Crea sito

Mung Lao: ritratto della Repubblica democratica popolare del Laos

Morgan Artyukhina, Liberation School 22 settembre 2017Il Pathet Lao, antecedente del Partito rivoluzionario popolare laotiano e artefice della lotta pluridecennale del socialismo, celebrava il 67 ° anniversario il mese scorso. Nell’agosto 1950, la sezione laotiana del Partito comunista indocinese, guidata da Souphanouvong, formò un’organizzazione separata per lottare a favore dell’indipendenza e del socialismo laotiano. Il frutto della lotta è la Repubblica Democratica Popolare del Laos, Stato socialista di 6,7 milioni di abitanti che persiste a prove e tribolazioni da 42 anni. Come i vicini vietnamiti strettamente alleati, anche i laotiani sono sopravvissuti al colonialismo francese, all’imperialismo statunitense, all’isolamento dalla Cina, alla perdita dell’Unione Sovietica e all’ascesa del neoliberismo. Quello che segue è una breve panoramica della storia laotiana, della formazione della Repubblica Democratica Popolare del Laos nel 1975 e dell’eroica lotta del popolo laotiano per vincere e mantenere la propria libertà in un mondo sempre più ostile.

Da Lan Xang Hom Khao all’Indocina francese
Il territorio che comprende il moderno Stato del Laos ha assunto la forma attuale a seguito dell’imperialismo francese, che governò il territorio dal 1889 al 1949 in seguito al crollo di Lan Xang Hom Khao (Regno di un milione di elefanti e ombrelloni bianchi). Il regno un tempo prospero si era da tempo frammentato in Stati clienti dominati dal potente regno di Rattanakosin nel sud-ovest, noto agli estranei come Siam. Nel 1862-3 l’impero francese si annetté la vicina Cambogia e la Cocincina e iniziò ad inviare spedizioni nell’interno del continente. Dopo una breve guerra col Siam nel 1893, il Laos fu annesso e nel 1898 tutte le colonie del sud-est asiatico furono riorganizzate nell’Indocina francese. I reali laotiani a Louangphabang mantennero solo un’autonomia nominale. All’inizio del XX secolo, gli imperialisti francesi si resero conto che il loro obiettivo principale nel sud-est asiatico, la conquista del Siam, non era possibile. Il regno di Rattakonsin si avvicinò all’impero britannico dopo aver perso la guerra con la Francia. Di conseguenza, i francesi vedevano il Laos come regione di confine per fornire sicurezza ai territori vietnamiti di gran lunga più preziosi e come entroterra per dare risorse all’industria vietnamita controllata dalla Francia vicino le coste. I francesi sfruttarono il Paese per la coltivazione del riso e la produzione di alcol di riso, impiegando un sistema di corvée non retribuite. Negli anni ’20, i francesi stabilirono anche un’attività mineraria di stagno e una piantagione di caffè, anche se pochi residenti francesi vi si stabilirono.

La formazione dell’identità nazionale laotiana
All’inizio del XX secolo, la resistenza all’avanzata delle istituzioni coloniali forgiò un gruppo attivo di intellettuali anticoloniali che svolse un ruolo chiave nella creazione di una nuova coscienza nazionale laotiana. Le lotte anticoloniali diedero forma e focalizzazione alla spinta all’indipendenza laotiana, unendo le varie etnie e culture non laotiane negli altopiani a est e sud i alla causa comune contro l’imperialismo francese. I francesi fondarono diverse istituzioni coloniali a Vientiane, trasformando una piccola città regionale nel principale centro amministrativo e culturale del Paese. Istituzioni coloniali come la scuola di diritto e l’Indipendent Lao Buddhist Institute miravano a creare una piccola borghesia indigena di amministratori civili che avrebbe gestito il Paese per conto dell’impero francese. Questa piccola borghesia, tuttavia, iniziò a formarsi ispirazioni nazionaliste proprie e a sostenere la spinta all’indipendenza chiesta dalla monarchia laotiana durante e dopo la seconda guerra mondiale, sebbene molti in seguito avrebbero favorito la cooperazione coll’occidente rispetto alla rivoluzione socialista. Tasse onerose e ampio sfruttamento dei contadini laotiani come lavoratori non pagati provocarono forte risentimento nel Paese. Le rivolte del leader spirituale Ong-Keo e del suo successore Ong Kommandam nel sud e degli Hmong nel nord frustrarono le autorità francesi per decenni. La rivolta di Keo e Kommandam, chiamata La rivolta del sant’uomo, forgiò un’identità unica per le varie tribù delle colline nel sud, che i Kommandam chiamarono collettivamente Khom, mirando a riaffermare prestigio e gloria di cui avevano goduto nei passati regni Khmer e Lan Xang .

