni. I francesi avevano circa 50000 truppe coloniali e metropolitane di stanza nella colonia. Erano più numerosi della piccola popolazione civile francese di 40000 coloni in un territorio di 25 milioni di indocinesi. Il crollo francese nella primavera 1940 portò all’occupazione tedesca del 60% della Francia, ma il governo di Vichy di Pétain mantenne il controllo del resto, così come dell’impero coloniale francese. L’Indocina fu tuttavia tagliata isolata dalla Francia di Vichy. Il blocco britannico si rivelò efficace, il che significò che le truppe non potevano essere scambiate durante la guerra, né potevano essere ottenute parti per l’equipaggiamento militare. Anche le scorte di carburante non potevano essere rifornite fintanto che l’Impero giapponese, a corto di petrolio, controllava il teatro asiatico. I diplomatici di Vichy tentarono di persuadere la Germania a consentirgli di spedire armi e attrezzature all’Indocina, facendo appello ai tedeschi per motivi razziali, sottolineando la possibilità che la “razza bianca” perdesse terreno in Asia. I tedeschi promisero solo di parlarne ai giapponesi. Allo stesso tempo Vichy respinse le offerte dei cinesi di occupare l’Indocina per “proteggerla” dai giapponesi. Consapevoli delle affermazioni irredentiste della Cina nell’area, i francesi dubitavano che non avrebbero mai riavuto la loro colonia se ai cinesi fosse stato permesso di entrare.

I giapponesi attaccano
Quando la Francia cadde, i giapponesi iniziarono a fare richieste al governatore generale dell’Indocina, il generale Catroux. Quando il generale acconsentò alla richiesta di fermare il traffico ferroviario verso la Cina, fu prontamente sostituito. Vichy nominò governatore generale il fedele comandante delle FNEO (Forces Navales d’Extreme-Orient), viceammiraglio Jean Decoux. A settembre Decoux affrontò richieste di molto maggiori dai giapponesi, incluso il diritto di stazionare e trasportare truppe attraverso l’Indocina, l’uso di aeroporti e l’evacuazione di una divisione giapponese, che combatteva in Cina dl porto di Haiphong. Un appello ai nordamericani per chiedere aiuto fu accolto male. Consapevole del destino del predecessore, Decoux esitò, firmando l’accordo poco prima che finisse l’ultimatum giapponese. La divisione giapponese era stanca di aspettare, tuttavia, e procedette ad attraversare il confine il 22 settembre 1940, attaccando le città tonkinesi di Dong Dang e Lang Son con carri armati e fanteria. La Marina giapponese effettuò sbarchi lungo le coste, Haiphong fu bombardata e l’aviazione giapponese sorvlò più volte Hanoi. L’offensiva giapponese fu uno shock per gli alti ufficiali francesi, che credevano ancora nella naturale superiorità europea e spesso parlavano di un’azione dura contro i giapponesi. Dong Dang cadde immediatamente e Lang Son cadde due giorni dopo, con molte unità coloniali locali che si dispersero prima dell’esperienza con artiglieria e attacchi della fanteria disciplinata effettuati da soldati veterani. L’intelligence francese riferì che i giapponesi erano demoralizzati, ma furono i francesi a collassare sotto pressione. Gli abitanti dei villaggi locali rivelarono le posizioni francesi ai giapponesi, l’artiglieria francese sparò sulle posizioni francesi, le munizioni si esaurirono rapidamente e oltre un migliaio di soldati indo-cinesi disertò. Una dichiarazione dell’imperatore giapponese il 5 ottobre definì l’attacco di Lang Son sfortunato ma non importante. I prigionieri francesi furono rilasciati, ma 200 legionari tedeschi separati dagli altri prigionieri francesi non furono rilasciati fino al 13 ottobre. L’esercito cinese fece numerose incursioni oltre frontiera e l’amministrazione francese rimase timorosa su un’ampia invasione cinese fino alla fine della guerra. I francesi persero 800 uomini in due giorni di battaglia coi giapponesi.

