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Niente illusioni sulle relazioni Cina-USA

Global Times, 8/11/2020

È scontato che il concorrente democratico Joe Biden sia il prossimo presidente degli Stati Uniti. Gli alleati occidentali degli Stati Uniti si congratulavano con lui indipendentemente dall’atteggiamento del presidente Donald Trump. Sotto il mandato di Trump, le relazioni con la Cina cambiarono nella politica estera degli Stati Uniti. La repressione totale e il contenimento della Cina saranno cosiderati la maggiore “eredità diplomatica” che Trump lascerà. Fino a che punto Biden continuerà la “linea Trump” nei rapporti con la Cina?
La maggior parte degli analisti ritiene che i conflitti ad alta intensità lanciati dall’amministrazione Trump, inclusa la guerra commerciale, abbiano resettato l’ambiente generale delle relazioni Cina-USA e cambiato il pensiero delle élite statunitensi nei confronti della Cina. Se Biden subentrerà, manterrà un atteggiamento duro. Su ciò che gli Stati Uniti definiscono questioni di “diritti umani” come gli affari in Xinjiang e Hong Kong, non si può escludere la possibilità che il governo democratico vada oltre. In breve, è improbabile che gli Stati Uniti allentino la pressione sulla Cina su questioni chiave. Tuttavia, va anche notato che dall’inizio di quest’anno, l’amministrazione Trump in molte occasioni deliberatamente fece pressioni sulla Cina, poiché ne era la strategia della campagna. Credeva che più fosse dura con la Cina e più cercasse di fargliela pagare per il fallimento degli Stati Uniti nel contenere l’epidemia di coronavirus, più voti avrebbe avuto. Pertanto, quest’anno si ebbero bolle nella politica cinese degli Stati Uniti in cui l’amministrazione Trump creava tensioni nelle relazioni Cina-Stati Uniti di proposito. Crediamo sia possibile far esplodere quelle bolle. Pechino dovrebbe impegnarsi a comunicare col team Biden nel modo più approfondito possibile, compiendo maggiori sforzi congiunti per ripristinare le relazioni Cina-USA a uno stato di grande prevedibilità.
In primo luogo, c’è molto spazio per l’adeguamento nelle relazioni Cina-USA nella lotta all’epidemia. La massima priorità di Biden quando sarà in carica era frenare l’epidemia. Come disse in precedenza, non c’è altra scelta che combattere l’epidemia con approcci scientifici. In questo modo, sarà difficile agli Stati Uniti continuare la strategia di “incolpare la Cina” e “ritenerla responsabile”. Sarà possibile per Cina e Stati Uniti passare da un feroce confronto a una cooperazione pragmatica nel combattere l’epidemia. La cooperazione in questo settore può creare ulteriori indizi per rivalutare alcuni problemi inerenti le relazioni Cina-USA.
In secondo luogo, Biden ha confermato l’intenzione di far rientrare gli Stati Uniti nell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Per promuovere la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, è indispensabile la cooperazione Cina-USA, che aumenterà anche i temi non in competizione tra Cina e Stati Uniti.
Terzo, in termini di economia e commercio, è molto probabile che Biden continui la campagna di “massima pressione” di Trump, ma probabilmente non con mosse avventate da gioco d’azzardo. Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno adottato misure goffe che danneggiavano se stessi e altri. Washington non riusciva a ridurre il deficit commerciale con Pechino, ma molte aziende nordamericane espressero apertamente malcontento. Un cambiamento nell’amministrazione potrebbe comportare dei pragmatici tentativi di aggiustamento in tal senso sulla base della realtà.
In quarto luogo, l’amministrazione Trump è andata oltre danneggiando la fede di Cina e Stati Uniti ad impegnarsi in più legami tra i popoli. A causa dell’epidemia di COVID-19 negli Stati Uniti, molte famiglie cinesi abbandonavano i piani per far studiare i figli negli Stati Uniti. Di conseguenza, il rapporto domanda-offerta sull’istruzione è notevolmente cambiato: non c’è molto spazio per Biden nel continuare la repressione su studenti e studiosi cinesi.
In generale, l’amministrazione Trump era ossessionata dalle politiche dure nei confronti della Cina. Molte carte vincenti furono scartate, lasciando poche risorse all’amministrazione Biden per agire “più duramente” con la Cina. Francamente, le relazioni Cina-USA sono state finora anormali. La tensione divide i reali interessi dei due Paesi. Washington ha visto Pechino come “nemico” negli ultimi anni, ma non sono davvero rivali. Sono in competizione, con interessi che s’integrano. Quindi, prima o poi arriverà ordine dal caos negli Stati Uniti. Certo, il Partito Democratico è più ostinato sui valori. Ma da grandi potenze, Cina e Stati Uniti difficilmente scivoleranno nel confronto strategico semplicemente per divergenze sui valori. Inoltre, Biden presterà maggiore attenzione al consolidamento delle relazioni transatlantiche, ma ciò non è stata costruita con la Cina. Se Washington vuole sfruttare il sistema di alleanze per affrontare la Cina, sarà frenata dagli alleati. Molti alleati degli Stati Uniti hanno interessi economici con la Cina e non sono disposti a confrontarsi con la Cina nel tentativo di rafforzare le alleanze cogli Stati Uniti.
La Cina non dovrebbe nutrire alcuna illusione che l’elezione di Biden allevi o cambi le relazioni Cina-USA, né dovrebbe indebolire la convinzione nel migliorare i legami. La concorrenza degli Stati Uniti con la Cina e la guardia contro essa non farà che intensificarsi. Ma è nell’interesse comune dei popoli di entrambi i Paesi e della comunità internazionale che le relazioni Cina-USA siano allentate e controllate. I due Paesi devono collaborare ed intraprendere azioni congiunte per esplorare e lavorare per realizzare stabilità e prevedibilità sulle loro cattive relazioni ed evitare che i legami bilaterali peggiorino distruggendosi.
La via fondamentale per la Cina di affrontare le sfide strategiche degli Stati Uniti è potenziarsi. La Cina deve diventare un Paese che gli Stati Uniti non possono sopprimere o destabilizzare e far sì che la cooperazione con la Cina sia l’opzione migliore per gli Stati Uniti per i propri interessi. Questo è il principio fondamentale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio