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11 portaerei statunitensi annichilite

Valerij Panov, Stalker Zone, 18 ottobre 2020La Russia ha superato un altro test del promettente missile da crociera ipersonico “Tsirkon” . Il lancio fu effettuato per la prima volta dalla fregata “Ammiraglio della Flotta dell’Unione Sovietica Gorshkov” contro un bersaglio situato a una distanza di 450 km. La velocità di volo media del missile era di 1,6 km al secondo e la quota massima di 28000 m. Ci vollero 4,5 minuti per centrare il bersaglio. Il missile sarà utilizzato contro le navi di superficie nemiche dotate di sistemi di difesa aerea e missilistica in grado di intercettare i moderni missili da crociera supersonici antinave. Il primo tiro a un bersaglio situato sulla riva a una distanza di 500 km avvenne a gennaio e fu un successo. La fregata della Flotta del Nord “Admiral Gorshkov” effettuerà altri tre lanci di prova dello “Tsirkon” quest’anno. Allo stesso tempo, tutti i lanci saranno effettuati con la distruzione dei bersagli che simulano portaerei nemiche e obiettivi strategici. Ciò indica che il missile ipersonico 3M22 “Tsirkon”, sviluppato da “Mashinostroenija”, è pronto allo scopo principale: la distruzione di grandi navi nemiche. Gli Stati Uniti sono chiaramente allarmati dalla prospettiva che questo complesso sia a disposizione della Marina russa. Come sappiamo, la base dell’influenza degli Stati Uniti nel mondo è la forza militare. E la base di tale potere è la capacità, come dicono i nordamericani, di proiettare, cioè di attaccare altri Paesi, non importa quanto siano lontani dagli Stati Uniti. Lo strumento principale di tale “proiezione” è la US Navy, o meglio, la capacità di distruggere in una guerra non nucleare ogni possibile flotta che possa resistere, e garantire il dominio degli Stati Uniti sul mare. E tale abilità si basa sul fatto che non importa come il nemico cerchi di colpire, non avrà successo, mentre i sottomarini e gli aerei sulle portaerei statunitensi sono abbastanza forti da far fronte a chiunque. I sottomarini sono una storia a parte e la deviazione di qualsiasi attacco missilistico è la specialità delle forze di superficie della Marina nordamericana. Incrociatori e cacciatorpediniere lanciamissili col sistema AEGIS possono fornire una difesa aerea così potente che sfondarla senza armi nucleari può costare l’esistenza di quasi tutte le forze aeree avversarie. Naturalmente, la difesa delle formazioni navali della Marina degli Stati Uniti può essere sfondata e aggirata con trucchi tattici, ma tutto ciò richiede forze enormi, molti missili, duro lavoro del quartier generale e, ahimè, vittime. E iu quantità enorme. Ora tutti i vantaggi dell’US Navy sono azzerati. L’estrema velocità è il principale vantaggio dello “Tsirkon”. Ad oggi, semplicemente non esistono sistemi di difesa missilistica in grado di intercettare efficacemente questi missili antinave. E se prendiamo in considerazione l’autonomia di volo dichiarata, che secondo varie fonti è di 600 km e molto probabilmente più di 1000 km, le portaerei semplicemente non noteranno la minaccia avvicinarsi. E se un solo missile colpisce un cacciatorpediniere classe Arleigh Burke, sarà letteralmente tagliato in due dall’enorme energia cinetica del proiettile. Ciò annulla le capacità della cupola protettiva del sistema AEGIS sui gruppi d’attacco della Marina degli Stati Uniti. Invece di essere un formidabile deterrente per la Russia, i gruppi d’attacco delle portaerei nordamericane dovranno stare lontani dalle sue coste e dai vettori con armi ipersoniche.