Ribellioni nazionaliste
La caduta di Lang Son ebbe conseguenze quasi immediate per il dominio francese. La popolazione scontenta vide la facilità con cui un esercito asiatico sconfisse i bianchi. Il nazionalista vietnamita Tran Trung Lap raccolse 3000 uomini nella regione di Lang Son, molti dei quali disertori delle unità indo-cinesi sconfitte dai giapponesi. Le loro armi erano fornite dai depositi francesi catturati dai giapponesi. I francesi di ritorno dimostrarono di poter ancora affrontare una marmaglia mal addestrata e spinsero rapidamente i rivoluzionari sulle montagne, dove gli aerei e l’artiglieria li martellarono. Tran Trung Lap cadde in un’imboscata e, sebbene scampasse al massacro dei suoi uomini con le mitragliatrici, fu catturato e giustiziato poco dopo a Lang Son a dicembre. Nel sud del Vietnam, allora noto come Cocincina, a fine novembre scoppiò una ribellione ancora più pericolosa. Le truppe thailandesi avevano iniziato a schierarsi lungo il confine cambogiano e la maggior parte delle guarnigioni della Cocincina fu inviata alla frontiera. Scoppiarono scontri nella regione di My Tho e la polizia francese fu sopraffatta. La ribellione si estese a Saigon e a un certo numero di province meridionali. Un battaglione della Legione Straniera e uno di truppe coloniali tonkinesi in viaggio verso la Cambogia furono dirottati a sud e, coll’aiuto di distaccamenti di artiglieria, aerei e navi, repressero rapidamente la ribellione con la massima spietatezza. I francesi fecero il punto e ora potevano inviare le loro forze ad ovest per affrontare i thailandesi.

Guerra con la Thailandia
I francesi ora dovevano fare i conti con la crescita del militarismo e nazionalismo nella vicina Thailandia (il nome fu cambiato da Siam nel 1938). Proprio come la Germania cercò di riconquistare i territori persi col Trattato di Versailles, la Thailandia era ansiosa di riprendere le terre di etnia thailandese lungo il Mekong che fu costretta a cedere alla colonia francese del Laos nel 1904. Nel 1907 i francesi avevano anche costretto il Siam a cedere le province in gran parte Khmer di Siemreap, Sisophon e Battambang alla Cambogia francese. Il governo filo-giapponese del maresciallo Pibulsonggram intuì una debolezza sfruttabile nell’ormai isolata colonia francese e iniziò la campagna militare per riconquistare questi territori dopo che i francesi rifiutarono le richieste per restituirle nell’ottobre 1940. I thailandesi avevano firmato un patto di non aggressione coi francesi nel giugno 1940, ma non lo ratificarono dopo il crollo della Francia metropolitana. A ottobre il maresciallo Songgram mobilitò 50000 soldati (cinque divisioni) e ottenne 100 caccia, bombardieri e idrovolanti dal Giappone. L’Aeronautica militare thailandese era ora tre volte più grande di quella a disposizione dei francesi, coi nuovi velivoli aggiuntisi ai 100 aerei nordamericani ottenuti tra il 1936 e il 1938 (principalmente Vough Corsairs e Curtiss Hawks). Anche la Marina thailandese fu equipaggiata con navi moderne e surclassava almeno sulla carta la flotta coloniale francese. Le scaramucce di confine iniziarono a novembre e i thailandesi attraversarono il Mekong a dicembre. In difficoltà altrove, i francesi potevano impegnare solo quattordici battaglioni per la difesa della provincia di Battambang. Il 5 gennaio 1941, i thailandesi lanciarono un attacco completo con artiglieria e bombardamento aereo sulle posizioni francesi. L’offensiva thailandese coprì quattro fronti:
1) Nord Laos, dove i thailandesi presero i territori contesi con poca opposizione
2) Laos meridionale, dove i thailandesi attraversarono il Mekong il 19 gennaio
3) Il settore Dangreks, dove combattimenti confusi andavano avanti e indietro
4) Strada Coloniale 1 (RC1) nella provincia di Battambang, dove si verificarono i combattimenti più pesanti.
