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La Corea democratica deve modernizzare la forza aerea

Military Watch, 7 dicembre 2020La Corea democratica ha avuto notevole successo modernizzando le forze armate negli ultimi 15 anni, producendo centinaia di nuovi carri armati Pokpung Ho e modernizzando le piattaforme Chonma Ho più vecchie mentre i corazzati dell’era sovietica fuori servizio saranno seguiti a breve dalla recentemente svelata nuova classe di carri armati. Il Oaese oggi schiera una vasta gamma di nuove armi tattiche e strategiche dal sottomarino lanciamissili balistico classe Gorae e dal missile da crociera antinave Kumsong-3 ai missili balistici tattici ipersonici KN-23 e i nuovi sistemi di difesa aerea a lungo raggio. La notevole eccezione a questa spinta alla modernizzazione complessiva è l’Aeronautica, che non ha potuto importare nuovi aerei da combattimento per oltre 20 anni e si trova tecnologicamente superata dai vicini. Il Presidente Kim Jong Un, noto appassionato di aviazione, si interessa personalmente alla modernizzazione dell’Aeronautica militare e nel 2019 emise ordini per lo sviluppo di armi più avanzate per l’arma. Sebbene la base industriale militare del Paese produca sistemi di guerra aerea, nclusi non solo missili superficie-aria, ma anche aerei da trasporto per le forze speciali, droni e missili e bombe aria-terra, esportati, dovrà affidarsi a fornitori stranieri per cercare di acquistare aerei da combattimento avanzati, qualcosa che dovrebbe perseguire con forza nel prossimo decennio. La Corea democratica ha prodotto in passato aerei da combattimento MiG-29 su licenza, dopo aver acquistato una linea di produzione dalla Russia negli anni ’90, anche se rimane incerto se questa linea sia operativa oggi. La piccola linea potrebbe completare la produzione di 5 caccia ogni due anni col contributo di diverse componenti dalla Russia. Si ritiene attualmente che la flotta coreana sia composta da due unità di caccia MiG-29 di quarta generazione che schierano circa 60 aviogetti, l’unica classe di caccia moderni del Paese. Altre unità sono composte da caccia MiG-21Bis e MiG-23 di terza generazione, con alcune versioni di MiG-21 di seconda generazione ancora operative. La flotta di attacco al suolo del Paese è ancor più vecchia e, a parte un piccolo numero di caccia Su-25 relativamente moderni, è composta da vecchi aviogetti MiG-19 e Il-28. Sebbene si pensi che i MiG-29 coreani siano stati modernizzati e integrino missili R-27ER dalla formidabile portata di 130 km e nuovi sistemi di guerra elettronica con sensori, la maggior parte della flotta coreana ha capacità deludente, costringendo il Paese ad affidarsi molto alle difese aeree terrestri, in caso di guerra. Con la Corea democratica che gode tuttavia di tassi di crescita economica considerevoli, che dovrebbero continuare nel decennio, il Paese sarà in posizione migliore per acquisire nuovi aerei da combattimento dal fornitore tradizionale Russia, o dalla Cina emersa leader mondiale nell’aviazione militare.
