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Le sanzioni dell’UE avvantaggiano la Russia

Russkij Malchik, Stalker Zone, 16 ottobre 2020

Non posso fare a meno di essere contento delle sanzioni per Navalnij dell’UE. Non vanno bene a chi sperava fino all’ultimo di stabilire relazioni col Vecchio Mondo, con i “pragmatici sobri” d’Europa. Compresi dei dipendenti dell’amministrazione inseriti nell’elenco delle sanzioni. Gli euroatlantisti in agonia hanno colpito i propri semi-agenti nel governo russo per non essere completamente come loro. Sperano che Bruxelles si raffreddi presto e opti per una occidentalizzazione soft della Russia sotto le spoglie della perestrojka 2.0, rimuova delle sanzioni e consenta il completamento del Nord Stream-2, ed improvvisamente i borghesi ne vengono colpiti, ricevuto!
Qui si hanno altre sanzioni aggiuntive, dicono i borghesi nostri filo-occidentali, poiché non capite che non abbiamo bisogno della occidentalizzazione soft della Russia, non abbiamo tempo per questo, ma di un colpo di Stato qui e ora. È per questo che Navalny fu rianimato letteralmente e figurativamente. Qui c’è uno germanista che si lamenta del fatto che i germanofili sperano da decenni in un buon atteggiamento di Berlino verso la Russia, mentre Berlino conduce una retorica antirussa. Ad esempio, ora verrà Steinmeier e… qui la Merkel sarà più audace e… ora il socialdemocratico Maas parlerà normalmente e… Tali speranze cadono ogni volta sotto il rullo compressore della realtà.
Infatti, oltre agli anglofili, abbiamo una considerevole coorte di germanofili che denunciano con zelo gli inglesi e con la stessa forza invocano l'”unificazione” con la Germania, come dire che le nostre risorse e le loro tecnologie sono il potere che gli anglosassoni temono, l’Heartland e così via. In effetti, questa è un’illusione tanto quanto l’amicizia cogli Stati Uniti. Inoltre, questo è sempre lo stesso occidentalismo, solo l’altro lato, non c’è differenza fondamentale, il che significa che è a scapito della Russia. Inoltre, tale speranza sui tedeschi dopo due attacchi contro di noi nel XX secolo è generalmente delirante. Sì, gli anglosassoni incoraggiarono la Germania, ma non furono spinti contro di noi con la forza! No, loro, i rappresentanti della razza superiore, portarono i carri armati nei campi russi, cercando di mettere sotto i “maiali russi”. E ora, si scopre, c’è speranza in essi come partner. Che razza di amnesia è questa?
Pertanto, quando un germanofilo si lamenta, mi rallegro: è meraviglioso che la Merkel distrugga le illusioni di germanofili e definisce la Russia barbara, da vera ariano. Questo è molto meglio della politica gesuitica di “trasformazione col riavvicinamento”, che diede origine alla perestrojka e avrebbe potuto dare origine alla perestrojka 2.0. In effetti, i nostri filo-occidentali contano su questo, l’annunciò apertamente Aleksandr Shokhin lo scorso dicembre. Ma l’impazienza e la franchezza degli euroatlantisti infrange tali calcoli. Prima si sono precipitati in Bielorussia, costringendo Lukashenko a correre al Cremlino. E ora hanno fretta di punire i propri semi-agenti, e ora Lavrov ha promesso ad alta voce (!) la fine della collaborazione coll’Ue. Forse grazie a questo completeremo la nazionalizzazione dell’élite con tale ondata?

Traduzione di Alessandro Lattanzio