L’avanzata iniziale sulla RC1 fu respinta dai Tirailleurs cambogiani (fucilieri). La principale colonna thailandese incappò nel contrattacco francese il 16 gennaio, scontrandosi con i francesi a Yang Dam Koum e Battambang. La forza thailandese era equipaggiata con carri armati Vickers da 6 tonnellate mentre i francesi non avevano alcun corazzato. La controffensiva francese ebbe tre parti:
1) Contrattacco sull’RC 1 nella regione di Yang Dam Koum
2) Assalto della Brigata Annam-Laos sulle isole del fiume Mekong
3) Operazioni del “Groupement occasionnel” navale contro la flotta thailandese nel Golfo del Siam
La spinta principale dell’offensiva fu data dalle forze del Colonello Jacomy lungo l’RC1. L’attacco a Yang Dam Koum fu un debacle sin dall’inizio. Le forze d’assalto consistevano in un battaglione di fanteria coloniale (europea) e due battaglioni di “fanteria mista” (europea e indo-cinese). La foresta rese difficili le operazioni di artiglieria, gli aerei francesi non si facevano mai vedere, lasciando i cieli all’aviazione thailandese e le comunicazioni radio erano scarse. I francesi trasmettevano gli ordini usando il codice Morse, forse pensando perché i thailandesi spesso anticipavano i loro movimenti. La completa disfatta fu impedita quando i thailandesi si imbatterono in un battaglione del quinto reggimento di fanteria della Legione a Phum Préau. I legionari furono duramente colpiti dall’assalto corazzato thailandese, ma tirarono fuori due cannoni da 25 mm e uno da 75 mm da usare contro i carri armati. Il distaccamento motorizzato dell’11° Reggimento di fanteria coloniale rafforzò la linea e tre carri armati thailandesi furono distrutti, il resto decise di ritirarsi. L’assalto diversivo sul Mekong ebbe successo, ma la più grande battaglia della guerra doveva essere combattuta nel Golfo del Siam.

Battaglia navale nel Golfo del Siam
La Marina francese era importante in Indocina, come in qualsiasi colonia d’oltremare. La modesta forza ebbe un ruolo praticamente inesistente nella grande guerra asiatica del 1941-45, non potendo resistere né all’avanzata giapponese né ai blocchi alleati, ma dovettero comunque affrontare una grande battaglia inaspettata prima d’incontrare una fine ignominiosa. La flotta in Indocina era divisa in due parti con responsabilità distinte. All’FNEO fu assegnata la responsabilità della difesa generale delle colonie francesi nell’Indocina e nel Pacifico, mentre la Marine Indocinese con le cannoniere fluviali era responsabile della sicurezza interna dell’Indocina. Con la guerra di terra che andava male per i francesi, si decise di inviare la piccola flotta francese nel Golfo del Siam per ingaggiare la forza navale thailandese che sosteneva l’avanzata thailandese. Le navi thailandesi furono avvistate all’ancoraggio nelle isole di Koh Chang da un idrovolante della Marina francese. La task force francese (o Groupement occasionel) era composta dall’incrociatore leggero Lamotte-Piquet, dagli avvisi coloniali Dumont d’Urville e Amiral Charner e dalle cannoniere Tahure e Marne. Nella notte del 16 gennaio le navi francesi fecero scalo nelle isole, dividendosi in tre gruppi per coprire le uscite dalle isole. La mattina del 17 i francesi irruppero tra lla nebbia per attaccare i thailandesi. Le navi thailandesi comprendevano le torpediniere di fabbricazione italiana Phuket, Trad e Chonburi, e l’orgoglio della flotta thailandese, le due nuove corazzate costiere di fabbricazione giapponese con cannoni da 203mm, Thonburi e Sri Ayudhya. I francesi furono sorpresi di trovarvi entrambe le corazzate costiere, poiché si aspettavano solo la Sri Ayudhya, ma il Thonburi arrivò il giorno prima per la rotazione di routine. I francesi persero il vantaggio della sorpresa quando un impaziente idrovolante Loire 130 cercò di bombardare le navi thailandesi. I thailandesi accolsero i francesi con salve di