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Bolivia: Jeanine Áñez sarà processata per i massacri

Bolivar Infos, 24 novembre 2020L’Assemblea Legislativa Plurinazionale della Bolivia ha deciso di processare la presidentessa del governo de facto Jeanine Áñez per i massacri di Sacaba (Cochabamba) e Senkata (El Alto) e altri fatti. La commissione speciale del Parlamento che indaga sui massacri suggeriva di avviare un procedimento penale contro i ministri Karen Longaric, degli esteri, Yerko Núñez, presidenza, Arturo Murillo, governo, Fernando López, difesa, Álvaro Coímbra, giustizia; Álvaro Rodrigo Guzmán, energia e María Pinckert, ambiente e acqua. Questa relazione va presentata al Parlamento in seduta plenaria ed approvata a maggioranza dei 2/3. Secondo la commissione, Jeanine Ánhez dovrà anche rispondere davanti alla Giustizia per la firma del Decreto Supremo 4078 con cui autorizzava le Forze Armate a svolgere operazioni di ripristino dell’ordine pubblico ed esonerava i militari da ogni responsabilità penale. Dopo aver appreso della decisione, l’ex-presidentessa de facto dichiarava che il MAS inizia a giudicare chi la pensa diversamente. Dopo il colpo di Stato contro Evo Morales nel novembre 2019, i militari commisero i massacri a Senkata, a El Alto, vicino La Paz, e Sacaba, nel dipartimento di Cochabamba. Durante tali operazioni militari e di polizia morirono 37 persone, di cui 27 colpiti da armi fa fuoco. Le famiglie delle vittime sono in attesa di chiarimenti. Finora, le indagini si basavano su informazioni fornite da civili.

Bolivia: le organizzazioni sociali impediscono a Jeanine Áñez di fuggire
Bolivar Infos, 24 novembre 2020

L’ex-presidentessa de facto della Bolivia, Jeanine Ánhez, veniva costretta a rinunciare a salire su un aereo da decine di persone che espressero indignazione per ciò che vedevano come fuga dell’ex- senatrice dal Paese, come denunciato dalle organizzazioni sociali del dipartimento di Beni in un video sui social. Un rappresentante delle organizzazioni sociali di Beni, nel nord della Bolivia, annunciava di aver impedito ad Ánhez di salire a bordo di un aereo nell’aeroporto Jorge Henrich Arauz nella città di Trinidad, perché doveva andare in una città di confine per poi trasferirsi in Brasile, ma i media locali non riportavamo questa denuncia. “L’abbiamo circondata mentre fuggiva in Brasile. L’abbiamo arrestata e rinchiusa in un appartamento e ora deve rispondere degli assassini di Senkata e Sacaba”, aveva detto il portavoce, di cui non si conosce il nome, nel video sui social.
Il governo di Luis Arce accusa il governo dell’ex-presidentessa di “persecuzione politica” coll’avvio di una denuncia penale nei confronti dell’ex-direttore della Migrazione, Marcel Rivas, già in carcere preventivo per presunta collaborazione nella fuga di due ministri indagati. L’Assemblea Legislativa Plurinazionale raccomandò ad ottobre alla Procura della Repubblica di avviare una causa contro Anhez per i massacri di Sacaba, Cochabamba e Senkata, a El Alto, avvenuti nel novembre 2019. In questo documento vi è l’accusa di crimini di genocidio, tortura, sparizioni forzate e altro.

Arrestato un generale per il massacro di Sacaba
Bolivar Infos, 25 novembre 2020

Il pubblico ministero ordinava l’arresto del generale della brigata aerea Alfredo Cuéllar, comandante della guarnigione militare di Cochabamba, nell’ambito delle indagini sull’affare Sacaba. In questo caso, s’indaga sulle morti avvenute in uno scontro tra manifestanti dal tropico di Cochabamba e la polizia sul ponte Huayllani, il 15 novembre 2019, dopo le dimissioni di Evo Morales. L’avvocato del militare indicava che chi difendeva è accusato di omicidio e affermava di aver svolto solo compiti amministrativi e di non aver mai preso decisioni durante le operazioni. “Ha presentato un piano di lavoro strategico generale a novembre in conformità con un decreto supremo e ovviamente un ordine del comando e questo piano, alla base, dice che non dobbiamo usare armi letali”. aveva detto. Il militate è stato arrestato dopo aver rilasciato la dichiarazione e il giorno dopo l’insediamento del gruppo di esperti IACHR che indagherà sulle violenze del 2019. L’accusa affermava che l’arresto del militare fu ordinato perché ci sono prove, oltre al rischio di fuga e di ostacoli alle indagini.

Traduzione di Alessandro Lattanzio