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Chi sono i Lupi grigi?

Danielle Bleitrach, Histoire et Societé 3 novembre 2020

Il ministro dell’Interno Gérald Darmanin annunciò il 2 novembre lo scioglimento dei Lupi Grigi, gruppo turco di estrema destra radicale, nazionalista e xenofobo, dopo gli incidenti della scorsa settimana in Francia. È una buona notizia! La prima domanda che ci si può porre è: come può un movimento che ha tale pedigree non essere stato bandito finora? Con quale gentilezza la Francia tollera i fascisti sul suo suolo? Non sono gli unici e quando io e Marianne abbiamo scritto il nostro libro sull’Ucraina, avevamo notato che tale tipo di movimento lavorava con le sue ambasciate e rendeva servizi trasformando gli immigrati in strumento docile dei datori di lavoro. Si tratta di partire da tali servizi resi al capitale nell’ambito del concorso istituito dall’UE sulla forza lavoro per estendere l’analisi alla geopolitica e in questo relativizzare la parte reale da quella religiosa.
Pollice, medio e anulare uniti, indice e mignolo eretti, a formare il profilo del lupo. Questo è il segno della manifestazione dei Lupi Grigi. Questi estremisti turchi vengono individuati dopo i recenti incidenti tra le comunità turca e armena a Lione. Le tensioni tra queste due diaspore si acuivano con la ripresa del conflitto in Nagorno-Karabakh tra Armenia e Azerbaigian, sostenuto dalla Turchia. Si tratta di “un gruppo particolarmente aggressivo, per usare un eufemismo”, aveva detto il ministro dell’Interno francese Gerald Darmanin a proposito dei Lupi Grigi, annunciandone lo scioglimento che dovrà essere deliberato dal Consiglio dei ministri. Certo, ma dopo più di quaranta anni nessuno può ignorare tali persone. Come in Turchia, tali usanze fascisteggianti principalmente contro i comunisti sono la prassi fondante dell’organizzazione, estendendo repressione e assassinio contro i curdi e ora, nel contesto degli eventi del Caucaso, contro gli armeni. In quanto tale, i legami dell’organizzazione fascista non sono limitati alla sola politica turca che rimane nella NATO e svolge un ruolo nella costituzione di una cintura ostile alla Russia e persino alla Cina sin da quando i lupi grigi anno legami col movimento separatista uigura in Cina. Il che va ben oltre il folclore fascista in cui si abbandonano i membri del gruppo. Essendo stato a Cuba negli anni novanta con leader attivi in Africa e Medio Oriente e aprendo rapporti con la Cina, si hanno prospettive sui veri obiettivi di tale organizzazione.

Attentato a Giovanni Paolo II
Tale gruppo ultranazionalista e anticomunista è oggi noto per essere vicino al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che recentemente ha messo in dubbio la “salute mentale” di Emmanuel Macron. Ha la doppia caratteristica di essere violentemente anticomunista e ultranazionalista e di essere composto da teppisti mercenari, mafiosi che, pur essendo legati a vari traffici, presenziano ad azioni i cui sponsor sono volutamente misteriosi. Alla fine degli anni ’60 in Turchia, il partito di estrema destra MHP istituì un ramo giovanile (denominato “Casa Idealista”) che negli anni prese come simbolo il lupo, e compì diverse azioni radicali, in particolare contro Papa Giovanni Paolo II. Il 13 maggio 1981 Mehmet Ali Agca, membro dei Lupi Grigi, tentò di assassinare il capo cattolico a Piazza San Pietro, Vaticano. Colpito a bruciapelo da tre proiettili, Karol Wojtyla fu operato d’urgenza e salvato, senza che nessun organo vitale fosse stato toccato. (1)
Fu in questo periodo, negli anni ’80, (come per caso nel quadro della “rivoluzione conservatrice e neoliberista, iniziata dal Cile, si moltiplicarono le intimidazioni fasciste contro i sindacalisti, militanti comunisti in America Latina e del resto del pianeta, anche se l’ideologia dei “diritti umani” fungeva da bandiera), che i Lupi Grigi davvero iniziarono a far parlare di sè. Si videro agire in azioni violente contro attivisti di sinistra e minoranze. Avevano al loro attivo al momento numerosi omicidi di intellettuali e militanti comunisti. Oggi ufficialmente aderenti all’ideologia “panturchista”, sono presenti in diversi Paesi europei, tra cui Germania e Austria, dove conducono regolarmente campagne di intimidazione, e sono sospettati dell’assassinio di tre attivisti curdi nel 2013 a Parigi. Sono anche noti per essere vicini a certi circoli mafiosi. Il movimento ha diverse sedi in altri Paesi europei, senza che siano mai state ufficialmente riconosciute. Bandita in Turchia negli anni ’80, prima di riapparire qualche anno dopo, l’organizzazione terroristica si diffuse nella diaspora, in Germania, Austria, Francia, Belgio, Svizzera. Negli anni ’90, tali ultranazionalisti commisero violenze contro curdi, armeni e greci. Coltivavano anche legami col movimento separatista uiguro in Cina. I militanti aderirono all’esercito azero in guerra coll’Armenia all’inizio degli anni ’90, nel primo conflitto del Nagorno-Karabakh. Ma il movimento fu bandito da Baku nel 1995, accusato di aver partecipato al tentato colpo di Stato contro il presidente Gajdar Aliev, padre dell’attuale leader azero.