Quando gli “Tsirkons” saranno usati dai sottomarini, generalmente sparerebbero a bruciapelo. Negli Stati Uniti, si lusingano di poter utilizzare il missile SM-6 delle loro navi per intercettare l’ipersonico russo e potranno rilevarlo a grande distanza utilizzando il nuovo sistema di controllo del tiro integrato navale (NIFC-CA ). Anche così, il che è molto dubbio, è ancora impossibile nascondersi o proteggersi da una carica che vola a 3 km al secondo. All’estero, monitorano i test missilistici in Russia e ne tengono conto nella formazione della propria politica nel campo del controllo degli armamenti, secondo il dipartimento di Stato dopo i test del missile “Tsirkon”, come riportato da molti media nordamericani. Popular Mechanics aveva scritto, ad esempio, che i sistemi di difesa della Marina degli Stati Uniti probabilmente avranno problemi con lo “Tsirkon” e altri missili anti-nave ipersonici. Tuttavia, la pubblicazione osservava: “La velocità di Zircon rasenta il terrificante, ma la buona notizia è che l’US Navy segue ul caso”, ma non ha detto come intenda contrastare le armi ipersoniche russe. Inoltre, la maggior parte delle navi e dei sottomarini russi potrà utilizzare queste armi – sia piccole corvette e fregate, sia incrociatori nucleari: le navi di superficie e i sottomarini sono dotate di anciatori universali per “Kalibr”, “Oniks” e “Tsirkon”. La modernizzazione della grande nave antisom della Flotta del Pacifico “Maresciallo Shaposhnikov” e del sottomarino nucleare della Flotta del Pacifico “Irkutsk” col “Tsirkon” dimostra che le armi ipersoniche saranno dispiegate in Estremo Oriente, una regione sempre più importante nel crescente confronto tra Stati Uniti e Cina. Le Flotte del Mar Baltico e del Mar Nero non hanno bisogno di missili dal raggio di 1000 chilometri, perché semplicemente non hanno un posto dove volare nei piccoli mari interni. Ma nell’Oceano Pacifico, i missili supersonici e ipersonici hanno molto spazio. Il “Kalibr” è due volte migliore dell”Harpoon” statunitense per gittata (600 km contro 280 km) e tre volte più veloce: Mach 3 contro 0,85. La velocità di volo è tre volte superiore a quella sonora, che già mette in dubbio la possibilità che il sistema di difesa aerea AEGIS, schierato sulle navi della Marina nordamericana, intercetti il “Kalibr”. Non c’è protezione dallo “Tsirkon” coi suoi Mach 9 e gittata di 1000 km. Forse la regione del Pacifico diventerà una priorità nel dispiegamento di “Tsirkon”, scrive MilitaryWatchMagazine. I missili aeronautici “Kinzhal” e navali “Tsirkon” diventeranno l'”arma assoluta” della Russia, consentendole di rafforzare la propria influenza nella regione e dando nuovo impulso agli sforzi congiunti di Cina e Federazione Russa per eliminare dal mondo il predominio marittimo degli Stati Uniti. Inoltre, vi sono decine di progetti ipersonici in Russia.
La Russia ha privato gli USA dello status di intoccabili, diceva il viceammiraglio della Marina degli Stati Uniti Daryl Caudle. “Ma è abbastanza noto ora che la nostra patria non è più un santuario, quindi dobbiamo essere preparati a condurre operazioni di combattimento avanzate in acque locali”.
Coll’avvento del missile da crociera “Tsirkon” , la Russia diventa leader in mare e proprietaria di uno strumento efficace per scoraggiare l’aggressione da Stati ostili, secondo Viktor Bondarev, capo del Comitato per la difesa e la sicurezza del Consiglio della Federazione. “Oggi, la presenza di un serio arsenale nucleare raffredda le teste calde del Pentagono, impedendogli di usare la forza contro la Russia in una forma o nell’altra. In effetti, le Forze Nucleari Strategiche sono il principale garante della pace globale. Ma è importante supportare questa ‘fonte di stabilità’ con armi non nucleari che siano paragonabili per potenza e impatto alle armi nucleari”, secondo il senatore. Questo, osservava, è ciò che la Russia fa con successo: le armi ipersoniche, insieme alle armi laser, sono una nuova generazione di armi. In futuro, “Tsirkon” sarà installato non solo su navi di superficie e sottomarini, ma anche suu complessi costieri anti-nave “Bastion”.