La Corea democratica ha una serie di opzioni per modernizzare la flotta di caccia. Uno dei meno costosi, che diversi analisti ipotizzano avrebbero già potuto essere perseguito, sarebbe modernizzare i caccia MiG-21Bis e MiG-23 allo standard di quarta generazione con missili R-27ER e sensori migliorati e sistemi di guerra elettronica, in modo simile ai programmi perseguiti da India e Angola per i rispettivi aviogetti. È anche possibile continuare la produzione del MiG-29 a livello nazionale per sostituire le versioni precedenti del MiG-21, così come l’aggiornamento di questi caccia a uno standard più avanzato coll’assistenza russa. A parte queste opzioni, tuttavia, altre opzioni per il potenziamento della flotta coreana richiederanno violazioni più evidenti dell’embargo sulle armi imposto dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La possibilità del loro annullamento o di crollo del regime delle sanzioni nel prossimo decennio a causa delle crescenti tensioni tra il blocco occidentale, Cina e Russia, significa che non può essere escluso che la Corea democratica abbia accesso ai più recenti aviogetti da combattimento sui mercati russo e cinese. È probabile che la Corea democratica cerchi di sostituire gli aerei da combattimento della sua flotta oggi, forse incluso il MiG-29, se non ora all’inizio degli anni ’30. Uno dei principali candidati per modernizzare la flotta è il MiG-35, caccia di peso medio di “generazione 4++” e diretto successore del MiG-29 utilizzandone gran parte della infrastruttura di manutenzione. È possibile che venga firmato anche un accordo di licenza per la produzione di alcuni componenti, a seguito della produzione su licenza coreana del MiG-29. Il MiG-35 entrava in servizio nell’aeronautica russa nel 2019 ed è attualmente il caccia più avanzata in servizio russo. Integra una gamma di nuove tecnologie tra cui un radar AESA, motori tridimensionali di spinta vettoriale e applicazioni d’intelligenza artificiale. Sebbene la Corea abbia cercato a lungo di affermare la propria indipendenza dalla vicina Cina investendo principalmente in materiale russo, il caccia leggero cinese J-10C di “generazione 4 ++” è uno dei principali concorrenti del MiG-35. Il J-10C non solo è più economico, sia da acquistare che da utilizzare, ma beneficia anche di una gamma di tecnologie che mancano all’aviogetto russo, come rivestimenti invisibili e missili PL-15 a guida radar AESA, che hanno prestazioni di gran lunga superiori ai missili utilizzati per equipaggiare il MiG-35. A seconda delle dimensioni future del budget della difesa nordcoreana e di quanto è disposta a investire nella modernizzazione della flotta, c’è un certo numero di alternative più pesanti e più leggere a J-10C e MiG-35 che potrebbero anche essere scelte. Un vincolo chiave sul possibile investimento è che è probabile che il Paese dia priorità all’acquisizione di sistemi di difesa aerea avanzati e a investimenti nelle industrie della difesa, sull’importazione di aerei da combattimento stranieri. L’ulteriore sviluppo di successori più avanzati del sistema KN-06, il primo dei quali fu visto nell’ottobre 2020, o persino l’acquisizione di sistemi missilistici superficie-aria russi avanzati, sono tutte alternative potenzialmente più convenienti all’acquisizione di nuovi caccia. Dare priorità a queste acquisizioni alternative ridurrebbe al minimo la disponibilità di fondi per nuovi aeromobili. Se la Corea democratica dovesse cercare di acquisire classi di caccia più economiche, possibilmente per sostituire gli aviogetti MiG-23 e MiG-21, alcune opzioni promettenti includono caccia MiG-29 dalla Russia, possibilmente della variante MiG-29M avanzata, o caccia cinesi J-10A/ B o JF-17. La Cina attualmente produce il J-10C a un ritmo rapido e si prevede che cercherà di mettere fuori servizio le vecchie piattaforme J-10A e J-10B, nonostante il fatto che questi aviogetti abbiano volato solo per 10-15 anni. L’aereo potrebbe essere commercializzato in Corea democratica di seconda mano a un costo molto basso, o forse anche fornito come aiuto militare coll’Aeronautica coreana che dovrebbe essere cliente dei pezzi di ricambio, attrezzature di manutenzione e munizioni cinesi. Il JF-17 Block 2 integra molte tecnologie del J-10B, ma è più leggero, più economico da utilizzare e ha requisiti di manutenzione molto inferiori. Questo e il suo successore, JF-17 Block 3, dal design molto più moderno con radar AESA e accesso a munizioni più sofisticate, sono opzioni potenzialmente interessanti per un programma di modernizzazione coreano più conservatore.