Camminare sul filo del rasoio verso l’indipendenza: la seconda guerra mondiale
Un colpo di Stato pose fine a 800 anni di dominio monarchico assoluto nel regno di Rattanakosin nel 1932 e creò una monarchia costituzionale controllata dai nazionalisti etnici Tai. Rinominando il Paese Thailandia, il Khana Ratsadon (Partito popolare) guidato dal feldmaresciallo Plaek Phibunsongkhram mirava a unire tutti i popoli Tai, incluso i Lao, sotto un unico Stato. Dopo che la Francia fu sconfitta e occupata dalla Germania nazista nel 1940, il semi-Stato noto come Francia di Vichy, governato dal feldmaresciallo Philippe Petain di Vichy, assunse il controllo delle colonie dell’impero francese e si alleò con la Germania. Con la Francia occupata dai nazistai, il governo thailandese colse l’opportunità per invadere e annettere diverse province nella valle del Mekong. I giapponesi, alleati dei thailandesi, mediarono il trattato di pace con la Francia di Vichy, utilizzando la crisi come opportunità per stabilire la propria presenza nel sud-est asiatico. I gruppi nazionalisti laotiani, vietnamiti e cambogiani, compreso il movimento nazionalista laotiano per il rinnovamento nazionale, continuarono a combattere. Forgiarono una maggiore unità nazionale durante il governo del Fronte popolare francese, dal 1936 al 1938, che permise ai partiti nazionalisti e comunisti di operare legalmente e persino di formare coalizioni di governo. Ma nel 1939 questi gruppi furono messi al bando. Nel febbraio 1941, Ho Chi Minh tornò dall’estero e il Partito Comunista Indocinese adottò il programma di liberazione nazionale, formando la “Lega per l’indipendenza del Vietnam” (Viet Nam Doc Lap Dong Minh Hoi, o Viet Minh in breve) per combattere sia contro le autorità coloniali francesi che contro gli occupanti giapponesi. Un gran numero di combattenti per la libertà del Laos si unì alla Viet Minh. Il 9 marzo 1945, il governo giapponese, nel tentativo di salvare una situazione fallimentare, occupò direttamente l’Indocina francese, imprigionando le autorità coloniali e formando diversi governi nazionali per una costellazione di stati semi-indipendenti annessi nella Sfera di co-prosperità della Grande Asia orientale. Anche se il Vietnam fu smembrato, Cambogia e Laos divennero Stati indipendenti alla fine della seconda guerra mondiale, quando furono nuovamente occupati dai francesi a danno della monarchia thailandese.

I tre principi
I comunisti laotiani del Partito Comunista Indocinese combatetrono colla Viet Minh e acquisirino preziosa esperienza militare e politica negli anni Quaranta. Sebbene il loro “Fronte libero del Laos”, in seguito abbreviato in Patria Laos o “Pathet Lao”, fosse nominalmente favorevole al governo monarchico del Laos libero in esilio, in realtà rimase strettamente alleato ai comunisti vietnamiti. Ironia della sorte, i capi delle tre forze della guerra civile laotiana erano tutti figli del principe Bounkhoung, l’ultimo vicere di Louangphabang. Dei “Tre Principi”, come sono conosciuti nella storia del Laos, Souphanouvong è il più famoso. Era uno dei principali leader e organizzatori del Pathet Lao, stretto sostenitore di Ho Chi Minh e dedito comunista. Il fratellastro Boun Oum era un monarchico, e il fratellastro Souvanna Phouma un moderato filo-occidentale. Souphanouvong era l’unico dei tre che non aveva solo “sangue blu”; sua madre proveniva da una famiglia di contadini.

