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L’Europa aiuta gli Stati Uniti a distruggere la Libia, e ne accusa la Russia

Tony Cartalucci, New Eastern Outlook 23.10.2020L’UE ha stabilito sanzioni contro la Russia per, tra l’altro, “ingerenza” nella guerra civile in corso in Libia. L’AFP nell’articolo, “L’UE sanziona gli assistenti di Putin su Navalnij e Libia”, affermava: “L’UE ha affermato che Wagner ha commesso “violazioni multiple e ripetute” dell’embargo sulle armi delle Nazioni Unite in Libia, dove la Russia ha sostenuto il signore della guerra Qalifa Haftar nella sua rivolta contro il governo riconosciuto a livello internazionale. Il Regno Unito, nonostante abbia lasciato l’UE, affermava che sosterrà le sanzioni”. Il tentativo dell’UE di mettere in rotta la Russia, tuttavia, solleva un punto importante: fu l’UE insieme agli Stati Uniti a distruggere il governo della Libia nel 2011, in primo luogo. L’intervento militare occidentale del 2011 portò la guerra civile che attualmente consuma la nazione e il suo popolo. E se la Russia fornisse armi ai gruppi libici in Libia, combatte gruppi a cui vengono fornite armi in violazione dello stesso embargo delle Nazioni Unite da parte di altre nazioni, vale a dire UE e Stati Uniti.

Stati Uniti ed Europa hanno distrutto la Libia
Il caos in Libia è il risultato diretto dell’intervento militare degli Stati Uniti del 2011 che includeva forze di diverse nazioni europee, come il Regno Unito. Dopo aver distrutto gran parte delle infrastrutture della nazione e cacciato il governo libico guidato da Muammar Gheddafi, la Libia è sprofondata in continue lotte intestine poiché il Paese era diviso da signori della guerra in competizione e organizzazioni terroristiche armate da Stati Uniti ed Europa. L’intervento militare degli Stati Uniti alla fine ebbe impatto diretto sugli alleati europei di Washington quando un’ondata di profughi travolse l’Europa dall’Africa. non solo per fuggire dalla guerra in Libia, ma anche perché la Libia, un tempo un rifugio sicuro per gli africani di tutto il continente, non era più ospitale. Anche le armi fornite da Stati Uniti ed Europa ai terroristi in Libia proliferarono in Nord Africa alimentando i conflitti in tutta la regione. Da allora Stati Uniti ed Europa utilizzano cinicamente le conseguenze del proprio intervento militare come pretesto per rimanere sempre coinvolti nel conflitto in Libia, esponendo in modo trasparente la natura egoistica politicamente motivata dei tentativi di accusare la Russia di “ingerenza”. Nonostante il ruolo diretto e costante dell’Europa nella distruzione della Libia, seguiva l’esempio di Washington nel biasimare la Russia, ma ovviamente non per una reale preoccupazione sul futuro della Libia che l’Europa stessa ha distrutto, ma invece piuttosto per aiutare Washington nella propaganda conflittuale, e nella guerra economica e ibrida contro la Russia.

L’Europa un passo avanti e passi indietro nella rottura con Washington
L’Europa si è recentemente impantanate in politica estera “facendo un passo avanti e due indietro”. I tentativi di ignorare le richieste degli Stati Uniti di evitare Russia e Cina furono salutate a livello internazionale, fornendo la speranza che almeno alcuni in occidente desiderino un ruolo più costruttivo sulla scena globale. Tuttavia le sanzioni alla Russia sulla Libia, unite al ruolo impenitente dell’Europa nella guerra degli Stati Uniti che distrusse la Libia, sono un duro promemoria di quanto lontano l’occidente debba spingersi per raggiungere anche gli standard più basilari di relazioni eque col resto del mondo. Resta da vedere se tali sanzioni siano seguite da crescente dedizione all’espansione e sempre più pericolosa campagna anti-russa e anti-cinese di Washington, o sia un mezzo per alleviare la pressione che gli Stati Uniti esercitano sugli alleati europei sul loro maggiore, apparente desiderio, di fare affari con Russia e Cina. Indipendentemente da ciò che gli attuali circoli del potere in Europa intendono fare, sostenere ulteriormente gli Stati Uniti o eventualmente orientarsi verso est, il cambio dell’equilibrio di potere imperniato sull’ascesa dell’Eurasia è e continuerà a ridurre sfruttamento e coercizione occidentali e garantire che i circoli del potere occidentale imparino a lavorare con il resto del mondo, piuttosto che al di sopra, o nuovi circoli disposti a farlo sorgeranno tra i circoli politici ed economici occidentali, sostituendoli.

Tony Cartalucci, ricercatore e autore di geopolitica di Bangkok, soprattutto per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio