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Washington arma i terroristi in Siria da anni

Prof. Anderson, intervistato da Basma Qadur, Syria Times 7 luglio 2018

Il famoso attivista pacifista australiano ed autore Prof. Tim Anderson, che ha scritto un libro intitolato “La sporca guerra in Siria”, chiariva che Washington decideva di ritirare il sostegno a tali gruppi, nonostante li abbia finanziati e armati per anni. “Questo può essere preludio al ritiro dalla Siria. Washington e i suoi sostenitori si affidarono ad eserciti di agenti terroristici per più di 7 anni, ma furono sconfitti. Anche i loro agenti curdi hanno perso il sostegno“. Il Prof. Anderson affermava a Syriatimes Online che la base statunitense di Tanaf ha dato un rifugio sicuro allo SIIL ed altri agenti sfuggendo alla distruzione per mano della Siria e degli alleati. Era anche un cuneo per tentare di bloccare la cooperazione tra Iraq e Siria. “Per ridurre al minimo lo scontro, le forze della Resistenza hanno operato intorno la zona di al-Tanaf, isolandola. Ma l’occupazione non ha futuro, a patto che la volontà politica in Iraq e Siria continui a voler espellere i gruppi taqfiri sostenuti dagli Stati Uniti“, affermava il Prof. Anderson, che continuava dicendo: “Credo che gli Stati Uniti si ritireranno da al-Tanaf e dalla Siria del nord-est. Non hanno mai pianificato l’invasione ed occupazione su vasta scala, e i loro pretesti (difendere i loro agenti) vanno scomparendo rapidamente“. Israele, entità dedita alla puliza etnica, non può affrontare da solo Siria ed alleati se le forze statunitensi si ritirano, e teme di perdere il territorio sottratto alla Siria mezzo secolo fa, secondo l’autore ed economista australiano, che dichiarato all’e-giornale Syriatimes che gli eserciti terroristici agenti di Washington e sostenitori sono stati sconfitti in Siria.
Il Prof. Anderson rispondendo a una domanda sui rinforzi inviati dal nemico sionista sul Golan, affermava: “Israele teme una Siria rafforzata e con alleati che agisce per liberare le alture del Golan occupate. Ciò avverrebbe col pieno appoggio del diritto internazionale“. “La vittoria sul confine con la Siria dovrà essere difesa da uno schieramento permanente di forze siriane, ovviamente. Dovranno mantenere la vigilanza sul confine col nemico principale della regione. E rimane la questione del Golan, e in quale misura la Russia assisterà (o non impedirà) la liberaziine del territorio siriano occupato da Israele. Tuttavia, questa vittoria permetterà certamente alla Siria di concentrarsi sulla liberazione di Idlib. Le basi qui richiederanno nuovi accordi con la Turchia, nonostante le pessime relazioni della Siria col regime di Erdogan“, aggiungeva.

I tempi sono cambiati
Sui tentativi di Washington di destabilizzare l’Iran, l’autore affermava: “Non credo che gli Stati Uniti abbiano la minima possibilità d’impedire all’Iran l’attuale rotta della ripresa e ascesa nella regione. Washington ha avuto l’opportunità d’indebolirlo tra il 2002 e il 2015, ma ora non più. Non può ricostruire la forte alleanza che aveva una volta per controllare l’Iran. I tempi sono cambiati. L’Iran ha già una nuova relazione con Russia, Cina ed Europa. Il regime di Trump mette alla prova le relazioni con la maggior parte del mondo, specialmente gli europei, ritenendoli degli schiavi. Tale arroganza isolerà gli Stati Uniti, mentre cresce la realtà dell’integrazione eurasiatica. Nota che il multipolarismo strategico descrive la situazione del collasso della potenza statunitense. Ma questo da solo non porrà fine alla destabilizzazione della regione. Le potenze estere hanno usato il settarismo come strumento per dividere i popoli; ed hanno ancora Israele e il regime saudita. Secondo me, la resistenza deve costruire istituzioni regionali sostanziali per proteggersi da tali attacchi e sviluppare un futuro indipendente“, concludeva il Prof. Anderson.

Traduzione di Alessandro Lattanzio