apertura della battaglia alle 6:14. Il Lamotte-Piquet inflisse rapidamente danni mortali allo Sri Ayudhya con proiettili e siluri, costringendola ad arenarsi. Alle 7 i cannoni francesi avevano affondato tutte le torpediniere. Il Thonburi fu avvistato mentre tentava di fuggire attraverso le isole alte 200 metri e l’incrociatore francese l’inseguì. Il Thonburi fu incendiato ma continuò ad ingaggiare l’incrociatore e gli avvisi, che ora sparavano al Thonburi. Gravemente danneggiato e inclinato a dritta, il Thonburi alla fine scomparve dietro un’isola e i francesi si allontanarono. Nel corso della giornata il Thonburi fu rimorchiato da un cargo thailandese ma subito dopo si capovolse. Nello scontro i marinai francesi rimasero colpiti dal coraggio dei marinai thailandesi sotto tiro. Le navi francesi non seppero sfruttare la vittoria, tuttavia, a causa dell’arrivo dei Corsair thailandesi che presero di mira la Lamotte-Piquet. Un feroce fuoco antiaereo respinse gli attacchi e alle 9:40 i francesi rientrarono. In un breve ma decisivo scontro la flotta thailandese fu distrutta a costi irrisori per i francesi. All’epoca sembrò essere un improvviso e drammatico capovolgimento delle fortune francesi.

Conseguenze
I giapponesi avevano visto abbastanza e accompagnato l’offerta di mediare il conflitto coll’arrivo di una potente forza navale alla foce del Mekong per incoraggiare i negoziati. Il 28 gennaio fu imposto l’armistizio provvisorio, ma le provocazioni thailandesi alla frontiera continuarono fin quando non fu firmato l’armistizio formale a bordo dell’incrociatore giapponese Natori al largo di Saigon. La portata della collaborazione thailandese-giapponese fu rivelata quando il trattato imposto dai giapponesi tra Vichy e la Thailandia fu firmato il 9 maggio 1941. I territori contesi del Laos, parte della provincia cambogiana di Siem Réap e Battambang furono assegnati alla Thailandia. Il conflitto era costato ai francesi oltre 300 uomini e il prestigio tra i sudditi coloniali. Le truppe europee e le perdite materiali non potevano essere sostituite a causa del blocco. La guarnigione francese rimase demoralizzata fin quando il colpo di Stato giapponese del 1945 distrusse l’esercito coloniale di Vichy in Indocina. Alla fine i thailandesi se la cavarono di poco meglio. I Khmer evacuarono in gran parte i territori cambogiani perduti, preferendo il dominio francese, e la Thailandia fu presto occupata dall’alleato potente, i giapponesi. Le fortezze volanti nordamericane bombardarono Bangkok nel 1942. I thailandesi dichiararono guerra agli alleati nel 1944, ma ci fu confusione sul fatto che la dichiarazione fosse stata effettivamente consegnata al governo degli Stati Uniti, e dopo la guerra il governo thailandese certificò la dichiarazione di guerra come nulla. La scomoda faccenda fu dimenticata. I territori contesi in Laos e Cambogia furono restituiti al nuovo governo gollista alla fine della guerra.
L’incrociatore leggero francese Lamotte-Piquet fu disarmato poco dopo la battaglia di Koh Chang a causa della scarsità di carburante. Nel 1945 la nave fu bombardata da aerei nordamericani prima di essere affondata durante il brutale colpo di Stato giapponese del marzo 1945. Le forze navali rimanenti continuarono a scortare convogli per le coste vietnamite come meglio poterono dal 1941 al 1945. Nell’improvvisa occupazione dell’Indocina, i giapponesi affondarono numerose navi francesi col tiro dalle coste, mentre le rimanenti furono affondate dai loro equipaggi, che furono poi imprigionati. Le forze armate coloniali francesi in Indocina cessarono di esistere quando gli eserciti britannico e cinese arrivarono dopo la resa giapponese. Furono gli inglesi e i cinesi, piuttosto che Vichy, a consegnare la colonia alla Francia gollista alla fine della seconda guerra mondiale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio