L’UE avrà scambi con l’Iran dedollarizzati

PressTV, 9 luglio 2018

Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov affermava che i tre principali firmatari europei dell’accordo nucleare con l’Iran decidevano di avere rapporti commerciali con l’Iran evitando il dollaro USA. Dopo la mossa unilaterale degli Stati Uniti di ritirarsi dall’accordo nucleare, ufficialmente noto come Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), le compagnie europee subiscono pressioni da Washington per tagliare i legami commerciali con Teheran. L’8 maggio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciava che Washington lasciava l’accordo nucleare ed intendeva reintrodurre le sanzioni all’Iran e imporre “al massimo livello” divieti economici alla Repubblica islamica. Col JCPOA, l’Iran s’impegnava a porre dei limiti al programma nucleare in cambio della rimozione delle sanzioni imposte a Teheran. Lavrov annunciava che la decisione di Francia, Germania e Gran Bretagna riguarda principalmente piccole e medie imprese. Il principale diplomatico russo aggiungeva che le parti restanti dell’accordo nucleare iraniano accettavano di elaborare misure per proteggere le imprese dalle sanzioni statunitensi. Criticava la decisione “illegale e inaccettabile” di Washington di re-imporre le sanzioni all’Iran. “Tutti sono d’accordo sul fatto che sia una politica assolutamente illegale e inaccettabile ma, naturalmente, ciò non può essere cambiato e ci saranno ancora lotte nel commercio e nella sfera economica e politica“, secondo Lavrov. Da quando il presidente degli Stati Uniti fece uscire Washington dallo storico accordo nucleare, i Paesi europei davano garanzie a che l’Iran ottenga sufficienti benefici economici per convincerlo a rimanere nell’accordo. Le parti restanti promisero di rimanere nell’accordo. Teheran condiziona l’adesione all’accordo a pratici passi europei per assicurarsi che i dividendi dell’Iran dall’accordo non siano influenzati quando le sanzioni statunitensi “torneranno” ad agosto. Le prime sanzioni su settore automobilistico, commercio dell’oro e altre industrie iraniane ritorneranno il 4 agosto. Ulteriori sanzioni su petrolio e transazioni con la banca centrale iraniana entreranno in vigore il 6 novembre.
Le società europee che operano in Iran saranno soggette a potenziali sanzioni statunitensi poiché la maggior parte delle transazioni è attualmente condotta utilizzando il dollaro USA. Fin dall’uscita dal JCPOA, l’amministrazione Trump aveva intrapreso una nuova campagna di minacce alle imprese europee attive in Iran, minacciandole di pesanti sanzioni se dovessero scegliere di rimanere in Iran quando le sanzioni statunitensi ritorneranno. Le minacce di Washington già spaventavano numerosi giganti europei aziendali ed energetici in Iran. Il Ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif disse che i restanti firmatari dell’accordo nucleare del 2015 hanno la volontà politica di opporsi all’azione degli Stati Uniti. Tuttavia, avvertiva che se le parti europee non rispetteranno i loro impegni, l’Iran prenderà proprie misure per contrastare il ritiro degli Stati Uniti dal JCPOA. Il Parlamento europeo concedeva alla Banca europea per gli investimenti (BEI) il permesso di compiere affari in Iran mentre gli europei si affrettavano ad escogitare meccanismi volti a salvare il JCPOA senza gli Stati Uniti e a proteggere i legami commerciali con Teheran dalle sanzioni statunitensi. “Concediamo alla BEI la capacità d’investire in Iran se vengono trovati progetti adeguati“, affermava Siegfried Muresan, parlamentare del Partito popolare europeo di centro-destra (PPE). In una telefonata coll’omologo francese Emmanuel Macron, a giugno, il Presidente Hassan Rouhani affermò che la Repubblica islamica lascerà l’accordo nucleare se non ne trarrà beneficio dopo il ritiro degli Stati Uniti. Rouhani dichiarava: “Se l’Iran non può godere dei benefici dell’accordo, sarà praticamente impossibile rimanervi“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Precedente George Soros: Mago imperiale e agente doppio Successivo La Cina si aspetta maggiori importazioni agricole dall'Europa