‘La guerra nascosta’
La storica vittoria vietnamita a Dien Bien Phu nel 1954 estromise i francesi; Vietnam, Cambogia e Laos ottennero l’indipendenza. Gli Stati Uniti intervennero per creare lo Stato fantoccio del Vietnam del Sud contro i tre Paesi indipendenti. La cosiddetta “teoria del domino” affermava che gli stati socialisti incoraggiavano le rivoluzioni nei Paesi vicini. Ciò motivò gli Stati Uniti a sviluppare legami molto più stretti col governo thailandese e ad essere maggiormente coinvolti nella lotta al comunismo nel sud-est asiatico. Sebbene il sostegno nordamericano al Vietnam del Sud nella guerra contro il Nord e la guerra civile contro il Fronte di liberazione nazionale fosse ben pubblicizzato, in confronto il crescente coinvolgimento in Laos fu ripetutamente negato e nascosto ai media, da cui l soprannome di “Guerra nascosta”. All’inizio della guerra, l’intelligence nordamericana prese in considerazione la possibilità di schierare 60000 soldati nel Laos meridionale per sostenere la sua parte nel conflitto, soppesando anche l’opzione nucleare. La CIA spese 500 milioni di dollari per addestrare e armare decine di migliaia di Hmong per conto del governo monarchico Lao mentre l’insurrezione comunista nel nord e nell’est avanzava. È la più grande operazione paramilitare che la CIA abbia mai intrapreso. Il Laos fu la chiave della guerra di resistenza vietnamita contro gli USA, consentendo all’esercito del Vietnam del Nord di spedire soldati e rifornimenti attraverso il lato orientale del territorio lungo quello che divenne noto come “sentiero di Ho Chi Minh”. Oltre al coinvolgimento diretto nell’espansione della guerra civile laotiana, i nordamericani condussero diversi bombardamenti contro il sentiero di Ho Chi Minh, tra cui le operazioni Barrel Roll, Steel Tiger e Commando Hunt. Tra il 1964 e il 1973, gli Stati Uniti effettuarono 580000 missioni di bombardamento sganciando 2 milioni di tonnellate di bombe sul Laos. Erano più bombe di quante ne furono sganciate durante tutta la seconda guerra mondiale. Più di 50000 persone morirono nella guerra civile laotiana. Ciò ebbe un impatto enorme su un piccolo Paese di soli 3,5 milioni di abitanti, che continuano a morire oggi. Altre 20000 persone furono uccise dalla fine della guerra dalle bombe statunitensi sganciate in guerra ed inesplose. Nel settembre 2016, l’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama impegnò 90 milioni di dollari per aiutare il Laos a trovare e disarmare le circa 80 milioni di bombe a grappolo mai esplose. Sebbene abbia affermato l'”obbligo” di aiutare il Laos, smise di scusarsi per i crimini degli Stati Uniti. Gran parte della coltivazione del papavero nella regione derivò dalla guerra civile. La CIA trafficava in oppioidi per sostenere le comunità che armava per combattere i comunisti, in particolare gli Hmong. I principali problemi col contrabbando di droga dalle aree popolate continuarono a frustrare il governo centrale, e questi probabilmente continueranno mentre il Myanmar, e in misura minore la Thailandia, sono incapaci di arginare la redditizia coltivazione del papavero e il commercio di stupefacenti.