Tolleranza di Ankara
I Lupi Grigi difendono l’idea del Pan-turchismo, il cui obiettivo è riunire i popoli turchi nello stesso Stato. Organizzazione ora legale in Turchia, si dice che sia presente nella polizia, nell’esercito e nei servizi segreti turchi, le autorità sono più che tolleranti nei loro confronti. Come le controparti di alba dorata in Grecia, pravy sektor in Ucraina, ciò che li caratterizza non è la religione anche se sono molto legati agli apparati ecclesiastici, quanto con polizia ed esercito, ma prendono volentieri cause in cui il religioso gioca un ruolo di facciata. Prima dello scoppio della guerra del Nagorno-Karabakh il 27 settembre 2020, i Lupi Grigi seminarono il panico quest’estate a Lione a margine di una manifestazione filo-armena. Un franco-turco di 23 anni, Ahmet Cetin, fu processato a settembre a Bourg-en-Bresse per “incitamento all’odio”. Era apparso in un video in cui diceva: “Possa il governo (turco) darmi un’arma e 2000 euro e farò ciò che va fatto ovunque in Francia”, rimpiangendo che a Marsiglia ci sono “troppi armeni. La seconda domanda che ci si può porre è perché il primo divieto riguarda i lupi grigi? Sosterremo il fatto che oggi, nel contesto del conflitto tra Macron ed Erdogan, l’interesse prioritario riguarda il nemico personale del presidente. È un po’ scarno, infatti bisogna partire dall’idea che nel contesto della crisi dell’egemonia nordamericana, gli scontri si sviluppano nello stesso campo, dove ognuno cerca di costituirsi un feudo. Perché il governo ha finalmente deciso di bandirli quando la loro descrizione testimonia che dagli anni ’80 l’installazione sul nostro suolo di bande fasciste che agiscono impunemente, anche assassinando militanti curdi, e tale impunità c’è in tutta Europa, appare costitutiva di questa Europa che si presenta come terra dei diritti umani mentre istituisce l’anticomunismo come religione democratica, e le milizie di estrema destra sono tollerate. Vanno ulteriormente studiati altri compiacimenti laddove non si parla solo di “profughi” ma anche di bande organizzate tra delinquenza e servizi resi ai datori di lavoro e terrorismo contro i militanti di sinistra.
Al momento, assistiamo in Francia e Europa alla proliferazione di azioni fasciste sotto le spoglie dell’islamismo e c’è la coincidenza temporale tra azioni dell’estrema destra degli “identitari”, apparentemente ostili a musulmani e immigrati. I lupi grigi non sono l’unica organizzazione che ha sempre fatto da congiunzione tra queste forze apparentemente opposte e con cui i vari governi francesi di destra e di sinistra non hanno mai smesso di fare i conti nei loro interventi contro Libia, Siria, eccetera. Perché nel contesto della decapitazione di un insegnante da parte di un ceceno e del triplice assassinio in una chiesa di Nizza da parte di un tunisino, la prima organizzazione sciolta è quella dei “lupi grigi”. Gli assassini sono giovani preparati fin dall’infanzia a tali omicidi, e che sono tutt’altro che lupi solitari, tra i legami tra Ankara e i capi in Cecenia e Tunisia di tale movimento islamista? Quando Fabius, allora, e oggi Ledrian, l’attuale ministro degli Esteri sostiene ovunque in Medio Oriente come ai confini della Russia e anche della Cina tali bande destabilizzanti, non ci sarebbe alcun rapporto con tali killer professionisti? Ovunque in periferia, a Marsiglia in particolare, la morsa del traffico di droga e di armi vede sempre più scontri tra bande legate a queste mafie e ai governanti anche nelle città, con la complicità di tutti coloro che pretendono di comprarsi la pace sociale. La violenza di tali gruppi fascisti, ultranazionalisti o religiosi è tanto più esacerbata perché rientra nel controllo dei territori per il traffico, con piccoli giochi d’influenza tra poteri insediati tra clientelismo e discorso sulla sicurezza nazionale, europea e internazionale. L’estrema destra non è l’ultima a usare i propri misfatti.
Questo è il motivo per cui ho notato di recente come il governo voleva rendere l’islamismo di sinistra responsabile di come in nemici della Francia sono accolti sul suolo francese, per almeno invertire l’ordine delle priorità. La sinistra ha complici comprovati di tali persone e utili idioti nel quadro dell’indebolimento del movimento comunista, in particolare sulle questioni internazionali. Ma è vero che non aiuta l’autocompiacimento che alcuni esponenti dell’estrema sinistra mostrano verso associazioni che furono da intermediari legali di tali organizzazioni criminali.

1) Se vogliamo misurare con quali teppisti mercenari abbiamo a che fare e chi ne sono gli sponsor, l’attentato al Papa e i deliri del suo mancato assassino, oggi in libertà, ancora intrigante caso limite confine, può essere illuminante. Questo attentato sullo sfondi della fede papale nell’apocalisse prevista dalla vergine di Fatim, diede origine a varie interpretazioni. Prima i bulgari, quindi il KGB, ma come hanno dimostrato Chomsky e altri analisti, sono poco credibili e i fatti portano sempre più a Washington e a suoi servizi segreti. Senza escludere il patrocinio del fascismo italiano agli ordini dalle forze del Vaticane, come Gladio. Un mistero che da più di quarant’anni alimenta polemiche, scoop, rivelazioni, scoperte di nuovi archivi, confessioni di spie in pensione, ogni volta sollevando interrogativi e ipotesi. Il punto è che tale organizzazione mafiosa mercenaria ha più legami, ieri come oggi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio