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Erdogan è di nuovo sotto pressione e quindi è probabile che aumenti

Moon of Alabama, 26 ottobre 2020

Negli ultimi anni il presidente turco Tayyip Erdogan è riuscito ad alienare così tanti partner internazionali che è difficile tenerne il conto. A volte lo fece apposta per distrarre gli elettori da un’economia che affonda ed altre calamità locali. Ma ci sono segni che ora ha superato la pazienza degli avversari che si è creato. Ora finalmente riceve i rimproveri che sembrava cercasse. Sebbene la Russia abbia enfatizzato le relazioni amichevoli con la Turchia, è in conflitto con essa in Siria, Libia e ultimamente nel Nagorno-Karabakh. La Russia a volte ha un modo non così sottile per comunicare che la pazienza è finita. Il 22 ottobre, navi russe nel Mediterraneo orientale lanciavano missili su un centro di contrabbando del petrolio vicino Jarablus, in Siria: “Più di 15 islamisti controllati dalla Turchia furono eliminati nell’attacco missilistico da parte di un aereo sconosciuto su un mercato di contrabbando di prodotti petroliferi nella città di Jerablus, al confine con la Turchia, nel nord della Siria, secondo fonti locali. Si segnala che missili furono lanciati anche contro due autocisterne che si muovevano lungo l’autostrada nei pressi del villaggio Qus, verso il mercato. Testimoni oculari riferirono che nella zona di confine si erano verificate diverse potenti esplosioni”. Il petrolio viene contrabbandato dalla Siria orientale verso la Turchia. Il 26 ottobre, un attacco aereo russo alla cerimonia di consegna dei diplomi dei “ribelli siriani” finanziati dai turchi ne eliminava più di 200. I fan di Erdogan ne presero atto:
“Omer Ozkizilcik @OmerOzkizilcik – 9:31 UTC · 26 ottobre 2020
La Russia ha attaccato il quartier generale del Faylaq al-Sham, il gruppo armato preferito della Turchia a Idlib, e fazione principale dell’NLF dell’SNA. Faylaq al-Sham è presente anche nel processo di Astana e nel comitato costituzionale. Sostiene che 50 membri di Faylaq sono morti nell’attacco”. Dopo l’attacco aereo sulla raffineria di petrolio di Jarablus, questo attacco è solo un’altra dimostrazione della crescente spaccatura tra Russia e Turchia. Sembra che molti a Mosca siano arrabbiati per l’umiliazione all’industria della Difesa russa da parte della Turchia. Ebbene, la Russia ha una vera industria della Difesa mentre i “produttori” di armi turche sono solo linee di assemblaggio di parti acquistate dall’estero: “301 @ 301_AD – 10:19 UTC · 26 ottobre 2020
Il drone turco “indigeno” di cui i turchi si vantano giorno e notte come fiore all’occhiello della loro industria militare, non è poi così indigeno. È assemblato da componenti occidentali di prim’ordine”.
La Turchia utilizzava con successo i droni per distruggere le vecchie difese aeree di fabbricazione russa nel Nagorno-Karabakh. Ma, mentre Canada e Austria hanno ormai smesso di fornire i componenti necessari alla disponibilità di tali droni sarà presto diminuire.Gli Stati Uniti aumentarono la pressione sulle forze per procura turche in Siria: “L’esercito nordamericano disse di aver effettuato un attacco coi droni contro i capi di al-Qaida nella Siria nord-occidentale vicino al confine turco, uccidendo 17 jihadisti, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani tra le vittime c’erano anche cinque civili. Le forze statunitensi hanno condotto un attacco a un gruppo di alti capi di al-Qaida in Siria (AQ-S) riuniti vicino a Idlib, in Siria”, secondo il maggiore Beth Riordan, portavoce del Comando centrale degli Stati Uniti (CENTCOM). È ora probabile che la Turchia ordinerà ai mercenari “ribelli siriani” d’intensificare la guerra a Idlib. Russia e Siria aspettano e sono ben preparate.
Le relazioni turche con la Grecia sono sempre state ostili, ma la Turchia attualmente fa di tutto per aggravarle: “La Grecia ha detto che la Turchia ha in programma di svolgere un’esercitazione militare il 28 ottobre, festa nazionale greca, poche ore dopo che il segretario generale della NATO disse che Grecia e Turchia avevano annullato i wargame per le festività nazionali dell’altro”. Erdogan fu anche impegnato ad aggiungere altri Paesi dell’UE all’elenco dei nemici della Turchia: “La Francia richiamava l’ambasciatore in Turchia dopo che il presidente del Paese Recep Tayyip Erdogan mise in dubbio la salute mentale dell’omologo francese Emmanuel Macron. Erdogan mise in dubbio le condizioni mentali di Macron mentre criticava l’atteggiamento del presidente francese verso Islam e musulmani. Le sue osservazioni a un congresso del partito locale furono una risposta apparente alle dichiarazioni di Macron all’inizio di questo mese sui problemi creati dai musulmani radicali in Francia che praticano quello che il capo francese definiva “separatismo islamista”.” Le osservazioni di Macron arrivarono dopo che un terrorista ceceno con legami coi terroristi d’Idlib occupata dai turchi, aveva decapitato un insegnante francese a Parigi. Le osservazioni di Erdogan furono seguite da proteste antifrancesi nelle aree della Siria occupate dai turchi, durante cui furono alzate le bandiere dello Stato islamico.
