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Rivelato il “segreto” della Turchia per l’acquisto dell’S-400 russo

Alexandre Lemoine, Observateur Continental

Il licenziamento di centinaia di piloti di caccia F-16 da parte del governo turco, dopo il fallito tentativo golpista nel 2016, ha seriamente compromesso l’operatività dell’aeronautica del Paese, e questo spiega l’interesse d’Ankara nell’acquistare al più presto sistemi antiaerei russi. È quanto scriveva l’analista militare Michael Peck nell’articolo per la rivista The National Interest. “L’addestramento di piloti militari è molto costoso. Secondo l’US Air Force, addestrare un nuovo pilota su un aereo come l’F-35 costa 11 milioni di dollari, mentre l’esperienza di diversi anni di un pilota veterano non ha prezzo”, indicava il giornalista. Tuttavia, per ragioni politiche, il governo del presidente turco Recep Tayyip Erdogan “ripulì così radicalmente la sua forza aerea da sbarazzarsi di piloti e istruttori potenzialmente sleali che ora a malapena controllare i caccia F-16”, continuava l’esperto. Dopo il fallito tentato golpe, il governo turco licenziava migliaia di militari per presunti legami col movimento Hizmet del predicatore islamico Fethullah Gülen, considerato uno degli organizzatori e “ispirazione ideologica” del golpe militare. Secondo Michael Peck, quando più di 300 piloti turchi si trovarono senza lavoro, le autorità iniziarono a cercare specialisti all’estero per compensare il deficit. Ma gli Stati Uniti respinsero la richiesta della Turchia di inviare istruttori e aiutarla ad addestrare nuovi piloti sugli F-16. Poi la Turchia chiese aiuto al Pakistan, che ha questi cacciabombardieri nordamericani, “ma non funzionò”, dice l’analista senza spiegare le ragioni del fallimento dei piani di Ankara di avere una cooperazione con Islamabad.
Secondo Michael Peck, la carenza di personale nell’aeronautica militare turca e il conseguente calo del potenziale operativo spinsero il comando a prendere misure asimmetriche sotto forma di rapido acquisto di sistemi antiaerei S-400 dalla Russia. Il contratto fu firmato con Mosca nel 2017 e due anni dopo la Turchia ottenne la prima parte di questi sistemi di difesa. Si ricordi che il colpo di Stato in Turchia nella notte tra il 15 e il 16 luglio 2016 provocò più di 150 morti e più di 2000 feriti. Dopo il fallito golpe, le autorità turche dichiararono lo stato di emergenza, revocato nel luglio 2018. Decine di migliaia di persone furono accusate. In particolare militari, agenti di polizia, collaboratori di procura e organi giudiziari, giornalisti, attivisti per i diritti umani, rappresentanti di altre professioni. Il predicatore islamico Fethullah Gülen, che risiede negli Stati Uniti dal 1999, è considerato dalle autorità turche il capo della “rete terroristica” FETO coinvolta nel tentativo di golpe. Ankara chiede l’estradizione di Fethullah Gülen dagli Stati Uniti.
Il 25 luglio 2019 il ministero della Difesa turco annunciò la fine della prima fase della fornitura dei componenti dell’S-400. Nella prima fase del contratto tra Russia e Turchia, 30 aerei atterravano sulla base aerea Murted. Le prime consegne di S-400 iniziarono il 12 luglio 2019. La seconda fase della fornitura iniziava il 27 agosto e si concluse il 14 settembre. Russia e Turchia firmarono il contratto per l’acquisto di S-400 nel 2017. La Turchia ne ha acquisito 4 battaglioni per un importo di 2,5 miliardi di dollari.

Traduzione di Alessandro Lattanzio