I test del missile ipersonico “Tsirkon” erano un evento importante per le forze armate russe. Secondo il segretario stampa del presidente russo Dmitrij Peskov, grazie al successo del test del missile “Tsirkon”, la triade nucleare russa riceve un’arma fondamentalmente nuova. Notava che il presidente russo definiva questo test un grande evento per il Paese. A sua volta, l’ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatolij Antonov sul canale televisivo “Russia-1” definiva il lancio del “Tsirkon” straordinario successo delle Forze Armate russe. Secondo lui, Washington prestava attenzione ai test e generalmente “monitora da vicino” cosa succede in Russia. Osservava che qualsiasi passo delle Forze Armate russe è importante per i nordamericani. I soli rapporti sull’imminente adozione di un missile ipersonico da parte della Marina russa avevano un impatto significativo sugli equilibri di potere nel mondo. Tuttavia, l’ultima prova dello “Tsirkon” era accompagnata da un grave silenzio sulla stampa specializzata statunitense. Finalmente hanno capito? Improbabile. Il missile antinave 3M22 “Tsirkon” è uno dei famigerati “missili di Putin” su cui il presidente russo mise in guardia i partner geopolitici nel memorabile discorso all’Assemblea federale. Allora c’era molta ironia sulle “vignette”, anche da parte dei liberali piazzatisi in Russia. Ma ora si parle della comparsa del sistema missilistico “Avangard” e del complesso aeronautico ipersonico “Kinzhal” come fatti. “Tsirkon” era la prossima arma promessa della lista. La situazione è molto simile a quella che si ebbe quando l’URSS adottò i suoi programmi nucleari. L’8 marzo 1950, l’URSS annunciò ufficialmente la sua bomba atomica, scioccando la comunità mondiale e, prima di tutto, l’amministrazione e gli ambienti militari statunitensi. Prima di allora, gli esperti degli Stati Uniti erano sicuri che l’industria nucleare sovietica fosse molto indietro rispetto a quella nordamericana e, nel migliore dei casi, la bomba atomica sovietica non sarebbe stata pronta che nel 1954. La dichiarazione del Ministro degli Esteri dell’URSS Molotov sulla scoperta del segreto delle armi atomiche nel 1947 fu percepito dai nordamericani come un bluff. Ma nello stesso anno, il primo reattore nucleare fu attivati nell’Unione Sovietica. Tuttavia, media e politici nordamericani quasi non lo notarono, essendo così sicuri dell’irraggiungibile superiorità militare degli Stati Uniti. Inoltre, il 12 agosto 1953, furono condotti con successo test presso il poligono “Semipalatinsk”, che fece dell’URSS il primo Paese a creare un’arma termonucleare dall’enorme potenza distruttiva. Inoltre, la bomba poteva essere lanciata da un bombardiere strategico sul territorio nemico, poiché era di piccole dimensioni, pesava solo 7 tonnellate e si adattava facilmente, ad esempio, al Tu-16. Questa notizia non passò inosservata all’estero, ma non ebbe l’effetto sperato: gli USA non cambiarono opinione sulla propria grandezza.