Nonostante i tentativi russi, francesi e statunitensi di istituire un cessate il fuoco nel Nagarno-Karabakh, la Turchia spinge l’Azerbaigian a continuare la guerra: “Nell’ultimo anno, la Turchia violava la sovranità israeliana, libica, irachena, siriana e greca. La comunità internazionale condannava in numerose occasioni le invasioni territoriali della Turchia. Uno scenario simile si verifica oggi in Nagorno-Karabakh. Il 21 ottobre, il vicepresidente turco Fuat Oktay prometteva di dare pieno supporto militare all’Azerbaigian, se necessario. Oktay denunciava gli sforzi internazionali nel sedare l’escalation del conflitto nel Nagorno-Karabakh. Il Gruppo OSCE di Minsk, composto da Stati Uniti, Francia e Russia, si formava per mediare il conflitto. I funzionari turchi, tuttavia, affermavano che questo gruppo sostiene attivamente l’Armenia. In un rimprovero alla Turchia, il segretario di Stato nordamericano Mike Pompeo dichiarava sottolineando il malvagio coinvolgimento di Ankara nel conflitto. Notava che i combattenti sostenuti dalla Turchia “forniscono risorse all’Azerbaigian, aumentando rischio e potenza di fuoco” che aggravano i combattimenti. Un nuovo cessate il fuoco del Nagorno-Karabakh, negoziato a Washington DC, fu immediatamente violato dai nuovi attacchi delle forze azere.
In Libia un nuovo accordo di cessate il fuoco tra la Fratellanza Musulmana sostenute dalla Turchia che occupano la parte occidentale del Paese e le forze orientali del Generale Hafter, sostenute da Emirati Arabi Uniti e Russia, stabilisce che tutte le forze straniere dovranno lasciare il Paese entro tre mesi. ONU e tutti i Paesi coinvolti tranne uno salutavano l’accordo: “Ma il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che sostiene il governo di Tripoli militarmente, mise in dubbio la fattibilità del cessate il fuoco. “L’accordo di cessate il fuoco di oggi non è stato effettivamente raggiunto al massimo, ma al minimo. Il tempo dirà se durerà”, aveva detto Erdogan. “Quindi mi sembra che manchi di credibilità”. La Turchia aveva tentato di controllare i giacimenti petroliferi orientali della Libia, ma non ci riusciva dopo che la Russia si oppose. La produzione di petrolio in Libia è stata riavviata senza che nessuno dei profitti affluisse alla Turchia. Ora dovrà lasciare le nuove basi che ha creato o intensificare ancora la guerra. Ciò irrita Stati Uniti, UE e Russia mentre la guerra contro diversi Paesi ha costi economici significativi: “Da quando raggiunse il picco di 951 miliardi di dollari nel 2013, il prodotto interno lordo della Turchia invertì il trend della crescita, scendendo a 754 miliardi di dollari nel 2019: un calo di 200 miliardi di dollari, quasi la dimensione del PIL della Grecia in sei anni. La performance poco brillante dell’economia aveva impatto politico sulla popolarità dell’AKP in patria. Secondo il sondaggista Metropoll, il sostegno all’AKP era sceso al 31% nell’agosto 2020, un calo significativo rispetto al 43% dei voti ricevuti dal partito nelle elezioni parlamentari del 2018… Una politica estera che da priorità a retorica combattiva, potere duro e calunniare l’occidente può essere politicamente utile a breve termine, ma rimane incompatibile coll’esigenza a lungo termine di stabilizzare l’economia. Eppure è la performance economica del Paese che alla fine decidrà il destino della prossima tornata politica nazionale quando sarà il momento.
Un anno fa 5,75 lire turche ‘equivaleva a 1 dollaro USA. Oggi ne servono più di 8. Le società turche assumevano molti prestiti in valuta estera. Dovranno rimborsarli col 40% in più rispetto a quanto pianificato. Molte aziende non ne sopravviveranno. Arabia Saudita ed alleati lanciavano il boicottaggio dei prodotti turchi. Pentole e padelle di fabbricazione turca e verdure turche sono state rimosse dai supermercati sauditi. Nel corso degli anni la Turchia era riuscita a mettere gli USA contro la Russia e la Russia contro l’UE. Ma ora i suoi rapporti con tutto si deteriorano nello stesso momento. Questo mentre l’economia ha seri problemi. Per migliorare la propria posizione Erdogan potrebbe ritirarsi da alcuni dei tanti conflitti che ha creato. Ma dato il precedente comportamento sotto pressione è probabile che faccia l’opposto. Mi aspetto che presto s’accanisca su uno o più fronti con la Siria come più probabile. Nell’ultimo anno molti mezzi e soldati turchi furono spostati a Idlib. Ma sarebbero in grado di resistere a un attacco aereo e missilistico russo? La Russia lancerebbe attacchi provocatori contro le forze ascare turche se lo volesse? La Turchia, a mio avviso, si è sovraestesa. Dovrà ritirarsi da molti degli attuali fronti e concentrarsi sull’economia. Altrimenti è probabile che subisca una seria sconfitta militare mentre l’economia si deteriora ulteriormente. Sarà la fine dei sogni neo-ottomani di Erdogan.

Traduzione di Alessandro Lattanzio