Se la Corea democratica dovesse cercare di investire in aviogetti da combattimento avanzati, anche in piccoli numeri, allora c’è una serie di opzioni offerte principalmente dalla Russia. Sebbene la Cina produca più tipi di caccia avanzati, inclusa la piattaforma pesante di nuova generazione J-20, il primo caccia stealth non statunitense ad entrare in servizio nel mondo, queste non venivano offerte all’esportazione, il che significa che il J-10C rimane il caccia cinese più avanzato e capace offerto per l’esportazione. I rapporti dell’intelligence sudcoreana indicano che la Corea democratica aveva mostrato interesse nell’acquisizione di caccia pesanti russi Su-35 di “generazione 4 ++” a metà degli anni 2010, il che avrebbe fornito un efficace contrasto ai caccia nordamericani F-22, F-15K sudcoreani e aviogetti F-35A. Il Su-35 è il caccia russo più potente nel combattimento aria-aria oggi, e sebbene probabilmente inaccessibile per l’alto costo operativo, almeno per ora un contingente di piccole o medie dimensioni sarebbe probabilmente accessibile soprattutto alla Corea democratica, in tale ordine, verrebbe effettuato nei tardi anni ’20. Un’altra possibile opzione è l’acquisizione del caccia Su-57, successore del Su-35 entrato in produzione in serie nel 2019 ma non ancora operativo nell’Aeronautica russa. Sebbene costoso, se la Corea democratica fosse alla ricerca di un caccia avanzato nella seconda metà degli anni ’20, l’acquisto di questi aviogetti rimane una possibilità. La piattaforma furtiva di nuova generazione beneficia di una gamma di nuove funzionalità, dai sistemi di difesa laser e intelligenza artificiale al dispiegamento di missili balistici ipersonici, altamente capace in ruoli di attacco, antinave e superiorità aerea. Accanto alla flotta di caccia, è probabile che anche la Corea democratica cerchi di modernizzare la flotta d’attacco e sostituire i bombardieri ll-28 e aviogetti d’attacco MiG-19, anche se questo potrebbe essere significativamente più economico. Un’opzione potenziale sarebbe quella di acquisire piattaforme Su-24M dalla Russia o piattaforme JH-7 dalla Cina di seconda mano, con le prime già fuori servizio e disponibili a basso costo. Entrambe le piattaforme possono impiegare una vasta gamma di armi di precisione e superare di gran lunga le capacità dell’Il-28 di cui la Corea democratica è l’unico operatore rimasto. Il caccia d’attacco russo Su-34, piattaforma più moderna attualmente in produzione, potrebbe anche essere acquistato come sostituto ed è notevolmente più economico della controparte orientata alla superiorità aerea Su-35. Il Su-34 è ampiamente considerato il caccia d’attacco leader al mondo e dispiega una gamma molto ampia di munizioni avanzate aria-terra e antinave che consentirebbero alla flotta coreana di colpire obiettivi in Giappone e Guam e d’intercettare navi in gran parte dell’Occidente Pacifico. Resta anche possibile che la Corea rinunci agli investimenti in caccia d’attacco dedicati e cerchi invece di schierare piattaforme versatili come Su-57 o J-10C che possano operare sia in ruoli di superiorità aerea che di attacco e antinave.
In definitiva, l’industria della difesa nazionale della Corea democratica è riuscita a fornire un’efficace deterrenza e i missili balistici ipersonici basati a terra come il KN-23 sono ora tra i più efficienti al mondo con tempi di lancio brevi, veicoli di lancio mobili e manovrabilità in volo che consente di colpire in modo affidabile obiettivi come aeroporti e sistemi di difesa aerea. Ciò fornisce un mezzo asimmetrico per erodere la capacità di guerra aerea del nemico. C’è la significativa possibilità che, in caso di guerra nella penisola, le basi aeree d Stati Uniti ed alleati in Corea e Giappone vengano messe fuori servizio molto rapidamente, il che, combinato coll’investimento della Corea democratica in una potente rete di difesa aerea, può dare una sicurezza efficace contro potenziali attacchi. Le flotte di bombardieri e d’attacco della Corea democratica potrebbero essere obsolete, poiché missili balistici sviluppati nazionalmente, sottomarini d’attacco e persino sistemi di artiglieria superpesanti possono compensare ciò colpendo obiettivi a distanze che sarebbero state considerate impossibili solo pochi anni prima. Questi includono due dei tre sistemi di artiglieria a razzo più potenti al mondo, che minacciano gli aeroporti di tutta la Corea del Sud, compresi quelli che ospitano i costosi caccia F-15K e F-35A. Stando così le cose, gli investimenti nella modernizzazione dell’Aeronautica possono comportare la messa in servizio di solo uno o due nuovi squadroni d’élite, possibilmente composti da caccia Su-57 o anche di più modesti caccia J-10C, per un numero limitato di missioni specializzate. Tale approccio consentirebbe alla Corea democratica d’investire di più nella modernizzazione dell’economia e nel migliorare ulteriormente l’industria della difesa, colmando allo stesso tempo lo svantaggio qualitativo coi vicini.

Traduzione di Alessandro Lattanzio