Il Pathet Lao vittorioso
Quando i vietnamiti sconfissero gli Stati Uniti nell’aprile 1975, li costrinsero a lasciare la regione. Il sostegno degli Stati Uniti alla monarchia laotiana scese. Il Pathet Lao prese il potere nel dicembre 1975, sette mesi dopo le controparti vietnamite. Il Paese fu ribattezzato Repubblica Democratica Popolare del Laos (Lao PDR) e il Pathet Lao fu riorganizzato come Partito Rivoluzionario Popolare Laotiano. Souphanouvong era Presidente della Repubblica, ma non era attivo nella leadership del Pathet Lao. Si ritirò nel 1991 divenendo ex-statista fino alla morte nel 1995. I comunisti laotiani godevano del sostegno di varie organizzazioni del fronte nazionale che rappresentano le diverse minoranze etniche in Laos. Una volta terminata la guerra, nuovi problemi apparvero: il Laos non aveva industria su cui basare l’espansione delle forze produttive. La formazione dei rapporti di produzione socialisti nel Paese prese principalmente la forma della nazionalizzazione, collettivizzazione dell’agricoltura e monopolio statale del commercio estero. Le relazioni politiche coi Paesi vicini resero difficile la crescita economica e, come risultato del confine poroso con la Thailandia, emerse un prolifico mercato nero in Thailandia dove gli agricoltori laotiani potevano vendere le loro merci. Ciò frustrò gli sforzi del governo nel controllare l’accumulazione capitalista nel Paese e raggiungere l’autosufficienza.

Costruire il socialismo nella Repubblica democratica popolare del Laos
Nel 1976 l’esercito prese nuovamente il potere in Thailandia, chiudendo il confine ma anche intensificando il sostegno thailandese alle forze terroristiche in Laos che attaccavano le fattorie collettivizzate, sabotavano la produzione e assassinavano funzionari comunisti. Allo stesso tempo, il deterioramento delle relazioni tra Vietnam e Cambogia colpì il Laos. Il governo socialista del Vietnam fu costretto ad entrare in Cambogia per fermare il massacro di Khmer e civili vietnamiti da parte dei Khmer Rossi. Disastrosamente, la Cina si schierò coi sanguinari Khmer rossi e, con un duro colpo all’unità degli Stati socialisti, la Cina invase il Vietnam attaccando Hanoi, che iniziava a riprendersi dopo 13 anni di bombardamenti statunitensi. La rottura delle relazioni internazionali al principio lasciò il Laos con pochi amici. Alla fine del decennio fu costretto ad abbandonare le riforme socialiste e a permettere un parziale ritorno delle relazioni di mercato. Sebbene molti contadini abbiano lasciato le fattorie collettive negli anni ’80 e la loro terra sia tornata alla gestione individuale, lo Stato possiede ancora quella terra e l’affitta a cittadini laotiani per 30 anni o ad investitori stranieri per 50 anni. Tuttavia, anche oggi il 37% dei terreni agricoli rimane insicuro a causa delle munizioni inesplose. In un Paese in cui il 70% della popolazione è impegnato nell’agricoltura di sussistenza o quasi-sussistenza, questo è un enorme svuotamento del potenziale economico del Laos. Nel 1977 Vietnam e Laos firmarono un trattato di amicizia di 25 anni, e consiglieri vietnamiti davano la necessaria esperienza a governo e politiche economiche. Vietnam e Laos combaciano, come dice un detto comune, “come labbra e denti”. Il Laos si avvicinò al Vietnam come principale partner commerciale e unica rotta verso il mare. L’Unione Sovietica fornì la maggior parte degli aiuti stranieri, in particolare alle forze armate laotiane. Nel 1981 il primo piano quinquennale mirava all’autosufficienza, ma la lenta crescita economica percepita del circa 5% all’anno fu giudicata insufficiente e il secondo piano quinquennale dal 1986 al 1990 adottò il nuovo meccanismo economico (NEM), che mirava a integrare lentamente parti dell’economia laotiana coll’economia mondiale senza sacrificare l’autosufficienza alimentare. Mentre il mondo capitalista era in gran parte disinteressato al Laos, Cina, Vietnam e Repubblica Democratica Popolare di Corea furono i principali investitori. Alla fine del secondo piano quinquennale, la produzione di riso raddoppiò e la produzione di zucchero aumentò del 40%. Dal 1990 il Laos ha dimezzato il numero di persone che vivono in povertà, mentre la popolazione è quasi raddoppiata. Nonostante questi progressi, la Repubblica democratica popolare del Laos rimane un Paese oppresso che cerca di superare il recente passato tormentato.

