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Gli jugoslavi abbatterono due stealth statunitensi nella guerra del 1999

Morgan Artyukhina, Sputnik 02.12.2020

La storia di come le forze di difesa aerea jugoslave abbatterono un F-117 Nighthawk statunitense nel 1999 è leggendaria, ma un pilota dell’aeronautica nordamericana di F-117 in guerra si faceva avanti con una storia su un secondo caccia stealth che le forze serbe colpirono. Nel marzo 1999, la NATO iniziò i devastanti bombardamenti nella Repubblica Federale di Jugoslavia anche dopo che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite rifiutò l’intervento nel conflitto jugoslavo tra albanesi e serbi. Solo tre giorni dopo l’inizio dei bombardamenti, il 27 marzo, le forze jugoslave abbatterono un F-117 Nighthawk, uno dei simboli della potenza nordamericana e uno dei primi aerei stealth operativi. Si supponeva che la verniciatura a dispersione di onde radar a bassa visibilità, la forma angolare e il rivestimento radarassorbente del velivolo lo facessero scomparire dal rilevamento nemico; “Scusa, non sapevamo che fosse invisibile” era il modo con cui gli jugoslavi si vantavano dei risultati. Tuttavia, un altro pilota di F-117 durante quel conflitto si faceva avanti su un secondo Nighthawk che gli jugoslavi colpirono col tiro antiaereo, sebbene riuscisse a tornare alla base a stento. Il tenente colonnello dell’USAF Charlie ‘Tuna’ Hainline raccontò il caso in un podcast di The Afterburn .
Secondo Hainline, che iniziò a far volare le “cimici puzzolenti” poco dopo essere uscire dal mantello di segretezza nel 1990, gli aviogetti neri furtivi di solito volavano a coppie nelle missioni d’attacco al suolo sulla Jugoslavia. Nel suo squadrone, che volava dalla base aerea di Spangdahlem in Germania, le missioni di solito duravano circa sei ore. Durante una missione su Budapest che avrebbe potuto essere il 30 aprile, anche se non indicava alcuna data, Hainline disse che lui e il gregario, che volava su una rotta parallela a una decina di miglia di distanza, furono colpiti da tiro antiaereo, comprendente missili terra-aria. Nonostante la reputazione di “invisibili”, gli aerei stealth non erano impermeabili al 100% ai radar, ma funzionano al meglio quando supportati da disturbatori radar come gli EA-6B Prowlers o E-18 Growlers, riferiva The War Zone. Quella notte, tuttavia, i caccia invisibili non avevano quella protezione. “Guardai a destra sopra Belgrado, e [vidi] questo enorme missile in arrivo, sembra uno stadio del Saturn V”, disse Hainline all’ospite John “Rain” Waters, riferendosi agli enormi missili delle missioni lunari nordamericane. “Sapevo che il mio numero due era laggiù da qualche parte. Poi vidi un altro lancio: questo grande bagliore e anche da lontano vidi molti dettagli. Il pennacchio, il fumo che esce e poi la palla di fuoco che sale verso di te… Mentre mi dirigevo sul bersaglio, un missile esplose e l’altro missile saliva nello spazio”, continuò, “Non so se lo colpì”.
Mentre il suo aereo rimase illeso, l’altro F-117 non fu così fortunato. Hainline disse di aver perso le tracce del gregario fin quando non riapparve misteriosamente a un rendezvous con una aerocisterna, ben dopo l’ora in cui sarebbe dovuto arrivare, con le luci spente e incapace di raggiungere il KC-135 Stratotanker per rifornirsi. “Il suo aereo non era in ottime condizioni”, ricordò Hainline. Tuttavia, il pilota riuscì a rifornirsi dopo che l’aerocisterna rallentò e l’aereo “quasi scomparve di nuovo” fino a tornare a Spangdahlem. Riportando il gregario alla base, Hainline ricevette una Distinguished Flying Cross per “eroismo o risultati straordinari durante il volo”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio