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Il comandante dell’esercito indica i mandanti dell’assassinio dello scienziato iraniano

FARS 28 novembre 2020

Il comandante dell’esercito iraniano, Generale Abdolrahim Mousavi, indicava Stati Uniti, Israele e l’organizzazione anti-iraniana Mojahedin-e Khalq (MKO, nota anche come MEK, PMOI e NCRI) come responsabili dell’assassinio dello scienziato nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh. “I nemici ottusi della Rivoluzione islamica non potranno mai impedire alla grande nazione iraniana di aprire la via del progresso e dello sviluppo pacifici con tali crimini e l’assassinio del martire Dr. Mohsen Fakhrizadeh è un’altra prova dell’oppressione contro la nazione iraniana sulla via della forza e dell’onore”, dichiarava il Generale Mousavi. “Le mani criminali degli Stati Uniti, il minaccioso regime sionista e gli ottusi monafeqin (ipocriti come vengono chiamati i membri dell’MKO in Iran) sono chiaramente visibili in tale crimine e spregevole azione, condannata dalle nazioni in cerca della libertà”, aggiunse. Il generale Mousavi condannava l’attentato ed espresso le condoglianze per il martirio dello scienziato nucleare iraniano, dichiarando: “La Repubblica islamica dell’Iran si riserva il diritto di vendicarsi dei nemici in qualsiasi arena”.
Nelle osservazioni pertinenti, il Maggior-Generale Hossein Salami, comandante del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC) notava che l’assassinio di Fakhrizadeh non può minare la determinazione degli iraniani e affermava che la vendetta per l’attentato è già all’ordine del giorno. Il Generale Salami espresse le condoglianze al leader supremo della rivoluzione islamica, ayatollah Seyed Ali Khamenei, alla famiglia del martire Fakhrizadeh e alla nazione iraniana per il martirio del capo dell’Organizzazione per la ricerca e l’innovazione del Ministero della Difesa iraniano, Dottor Mohsen Fakhrizadeh, nell’attentato organizzato e pianificato dal regime infanticida israeliano. “I nemici della nazione iraniana, in particolare le menti, gli autori e i sostenitori di tale crimine, dovrebbero anche sapere che tali crimini non mineranno la determinazione degli iraniani a continuare questo via gloriosa e potente, e dure vendetta e punizione sono all’ ordine del giorno”, osservava il comandante in capo dell’IRGC.
L’auto di Fakhrizadeh fu colpita da un’esplosione e dal fuoco di una mitragliatrice ad Absard Damavand, 40 chilometri a est di Teheran. Lo scienziato e uno degli accompagnatori furono immediatamente portati in un vicino ospedale ma non fu possibile salvarlo. Resoconti di testimoni oculari confermano che l’auto di Fakhrizadeh fu attaccata prima da un’esplosione e poi da terroristi che spararono contro l’auto. All’inizio del 2018, le fonti israeliane riconobbero che il Mossad aveva tentato di assassinare uno scienziato nucleare iraniano, ma fallendo. Secondo Fars News Agency, il Mossad aveva avuto accesso al nome di Fakhrizadeh tramite un elenco delle Nazioni Unite che lo definiva scienziato del Centro di ricerca sulla fisica del Ministero della Difesa iraniano. Gli scienziati nucleari iraniani sono stati l’obiettivo di attentati delle agenzie di spionaggio occidentali e israeliane negli ultimi anni.
Nel giugno 2012, l’Iran annunciò che l’intelligence aveva identificato e arrestato i terroristici dietro l’assassinio degli scienziati nucleari del Paese. “Tutti gli elementi coinvolti negli omicidi degli scienziati nucleari del Paese sono stati identificati e arrestati”, annunciava il Ministero dell’Intelligence iraniano. “Un certo numero di paesi, i cui territori e strutture erano stati utilizzati in modo improprio dalle squadre terroristiche del Mossad, hanno fornito ai funzionari iraniani informazioni pertinenti”, aggiunse la dichiarazione. “Nel corso delle indagini, tutti gli altri elementi sugli assassinii degli scienziati iraniani Massoud Ali-Mohammadi, Majid Shahriari e Mostafa Ahmadi Roshan, nonché Reza Qashqaei (autista di Roshan) furono arrestati”, si leggeva nella dichiarazione. “Alcuni degli autori dell’assassinio del Dottor Fereidoun Abbasi, l’attuale capo dell’Organizzazione iraniana per l’energia atomica, sono tra gli arrestati”, aggiunse il ministero. Secondo la dichiarazione, il Ministero dell’Intelligence iraniano aveva rilevato alcune basi del Mossad nei territori di uno dei vicini occidentali dell’Iran, che addestrava e supportava le reti terroristiche. Nel quinto attacco di questo tipo in due anni, l’11 gennaio 2012, i terroristi uccisero lo scienziato iraniano Mostafa Ahmadi Roshan e il suo autista.
L’attentato è avvenuto nel secondo anniversario del martirio del professore universitario iraniano e scienziato nucleare Massoud Ali Mohammadi, anch’egli assassinato in un attentato terroristico a Teheran nel gennaio 2010. Il metodo di assassinio utilizzato nell’attentato era simile agli attentati terroristici del 2010 contro l’allora professore universitario Fereidoun Abbassi Davani, diventato capo dell’Organizzazione iraniana per l’energia atomica, e il collega Majid Shahriari. Mentre Abbasi Davani sopravvisse, Shahriari cadde martire. Anche un altro scienziato iraniano, Dariush Rezaeinejad, fu assassinato con lo stesso metodo il 23 luglio 2011. In uno sviluppo rilevante nel gennaio 2015, il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC) annunciò di aver sventato un tentativo dell’intelligence israeliana di assassinare uno scienziato nucleare iraniano. “Negli ultimi due anni, il nemico sionista (Israele) ha cercato duramente di assassinare uno scienziato nucleare iraniano, ma la presenza tempestiva delle forze di sicurezza dell’IRGC impediva l’operazione terroristica”, disse il Vicecomandante di collegamento del Corpo delle guardie Colonnello Yaqoub Baqeri nel 2015.

Traduzione di Alessandro Lattanzio