Il futuro della Repubblica democratica popolare del Laos
Negli ultimi anni il governo laotiano si è concentrato sulle industrie estrattive, aprendo nuove miniere di stagno e cloruro di potassio coll’aiuto della Cina e della RPDC, e miniere d’oro, d’argento e di rame in collaborazione con altri investitori, in particolare l’Australia. Il settore minerario comprende solo il 7% circa dell’economia laotiana, col settore industriale che contribuisce per il 28,6%. L’energia idroelettrica costituisce una parte enorme dell’economia laotiana, formando il 30% delle esportazioni nel 2017. I pesanti investimenti governativi in quell’industria iniziarono nel 1993 e si sono rapidamente espansi a causa della bassa densità della popolazione del Paese e della relativa facilità con cui le nuove dighe possono essere costruite. Con la Repubblica democratica popolare del Laos che produce già molta più elettricità del necessario, è pronta a diventare un importante fornitore di elettricità pulita per tutto il sud-est asiatico. Un’altra area di crescita economica negli ultimi anni sono le piantagioni di gomma, la maggior parte delle quali nel nord vicino al confine cinese. Si prevede che l’area coltivata a gomma raggiungerà i 13,8 milioni di ettari nel 2018 e gran parte di questa crescita proviene dalla domanda di pneumatici dall’industria automobilistica in rapida espansione in Cina. Molte piantagioni sono finanziate da investitori stranieri, ma i villaggi locali lottano per avere il controllo comune sulle piantagioni, come stabilito dalla legge. La Repubblica popolare democratica del Laos mantiene regole del lavoro molto rigide che riflettono il potere della classe operaia. I sindacati esistono insieme agli organi di partito e di consiglio e tutte le unità di lavoro devono avere un rappresentante sindacale. I lavoratori sono protetti da queste istituzioni dal licenziamento e qualsiasi licenziamento va giustificato in un tribunale. Tali giustificazioni devono dimostrare che il datore di lavoro ha già cercato un nuovo impiego per il lavoratore, col lavoratore che riceve un’indennità di fine rapporto per sostenersi mentre continua a cercare un nuovo lavoro. L’occupazione è un compito che anche il governo e i sindacati aiutano. Il lavoro è limitato a 8 ore al giorno o 48 ore alla settimana per tutti i mestieri, con limiti massimi di ore di straordinario anche fissati, e con congedo per malattia retribuito, maternità e ferie estremamente generosi. Nonostante queste protezioni, la presenza di rapporti di mercato garantisce la sopravvivenza della borghesia nella Repubblica democratica popolare del Laos. Sotto il socialismo, la lotta di classe continua ma assume nuove forme. Il potere della borghesia risiede principalmente nel controllo dei mercati locali e del commercio nel Paese decentralizzato. Tuttavia, il controllo delle classi lavoratrici laotiane sui vertici dell’economia e gli stretti limiti alla proprietà privata tengono la borghesia laotiana al guinzaglio.
Il futuro del socialismo della Repubblica democratica popolare del Laos sono strettamente legati al destino dei vicini socialisti. Un rapporto in crescita con la Cina e nuove opportunità commerciali con le circostanti nazioni del sud-est asiatico promettono una crescita economica. Quando parliamo di crescita economica e accumulazione di capitale non dovremmo mai dimenticare di porre la domanda posta da Lenin: “per chi?”

Traduzione di Alessandro Lattanzio