Crea sito

La Cina si aspetta maggiori importazioni agricole dall’Europa

Yang Sheng, Global Times, 9/7/2018

La Cina espande legami commerciali con l’Europa aumentando le importazioni di prodotti agricoli, con una mossa che secondo gli esperti non compenserà completamente le pressioni della guerra commerciale cogli Stati Uniti, ma potrebbe dare il messaggio che la Cina continua ad aprire la propria economia. Il Premier cinese Li Keqiang concludeva il viaggio in Bulgaria con un messaggio chiaro; la Cina consoliderà ulteriormente le relazioni coi Paesi europei e salvaguarderà il regime commerciale multilaterale. Durante la visita nella capitale bulgara, Sofia, Li partecipava al settimo incontro dei leader della Cina e dei 16 Paesi dell’Europa centrale e orientale (PECO), e aveva incontri bilaterali coi leader del PECO, riferisce l’agenzia Xinhua News. Li aveva detto ai leader del PECO che la Cina aumenterà le importazioni di prodotti agricoli di alta qualità dai PECO, tra cui carne, latticini, miele e vino, per soddisfare le richieste sempre più diversificate dei consumatori cinesi, secondo l’amministrazione generale delle dogane. Anche se non ci fosse stata la guerra commerciale cogli Stati Uniti, la Cina avrebbe sicuramente promosso il commercio di prodotti agricoli coi PECO, affermava Bai Ming, ricercatore presso l’Accademia cinese per il commercio internazionale e la cooperazione economica. La Cina deve aumentare le importazioni agricole data la grande popolazione, la terra arabile limitata e la necessità di proteggere l’ambiente. La ferrovia Cina-Europa trasporta molte merci cinesi in Europa, ma spesso ritorna in Cina con pochi prodotti, osservava Bai. Prevede che i treni faranno presto il viaggio di ritorno pieni di prodotti agricoli.
Il premier cinese e le controparti del PECO decidevano di rafforzare la cooperazione bilaterale e 16+1 e, di fronte alle nubi protezionistiche, ribadivano l’impegno comune a costruire un’economia mondiale aperta e rendere la globalizzazione economica più dinamica, inclusiva e sostenibile, riferiva Xinhua. Tuttavia, l’espansione dei legami coi PECO non può compensare completamente l’impatto negativo della guerra commerciale degli Stati Uniti, affermava Wang Yiwei, direttore dell’Institute of International Affairs dell’Università Renmin della Cina. “I prodotti agricoli dei PECO abbondano ma non possono sostituire le importazioni di soia dagli Stati Uniti, e il mercato dei PECO è troppo piccolo per sostituire la quantità di merci cinesi solitamente vendute negli Stati Uniti“. La promozione dei legami commerciali coi PECO è principalmente simbolica, secondo Wang, sottolineando che era volta a “trasmettere il messaggio che la Cina manterrà la promessa di ridurre il surplus commerciale con altri partner e aumentare l’apertura“.

Cooperazione Cina-Germania
Dopo gli incontri a Sofia, il premier cinese arrivava a Berlino per il quinto appuntamento delle consultazioni intergovernative Cina-Germania e in visita ufficiale nel Paese europeo. All’arrivo, Li fece notare che lui e la cancelliera tedesca Angela Merkel, che visitò la Cina a maggio, ebbero visite di scambio in meno di sei mesi da quanto i nuovi governi dei due Paesi sono in carica da marzo, riferiva Xinhua. Una misura pratica per superare le pressioni della guerra commerciale è cooperare con la Germania sui progetti infrastrutturali nei PECO, osservava Wang. “I progetti infrastrutturali “PECO” sono affidati in gran parte all’UE, ma data la carenza di sostegno finanziario e la lunga durata dei progetti, i PECO vorrebbero far partecipare la Cina“. Ma leggi e regolamenti dell’UE rendono difficile alle aziende cinesi partecipare agli appalto, così la Cina può invitare la Germania a risolvere efficacemente il problema, affermava Wang. Sullo sfondo internazionale complesso e mutevole, i due nuovi governi dovrebbero utilizzare la prima riunione globale per costruire consenso, approfondire la cooperazione e perseguire lo sviluppo, secondo Li all’arrivo in Germania.
Anche Germania ed UE subiscono le pressioni della guerra commerciale. L’UE ha già colpito i prodotti statunitensi con dazi di ritorsione per 2,8 miliardi di euro (3,3 miliardi di dollari) in risposta alle restrizioni di Donald Trump sulle importazioni di acciaio e alluminio ed elabora una lista di 18 miliardi di euro in risposta alla minaccia del presidente degli Stati Uniti di colpire le auto, riporta il Financial Times.

Traduzione di Alessandro Lattanzio