Secondo Vladimir Batjuk, capo del Centro per la ricerca militare e politica dell’Istituto su Stati Uniti e del Canada dell’Accademia delle scienze russa, i nordamericani erano scettici sui risultati della scienza sovietica fino agli anni ’50. “L’establishment nordamericano non fu molto colpito dal test della bomba atomica sovietica. Accettò di ascrivere tutto allo “spionaggio atomico”. Inoltre, il test dell’idrogeno non fece sensazione, anche se qui l’Unione Sovietica era chiaramente davanti agli USA. Sospetto che ci fosse la percezione associata ai discorsi sullo spionaggio atomico: dicono che i russi hanno rubato qualcosa e l’hanno perfezionato “, secondo Batjuk in un’intervista a RT. L’esperto ritiene che i nordamericani furono scioccati dai risultati della scienza e tecnologia militare sovietiche in seguito, quando fu lanciato il primo satellite al mondo (1957), ma “molto più del primo test della carica ad idrogeno sovietica, la società e l’élite nordamericani furono eccitati dal test nel 1961 in Novaja Zemlja della Zarbomba, l’arma più potente nella storia dell’umanità”. Ed fu così: il 17 ottobre 1961, al 22° Congresso del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, Nikita Khrushjov annunciò l’imminente collaudo dell’enorme bomba termonucleare sganciabile da un aereo. La potenza della bomba fu un record. Krusciov rivendicò 50 megatoni, ma in realtà raggiunse i 58 megatoni. La bomba fu testata il 30 ottobre 1961. La superbomba, chiamata “Zarbomba” o “madre di Kuzkin” (Khrushjov minacciò di mostrare a tutti “la madre di Kuzkin” all’ONU, da cui il secondo nome della bomba), fu sganciata da un Tu-95 da una quota di 10 km, col paracadute e fatto esplodere tre minuti dopo. Immediatamente dopo lo sgancio l’aereo compi una brusca virata. L’esplosione avvenne a una distanza di 38-39 km dall’aereo, l’onda d’urto raggiunse una distanza di 115 km e lo fece tuffare, e i i piloti riusciti a sfuggirvi perdendo 800 m di quota. L’esplosione della bomba avrebbe dovuto dimostrare la potenza nucleare dell’Unione Sovietica e raffreddare la sbornia alle teste calde dell’occidente.
La storia si ripete, ma sotto forma di farsa, come periodicamente accade con la storia nordamericana. Nel marzo dello scorso anno, il sito “Breitbart news” scriveva: “Il segretario di Stato nordamericano Mike Pompeo ha deriso la minaccia del Presidente Vladimir Putin di schierare nuovi missili contro le capitali occidentali, definendola “spacconata” volta a dividere Washington e i suoi alleati”. Un mese fa, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciava che la Russia poteva creare armi ipersoniche solo dopo aver presumibilmente rubato la tecnologia dall’amministrazione del predecessore Barack Obama. “Ora abbiamo la più grande arma mai creata dall’uomo. Abbiamo rianimato l’esercito e portato a un livello che nessuno pensava possibile. E ho detto che abbiamo creato l’arma più potente conosciuta dall’umanità. Questo è vero”, disse. Allo stesso tempo, secondo il presidente, queste armi sono così avanzate che Russia e Cina “invidieranno” gli Stati Uniti. I generali nordamericani sembrano più sobra. Negli ultimi mesi, hanno ripetutamente riconosciuto che il Paese è indietro rispetto a Russia e Cina nella produzione di armi ipersoniche. Il capo del Pentagono, Mark Esper, osservava ad esempio che gli Stati Uniti in quest’area “giocano al recupero”. Annunciò il raddoppio dei finanziamenti per lo sviluppo di munizioni ipersoniche terrestri, aeree e marine nel 2020. E il capo del comando settentrionale delle forze armate statunitensi, generale Terrence O’Shaughnessy, affermava: “Il missile russo Avangard è in grado di aggirare il sistema di difesa antimissile statunitense e colpire in profondità il territorio statunitense 15 minuti dopo il lancio”. Il Presidente Vladimir Putin paragonava il lavoro sul complesso “Avangard” al programma nucleare sovietico, notando che da dicembre scorso, il primo reggimento di missili strategici equipaggiato col sistema “Avangard” entrava in servizio operativo. Secondo il leader russo, questo è un evento enorme nella vita del Paese e ne garantisce la sicurezza. “Il ritiro degli Stati Uniti dal trattato sui missili balistici nel 2002 ha costretto la Russia a iniziare a sviluppare armi ipersoniche. Abbiamo dovuto creare queste armi in risposta al dispiegamento del sistema di difesa missilistica strategica degli Stati Uniti, che in futuro sarebbe in grado di neutralizzare, annullare il nostro potenziale nucleare”, aveva detto il presidente russo. La Russia doveva recuperare il ritardo nello sviluppo di nuove armi, affermò Vladimir Putin, che ha sempre messo il Paese in una posizione difficile e persino pericolosa. “In effetti, ci furono momenti in cui fummo minacciati, ma non avevamo nulla con cui rispondere”, aveva detto il presidente. Questa, disse, fu una chiara e pericolosa violazione dell’equilibrio strategico. Ma ora, per la prima volta, il Paese ha le armi più moderne, di molto superiori a quelle sviluppate dai altri Paesi, aveva detto il nostro presidente.
