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Lezioni dalle elezioni parlamentari venezuelane

Ollantay Itzamná, Internationalist 360°, 7 dicembre 2020Durante le recenti elezioni legislative in Venezuela, 107 organizzazioni politiche hanno partecipato coi loro candidati. In quale Paese del mondo è consentito o reso possibile un tale pluralismo politico elettorale? Nelle condizioni materiali più avverse, più di 20 milioni di venezuelani venivano convocati alle urne per decidere col voto il corso politico che il Paese dovrà prendere. I cittadini, nonostante fame e malattie che soffrono a causa del blocco e del saccheggio economico che il governo statunitense ha inflitto a questo paese di Abya Yala, si recavano alle urne e dando lezioni agli altri popoli della regione e del mondo:
Primo. Anche il più letale interventismo imperiale può essere sconfitto alle urne. In 21 anni di processo bolivariano guidato da Chávez-Maduro, il popolo venezuelano ha sconfitto alle urne in 23 occasioni i governi nordamericani ed europee e le oligarchie latinoamericane/venezuelane. L’opposizione ha vinto alle urne solo due volte. In quale Paese di Abya Yala o nel mondo si svolgono 25 elezioni in 21 anni? Nelle elezioni parlamentari del 6 dicembre, che di fatto sono state un plebiscito sul Presidente Nicolas Maduro, il 67% degli elettori venezuelani ha nuovamente detto SI al processo bolivariano e al governo costituzionale.
Secondo. Ragione e saggezza del popolo sono più potenti delle violenza ed irragionevolezza del capitale. I governi e le aziende statunitensi ed europei, e l’oligarchia nazionale, progettavano e attuavano diversi piani violenti per rovesciare o rimuovere la legittimità sociale dal processo bolivariano. Juan Guaido e l’Assemblea legislativa nazionale, che sempre chiesero a gran voce i militari degli Stati Uniti, e la stoica risposta pacifica del governo e del popolo venezuelani, sono la prova sublime che un popolo consapevole e organizzato può sconfiggere le provocazioni più violente con la pace e ragione democratica. I violenti avevano e hanno ancora soldi, armi ed esercito delle aziende mediatiche della disinformazione per massacrare il popolo alle elezioni. Ma l’organizzazione, la coscienza, la ragione e la dignità prevalsero ancora una volta sull’irragionevolezza di denaro ed armi.
Terzo. L’organizzazione e la partecipazione consapevole possono fare di più dell’individualismo e dell’apatia. Il Venezuela sconfigge ripetutamente il violento saccheggio del Paese alle urne perché una buona parte della popolazione ha coltivato l’abitudine dell’organizzazione come stile di vita. E il tessuto delle organizzazioni locali/settoriali funge da luogo e veicolo per educare, sensibilizzare la popolazione. Altrimenti, come spiegare che un popolo materialmente impoverito, economicamente soffocato e screditato a livello internazionale continua scegliere il “suo processo rivoluzionario” da più di due decenni? In Venezuela il voto non è obbligatorio. Ciò significa che il cittadino che non vota non è soggetto a sanzioni economiche abusive come in Perù o altri Paesi. Votare in Venezuela è un diritto, più che un obbligo. E il popolo va a votare. Mentre nei Paesi neoliberisti, come Guatemala, Honduras, Cile, Perù…, la cittadinanza insoddisfatta chiede la riduzione del numero dei parlamentari, in Venezuela l’Assemblea Legislativa Nazionale è passata da 167 a 277 rappresentanti. Il popolo cosciente del Venezuela lascia non solo lezioni di dignità e sovranità agli altri popoli di Abya Yala. Questo Paese diffamato e screditato, con i suoi successi, sfida altri popoli a scrollarsi di dosso l’interventismo “naturalizzato” degli Stati Uniti, l’illusione della “benignità” degli Stati creoli falliti e dei loro governanti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio