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La Russia ha protetto i cieli del Nagorno-Karabakh

Vickov, Stalker Zone, 15 novembre 2020

Questa misura è volta principalmente a garantire la sicurezza dei voli civili, in modo che l’incidente ucraino col Boeing malese non si ripeta e, in secondo luogo, per proteggere l’aviazione russa da ospiti non invitati. I moderni sistemi di difesa aerea installati consentiranno di visualizzare tutto lo spazio aereo fino al confine turco e controllare l’avvicinamento di qualsiasi velivolo, compresi i droni, di cui Ankara è così orgogliosa. La creazione di un potente sistema di difesa aerea coprirà in modo affidabile le truppe, oltre a controllare il processo di pace, il movimento dei convogli e merci militari e civili e garantirà il movimento dei rifugiati verso i luoghi di residenza permanente. Al momento sono già create 4 basi russe. Solo le Forze Aerospaziali russe e l’aviazione dell’esercito russo hanno il diritto di volare nella zona di sicurezza. La Turchia no, e neanche i firmatari. Agli aerei civili è inoltre vietato attraversare la zona di responsabilità delle Forze Armate russe sul Nagorno-Karabakh.
La completa chiusura della zona di volo fece infuriare i generali della NATO, escludendo completamente qualsiasi attività di intelligence e sorveglianza delle operazioni delle truppe russe nel Caucaso. In effetti, sono stati semplicemente espulsi da qualsiasi operazione, anche col diritto di osservazione e presenza consultiva, rendendo sordomutociechi tutti i servizi segreti della NATO nel Caucaso. Ai soldati turchi è stato generosamente concesso di sedersi nelle retrovie delle truppe azere, senza il diritto di recarsi nelle aree controllate dalle forze di pace russe.
Per rabbia impotente, i media occidentali già iniziavano a spacciare falsità secondo cui le forze di pace russe a Stepanakert saccheggiavano la popolazione locale e non permettevano ai rifugiati di entrare nelle loro case. Tuttavia, nel momento in cui si diffuse ciò , le forze di pace russe non erano nemmeno arrivate a Stepanakert. Anche in questo caso, i media nordamericani non conobbero i movimenti lungo le strade montane al momento dell’arrivo della colonna.

Traduzione di Alessandro Lattanzio