Nell’ultimo rapporto del servizio di ricerca del Congresso, “Armi ipersoniche. Origini e problemi per il Congresso” del 17 marzo 2020, si afferma direttamente: gli alianti russi (“Avangard”) con testata nucleare sono difficili da rilevare colle apparecchiature esistenti, la struttura di comando delle forze armate statunitensi è troppo lenta e non potrà rispondere a un simile attacco. Ma dice anche che queste armi non aggiungono nulla al potenziale strategico esistente. Quindi non hanno capito, di nuovo. Il 18 settembre 2020, l’autorevole rivista “The National Interest” pubblicava un articolo dal titolo “Is the Russian Avangard Hypersonic ICBM a Serious Threat?”. L’autore Peter Suciu, in particolare, scriveva che l’unità da combattimento ipersonica planante del sistema missilistico “Avangard” può volare a una velocità 27 volte superiore a quella del suono, e la sua capacità di manovra può rendere impossibile prevederne correttamente la traiettoria. L’articolo rilevava inoltre che l'”Avangard” è solo uno dei componenti del vasto arsenale russo di tali armi, che include 528 missili balistici intercontinentali terrestri e lanciati da sottomarini, nonché armi nucleari sui bombardieri. La presenza dei sistemi ipersonici in Russia è uno dei motivi principali per cui la Casa Bianca si rifiutava ancora di estendere il Trattato START-3, dato che vuole includervi l'”Avangard”, ma la Russia, per ovvie ragioni, rifiuta. Il fatto è che dopo la comparsa delle armi ipersoniche, incluso l'”Avangard”, le armi nucleari hanno perso il loro peso precedente. E qui è particolarmente importante sottolineare che il duro lavoro che la Russia ha svolto per estendere il Trattato START-3 è dettato esclusivamente dalla preoccupazione per la pace. Ma gli Stati Uniti non vogliono accettarlo. Intanto, secondo fonti ben informate, la creazione del nuovo missile balistico intercontinentale nordamericano è prevista per il 2029. Ciò significa che nei prossimi 8-10 anni gli USA non avranno nulla da opporre all”Avangard”. Ma neanche la Russia si fermerà… Ed ecco apparire lo “Tsirkon”. Inoltre, nei prossimi lanci di prova previsti per la fine del 2020, non è un caso che siano citati come bersagli bersagli mobili di superficie che simulano portaerei: il missile 3M22 è chiamato “carrier killer” . Questo è uno degli scopi principali dello “Tsirkon”. E le portaerei, un tempo terrificante, è diventata un ottimo bersaglio anche per le piccole navi della Marina russa, che saranno dotate di missili supersonici. Pertanto, i 10 lanci di prova imminenti dello “Tsirkon” nel loro peso geopolitico possono probabilmente essere paragonati ai test della superbomba chiamata “Madre di Kuzkin”. Allora gli Stati Uniti finalmente riconobbero l’Unione Sovietica come nemico pari per potenza militare. La guerra fredda fu così bilanciata dalle potenzialità dei due Stati nucleari più potenti. Oggi, come si suol dire, la palla ipersonica è nel campo nordamericana, e allo stesso tempo aumenta il confronto nell’infinita guerra fredda, ma la Russia ora ha il diritto di stabilire le condizioni del Grande Gioco.

Traduzione di Alessandro Lattanzio