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La classe dominante si prepara al collasso degli Stati Uniti e all’ascesa del socialismo rivoluzionario

Rainer Shea

Il leader caotico Donald Trump potrebbe essere sul punto di essere sostituito con qualcuno che restituirà l’imperialismo al governo nordamericano competente dell’era Obama, ma la crisi dell’impero è solo iniziata. A settembre, il professore di politica internazionale all’Università di Nagoya Kobayashi Koichi pubblicava un articolo che concludeva che a causa delle crescenti contraddizioni nella società nordamericana, è molto probabile che gli Stati Uniti si disgreghino improvvisamente e collassino come l’Unione Sovietica. Non è lontano da ciò che si aspettano gli esperti d’intelligence di Washington. Un rapporto del Pentagono dello scorso anno affermò che la rete elettrica degli Stati Uniti potrebbe crollare entro vent’anni per i disastri legati al clima. E un video di formazione del Pentagono del 2016 avvertiva su un futuro distopico “inevitabile” per le aree urbane del mondo, coll’aumento della disoccupazione e il deterioramento delle infrastrutture che causano la destabilizzazione anche in molti luoghi che prima erano ricchi. Come scrisse Kobayashi su questa situazione: “Entro 10 anni, gli Stati Uniti crolleranno? Sembra la conclusione di Arabian Nights, che fa pare incredibili alle persone. Proprio come la disintegrazione dell’Unione Sovietica di allora, andò ben oltre le aspettative della gente. Tuttavia, la storia è così, sempre piena di incertezze! Non si sa mai cosa succederà domani”.
La classe dirigente statunitense spera di assicurarsi contro la possibilità che da tale caos emerga un movimento socialista rivoluzionario. Senza esso, la classe dominante rimarrà al sicuro, perché anche un Paese gravemente impoverito e tormentato dai conflitti è facile da tenere sotto controllo per i capitalisti e gli imperialisti. Se la classe dominante potrà procedere, i poveri degli Stati Uniti diventeranno ancora più poveri e più pesantemente controllate. Questo è così nelle zone più povere del Paese, che sono in gran parte abitate da nativi e neri. Le condizioni attuali delle vittime più oppresse da colonialismo e capitalismo statunitensi fanno presagire ciò che accadrà al resto della popolazione del Paese mentre il nostro deterioramento economico neoliberista continua e il peggioramento dei disastri naturali crea sempre più migranti climatici. Soprattutto nei centri urbani e lungo le coste, la vita delle persone verrà sradicata come mai prima d’ora, anche nel cuore dell’imperialismo globale. Ma se noi marxisti lavoriamo per costruire le istituzioni della rivolta di classe, queste masse diseredate avranno i mezzi per combattere per la liberazione dalla tirannia sempre crescente del tardocapitalismo. I ricchi sono recentemente fuggiti nei loro lussuosi bunker rurali non solo per il Covid-19, ma per la crescente paura che le vittime del capitalismo possano finalmente prendere in mano la situazione. C’è la sensazione nella classe dominante che le rivolte che viviamo quest’anno siano solo i primi indizi dell’ampia guerra di classe in arrivo, che avrà effettivamente una struttura organizzativa per sconfiggere le forze dello Stato capitalista. Ciò è dimostrato dall’intensificarsi della propaganda anticomunista che l’establishment politico di Washington attua in tandem con la guerra fredda contro la Cina socialista. Il consigliere per la sicurezza nazionale Robert O’Brien quest’anno avvertiva che “invece di ascoltare i leader del PCC e leggerne i documenti chiave, abbiamo creduto a ciò che volevamo credere: che il partito al governo cinese è comunista solo di nome. Oggi sarebbe un errore altrettanto grave presumere che questa ideologia sia importante solo in Cina. In effetti, l’agenda ideologica del PCC si estende ben oltre i confini del Paese e rappresenta una minaccia all’idea di democrazia stessa, anche negli Stati Uniti “. Tale retorica maccartista fa presagire la guerra che lo Stato capitalista statunitense mira a condurre nei prossimi anni contro il socialismo rivoluzionario. Spezzare il flusso di informazioni sovversive e demonizzare il marxismo sono i primi passi di tale guerra, come si evince dall’irrigidimento della censura online e dall’escalation della propaganda anti-cinese che i centri del potere statunitense portano avanti negli ultimi anni. Ciò richiede a noi marxisti di dotare le nostre organizzazioni di strumenti per inviare messaggi senza i dispositivi moderni; la Indigenous Anarchist Federation ha elencato una serie di dispositivi radio che dovremmo avere per garantirci le comunicazioni tra i membri nel caso in cui lo Stato interrompesse Internet nelle zone destabilizzate.
La violenza della polizia, dei militari e dei paramilitari è la prossima risposta della classe dirigente all’ascesa del movimento socialista rivoluzionario. Gli strumenti di cui avremo bisogno per difenderci da ciò si possono trovare nelle guide della Federazione a forniture mediche, blindature e armi. Oltre a raccoglierle risorse menzionate in queste guide, dobbiamo leggere Guerrilla Warfare di Che Guevera e che anche tutti nelle nostre organizzazioni lo leggano. Guevera spiega le tattiche che dovremo adottare per sconfiggere l’assedio dello Stato, come guadagnarsi la fiducia delle popolazioni locali e fare trekking in gruppo tra la natura selvaggia. Queste sono le cose a cui dobbiamo prepararci se vogliamo uscire vivi dalla crisi rivoluzionaria e procedere sulla strada della vittoria sulle forze della reazione. Dobbiamo adottare i metodi della guerriglia rivoluzionaria vincente del passato nelle nostre organizzazioni mentre lavoriamo per reclutare queste organizzazioni, educare le masse sulla necessità della rivoluzione proletaria e raggiungerle coll’approccio della linea di massa di Mao. Come valuta Liberation Road su quest’ultimo compito: “Il nostro punto di partenza in tutto ciò che facciamo è avere fede e affidarci alle masse. Ciò significa che abbiamo fiducia che il popolo possa cambiare il mondo e che se i nostri nemici avrebbero molti soldi, tecnologia e armi, noi abbiamo il popolo e vi ci affidiamo. Dobbiamo anche vedere cosa significa”. Se applichiamo questi metodi, potremo di trasformare il deterioramento della situazione del Paese a vantaggio del socialismo rivoluzionario. Se ignoriamo queste lezioni dalla teoria e storia rivoluzionarie, e ci accusiamo ciecamente di ambizioni avventuriste, le nostre buone intenzioni saranno inutili. È attraverso l’intelligenza che possiamo superare i tentativi della classe dominante di far trionfare la controrivoluzione nel crollo degli USA.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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